Tradizioni e cultura · Preparare il matrimonio
Il fidanzamento ufficiale
Dalle presentazioni familiari e dall'anello alle proposte contemporanee: usanze del fidanzamento da conoscere senza imporre ruoli o aspettative.
Il fidanzamento ufficiale fra storia e consuetudini
Non è corretto far nascere il fidanzamento nel 1215. Il IV Concilio Lateranense, convocato sotto papa Innocenzo III, nel canone 51 estese l'annuncio pubblico dei matrimoni nelle chiese, perché potessero emergere eventuali impedimenti. Si trattava della disciplina delle nozze e della loro pubblicità, non dell'origine di ogni promessa o relazione prematrimoniale.
In alcune consuetudini familiari il fidanzamento ufficiale assumeva la forma di un rituale regolato dal galateo. Il percorso qui descritto, senza una data o un'area precisa, non rappresenta tutte le famiglie del passato e non propone regole da riprodurre. Dopo essersi conosciuti (per caso o presentati l’uno all’altra dai parenti), i due giovani si frequentavano per qualche giorno e, qualora fossero l’uno gradito all’altra, rendevano noto alle rispettive famiglie la notizia del futuro fidanzamento. Lui, nel suo aspetto migliore, si presentava alla mamma di lei e le domandava come avrebbe potuto chiamarla, se signora o mamma. Seguiva poi la presentazione della ragazza alla mamma di lui.
Il giudizio delle mamme era fondamentale per i giovani, motivo per cui queste conoscenze creavano grandi stati d’ansia nei due. Superato questo passaggio, il ragazzo doveva donare l’anello di fidanzamento: qualora la mamma di lui avesse deciso di regalare l’anello di famiglia, questi avrebbe dovuto solo modernizzarne la montatura; se invece ciò non accadeva, egli procedeva all’acquisto di un nuovo anello. La ragazza aspettava con ansia il “momento dell’anello”, per cui era importante che il ragazzo non la deludesse. La ragazza, a sua discrezione, poteva regalargli un braccialetto d’oro o dei gemelli.
Il passo successivo era il pranzo in cui la famiglia di lei presentava il ragazzo ai parenti. I posti a tavola erano prestabiliti: i due fidanzati vicini, il papà e la mamma di lei ai due lati e, a seguire, un’alternanza di parenti di sesso maschile e femminile. Il menù presentava un’abbondanza di pietanze e durante il convivio venivano sottoposte invadenti, se non imbarazzanti, domande al ragazzo.
Dopo qualche giorno si procedeva con il pranzo tra la famiglia di lui e la famiglia di lei: generalmente era organizzato dalla mamma della ragazza. Riempite le pance e placati gli animi, si inviavano dei biglietti alle famiglie dove i genitori annunciavano il fidanzamento ufficiale dei propri figli.
Che cosa significa fidanzarsi oggi
Nell'uso comune 'fidanzati' può indicare sia due persone che hanno una relazione sia una coppia che ha deciso di sposarsi. Non occorre attribuire più valore a una relazione in base al nome scelto: conta che le persone coinvolte comprendano e condividano il significato del loro impegno.
Decidere di sposarsi può essere un passaggio da annunciare o festeggiare, ma non richiede un’inaugurazione adeguata a un modello sociale. Qualcuno desidera una festa di famiglia, altri una cena o una conversazione privata. Anche una decisione presa insieme, senza una proposta a sorpresa, può essere significativa.
La proposta e l'eventuale anello
L'anello può accompagnare la proposta, ma non ne determina il valore. A scegliere il gesto e a prendere l'iniziativa può essere qualunque partner. Se desiderate un gioiello, considerate gusti, misura, abitudini e budget della persona che lo indosserà; un oggetto di famiglia non deve essere modificato senza l'accordo di chi lo dona e di chi lo riceve. Per alcuni la sorpresa è piacevole, per altri è fonte di disagio: non deducetelo dal genere e non interpretate il silenzio come una preferenza. Il ristorante preferito, una passeggiata o un luogo riservato possono offrire atmosfere diverse. Una proposta pubblica è adatta soltanto se sapete che sarà gradita; evitate di nascondere piccoli oggetti nel cibo. L'importante è lasciare libertà di esprimersi, senza pretendere lacrime, entusiasmo immediato o una risposta davanti a un pubblico. Conoscere bene l'altra persona aiuta a immaginare un gesto vicino al suo carattere, non garantisce di sapere già che cosa risponderà. La proposta può dare un nome nuovo a un impegno già vissuto: affrontare problemi e decisioni insieme non comincia necessariamente con un anello. Che lo urliate da una torre o che lo sussurriate all’orecchio, che siate nel centro di una piazza affollata o in mezzo al nulla, che siate fermi o che stiate pedalando, se alla domanda “Vuoi sposarmi?” la risposta sarà un “Sì!”, potrete cominciare a progettare le nozze. Una risposta diversa o una richiesta di tempo meritano lo stesso rispetto: il matrimonio non è una prova di maturità da superare.
Prendere l'iniziativa senza ruoli prestabiliti
Può capitare di aspettare una proposta a ogni anniversario o a San Valentino, immaginando che arrivi insieme a fiori e cioccolatini. Se non accade, non attribuite automaticamente il silenzio a paura o disinteresse: l'altra persona potrebbe non conoscere le vostre aspettative, avere tempi diversi o non desiderare il matrimonio.
Avete parlato del futuro insieme? Prima di costruire una sorpresa, è utile capire che posto abbiano le nozze nei progetti di entrambi. Una donna può fