Tradizioni e cultura · Preparare il matrimonio
Curiosità sul matrimonio
Superstizioni, gesti augurali e racconti sulle nozze, da leggere come tradizioni variabili e non come regole da seguire.
Superstizioni e dicerie sul matrimonio
Molte convinzioni sul matrimonio trovano origine nella tradizione più antica, molte altre in credenze popolari più recenti. Non sempre è possibile individuarne la spiegazione esatta, anche perché parliamo di situazioni basate più su superstizioni che su di una effettiva razionalità. Queste credenze si possono conoscere senza condividerle: non prevedono il futuro della coppia e non sono obblighi. Anche le spiegazioni delle loro origini spesso appartengono al racconto popolare, senza una documentazione che permetta di datarle con certezza.
Contro gli spiriti maligni
Una spiegazione leggendaria collega le damigelle all'antico Egitto, senza documentare questa origine: secondo il racconto si credeva che gli spiriti cattivi si radunassero nel giorno delle nozze nel luogo della cerimonia, per rovinare l'atmosfera gioiosa e festosa alla sposa. Per tale ragione le amiche di quest’ultima vestivano con abiti simili al suo, in modo da confondere e depistare gli spiriti malvagi che, non conoscendo la sposa, non potevano augurarle sfortuna e nefasti.
Lo stesso racconto attribuisce a erbe odorose e fiori profumati il potere di allontanare gli spiriti maligni. È una spiegazione simbolica del bouquet, non una prova della sua origine.
Il lancio del bouquet
Lanciato dalla sposa a fine cerimonia mentre dà le spalle alle invitate nubili, il bouquet promette simbolicamente a chi dovesse conquistarlo una prossima proposta di matrimonio entro un anno.
In una delle consuetudini ricordate, il bouquet era composto da fiori d’arancio che, oltre a significare fertilità ed abbondanza, indicavano anche una richiesta di matrimonio in un futuro più o meno immediato.
La giarrettiera
Alcuni racconti sulle origini della giarrettiera collocano nell'Europa del XIV secolo la credenza secondo cui ottenere un pezzo del vestito della sposa portava fortuna, per cui gli invitati cercavano di procurarsene o farsene consegnare una piccola parte; gli stessi racconti riferiscono che nel XVII secolo gli invitati celibi cercavano di impossessarsi della giarrettiera della sposa e fissarla poi al loro cappello, come segno di buon augurio. Fortunatamente con il tempo queste usanze si sono trasformate nel lancio degli accessori (che siano il bouquet, la giarrettiera o i guanti), per evitare che il vestito della sposa venisse rovinato, se non addirittura ridotto in brandelli. Una variante della tradizione vuole che sia lo sposo a sfilare la giarrettiera e lanciarla ad uno degli ospiti. In quei casi in cui la sposa non indossi la giarrettiera, ciò che si lancia è la sua scarpa destra, sfilata da lei stessa o da una delle sue damigelle o testimoni. Un’ulteriore tradizione prevederebbe, invece, che la giarrettiera sia fatta a pezzi dal marito e donata a più invitati. Similare è la pratica legata alla cravatta dello sposo, attuata in varie zone d’Italia, per cui la si taglia in piccoli pezzi e la si distribuisce tra gli uomini invitati in cambio di una piccola donazione in denaro da dare poi agli sposi. Le date e la diffusione di queste varianti non sono qui documentate. Nessuno di questi giochi richiede di spogliare una persona, danneggiare un abito o raccogliere denaro contro la sua volontà: si possono scegliere alternative o rinunciarvi.
Il velo
Una spiegazione popolare collega il velo ai matrimoni combinati nell'antica Roma: avrebbe nascosto la sposa fino alla conclusione del rito, evitando ripensamenti sull'aspetto. Il racconto non dimostra però né una funzione unica del velo né che tutti i futuri coniugi romani non si incontrassero prima delle nozze. Non va quindi letto come una descrizione generale del matrimonio romano.
Oggigiorno, quando è, ormai, più che altro un accessorio, legata al velo vi è un’altra credenza: se a regalarlo alla futura sposa è una donna sposata e felice varrà come augurio di una prospettiva serena e fortunata.
Inoltre, in alcune zone del Sud e, nello specifico, in quelle famiglie particolarmente legate alle tradizioni, la lunghezza del velo potrebbe simboleggiare gli anni di fidanzamento dei futuri sposi: ad ogni metro, un anno.
Le fedi
Una superstizione considera di cattivo auspicio la caduta delle fedi e suggerisce di farle raccogliere al celebrante. Non è una regola religiosa e un piccolo incidente non dice nulla sul futuro del matrimonio.
Una leggenda, spesso attribuita agli antichi egizi, parla di una vena che, partendo dall'anulare sinistro, arrivasse fino al cuore. Non è una descrizione anatomica: lungo questa vena immaginaria si pensava scorressero i sentimenti. "legare" l'anulare significava, quindi, garantirsi la fedeltà. Nell’antica Roma, invece, l’incoronazione ed il sigillo dell’unione tra gli sposi si garantiva attraverso lo scambio di anelli di ferro; nel rito ebraico la consegna dell'anello ha un ruolo importante nei qiddushin, ma non è corretto ridurre validità e celebrazione del matrimonio al solo scambio di fedi.
Nel matrimonio cattolico è una possibile usanza che le fedi vengano portate all'altare dal testimone o da un paggetto, legate ad un cuscino di pizzo dove il celebrante le benedice prima dello scambio.
Prestata, regalata, vecchia, nuova e blu
Sono cinque elementi di una tradizione augurale facoltativa: chi lo desidera può riprenderli nel proprio abbigliamento, senza considerarli condizioni di felicità.
La cosa nuova: simboleggia la nuova vita che sta per iniziare e tutte le nuove sfide che questa porterà con sé. Potrà essere un capo di biancheria intima o l’abito stesso.
La cosa vecchia: simboleggia il passato che si lascia alle spalle. La sposa può portare con sé un oggetto del passato, che possa contemporaneamente indicare l’importanza del proprio percorso di vita e la voglia di intraprendere una nuova strada. La scelta potrà orientarsi su di un fermaglio per capelli o su di un gioiello.
La cosa prestata e quella regalata: simboleggiano l 'affetto delle persone care che rimangono vicine in questo passaggio dal vecchio al nuovo.
La cosa blu: oggi molto usata è la giarrettiera decorata con un nastrino blu. Il blu viene associato, nel linguaggio simbolico di questa usanza, a sincerità e purezza. Il racconto secondo cui sarebbe stato un tempo il colore dell'abito nuziale non va generalizzato a tutte le epoche e culture.
Sposa bagnata, sposa fortunata
Il proverbio interpreta la pioggia come simbolo di fortuna e abbondanza sui novelli sposi. È un augurio consolatorio, non un rapporto fra il meteo e la riuscita dell'unione.
Di Venere e di Marte né ci si sposa, né si parte
Il detto completo recita: «Di Venere e di Marte né ci si sposa, né si parte, né si dà inizio ad un’arte». Le spiegazioni popolari chiamano in causa Marte, dio della guerra, e racconti sugli spiriti maligni nati di venerdì, talvolta attribuiti genericamente alla cabala senza un riferimento preciso. Una versione contraria presenta invece il venerdì come favorevole perché legato a Venere, dea dell'amore e dell'armonia, e lo associa al Nord Europa. Sono interpretazioni da non trasformare in regole religiose o in abitudini comuni a interi paesi.
L’abito nascosto fino alla cerimonia
Secondo una superstizione, la sposa non dovrebbe mostrare l'abito al futuro marito prima della cerimonia. Un'altra le sconsiglierebbe persino di guardarsi allo specchio con l'insieme completo il giorno precedente: basterebbe togliere una scarpa, un orecchino o un guanto per aggirare il presunto rischio. Sono giochi di tradizione, non motivi per rinunciare a una prova utile.
Il lancio del riso
Generalmente associato ad un augurio di gioia e ricchezza, ma anche simbolo di fertilità, il riso è lanciato a pioggia sugli sposi appena usciti dalla chiesa. Fra le varianti raccontate compaiono anche monete, confetti e fiori. Descriverle non significa consigliarle: chiedete al luogo della cerimonia quali gesti siano ammessi, evitando oggetti che possano colpire persone, ostacolare i passaggi o lasciare rifiuti.
Il suono del clacson
Molti pensano sia solo un’abitudine, un po’ fastidiosa, per attrarre l’attenzione sul corteo nuziale. Secondo altri, serve a mettere in fuga gli spiriti maligni. Il significato folklorico non giustifica rumori molesti o comportamenti stradali pericolosi; per festeggiare si possono scegliere gesti meno invadenti.
Il giudizio in base al colore
Alcune superstizioni associano giudizi e presagi ai colori degli abiti: non descrivono il carattere di chi li indossa. In questo repertorio il favorito è il bianco, mentre il blu indica la sincerità della sposa. E se il grigio e il marrone predicono che gli sposi andranno a vivere lontano o in campagna, tutti gli altri colori hanno caratterizzazioni fortemente negative: il nero indica pentimento, il rosso desiderio di morte; l’avorio preannuncia una vita turbolenta, il rosa una perdita economica; il giallo è simbolo di mancanza di stima da parte della sposa.
Luna di miele
L'espressione «luna di miele» evoca i primi momenti dolci della vita di coppia. Un racconto la collega a sposi dell'antica Roma che avrebbero mangiato miele per la durata di una luna: è una spiegazione tradizionale, non un'etimologia qui documentata.
I confetti
Secondo la consuetudine, i confetti vengono offerti in numero dispari, spesso tre o cinque, come augurio d'indivisibilità del matrimonio: il richiamo è simbolico, non una regola aritmetica o un obbligo. Il confetto è considerato speciale come l’evento di cui è simbolo, per questo dovrebbe essere morbido, con un gusto pieno e preferibilmente con delle mandorle intere. Ai cinque confetti vengono associati salute, ricchezza, felicità, fertilità e spiritualità. Sono auguri tradizionali, non aspettative da imporre alla coppia, in particolare riguardo ai figli; tre o cinque non costituiscono un limite obbligatorio. Le storie divulgative dei confetti ne collegano le origini a preparazioni medicinali arabe addolcite e a dolci romani al miele offerti per unioni e nascite. Questi precedenti non vanno automaticamente identificati con il confetto moderno. Altri riferimenti tramandati riguardano dolci francesi trecenteschi profumati alla rosa, al muschio e alla violetta; Manzoni è richiamato per doni nel contesto delle cerimonie monastiche, ma senza un passo preciso da citare. Si racconta inoltre dell'offerta di confetti in contenitori d'oro presso famiglie nobili siciliane: non basta a stabilire un primo arrivo 'ufficiale' in Italia. Oggi i confetti siglano ogni cerimonia e tutti quei momenti speciali che meritano di essere ricordati nel tempo.
La bomboniera
Prezioso oggetto donato come ringraziamento degli sposi a tutti coloro che partecipano al festeggiamento del matrimonio, la bomboniera richiama nel nome il francese bonbon, dolcetto. Una ricostruzione divulgativa la collega ai cofanetti di dolci portati dai nobili in Italia alla fine del XV secolo, ma la diffusione di questi oggetti non dimostra una data unica d'inizio dell'uso nuziale. Il matrimonio di Vittorio Emanuele, principe di Napoli e futuro Vittorio Emanuele III, con Elena del Montenegro si celebrò il 24 ottobre 1896, non nel Settecento. Il suo frequente richiamo nei racconti sulle bomboniere non prova che in quell'occasione sia stato inventato il dono agli invitati.
Gli anniversari
La tradizione ha assegnato denominazioni particolari agli anniversari di matrimonio, soprattutto con il crescere dell’importanza commerciale della festa. Le principali ricorrenze sono il 25° ed il 50° anniversario. Ecco un elenco con i vari nomi assegnati ai diversi traguardi della coppia, anche se è da tenere in conto che la denominazione spesso varia in base alla zona in cui ci troviamo:
- 1° anniversario
- Cotone
- 2° anniversario
- Carta
- 3° anniversario
- Cuoio o pelle
- 4° anniversario
- Frutta o fiori
- 5° anniversario
- Legno
- 6° anniversario
- Zucchero
- 7° anniversario
- Rame o lana
- 8° anniversario
- Bronzo o sale
- 10° anniversario
- Stagno
- 11° anniversario
- Acciaio
- 12° anniversario
- Corda o seta/lino
- 13° anniversario
- Pizzo o merletto
- 14° anniversario
- Avorio
- 15° anniversario
- Porcellana
- 20° anniversario
- Cristallo
- 25° anniversario
- Argento
- 35° anniversario
- Corallo
- 40° anniversario
- Rubino
- 45° anniversario
- Zaffiro
- 50° anniversario
- Oro
- 55° anniversario
- Smeraldo
- 60° anniversario
- Diamante
- 75° anniversario
- Platino
Altre credenze e gesti augurali
Sempre secondo le superstizioni, porterebbe sfortuna acquistare nello stesso momento l'anello di fidanzamento e le fedi nuziali; sarebbe di cattivo augurio mettersi al dito la fede prima della celebrazione del matrimonio. Lo sposo può offrire alla sposa, alla fine del rito, una spiga di grano: gesto beneaugurante che fa riferimento alla terra e alla fertilità; un'altra credenza vorrebbe che lo sposo, uscito di casa per recarsi in chiesa, non tornasse sui propri passi: meglio avere un amico o un testimone vicino in quel giorno per aiutarvi nelle urgenze. Una tradizione molto comune vorrebbe che l’uomo porti in braccio la sposa oltre la soglia della loro casa nel primo ingresso: la spiegazione popolare la collega all'antica Roma e al timore che inciampare fosse un cattivo presagio. Anche questo gesto è facoltativo e va adattato al desiderio e alla sicurezza delle persone.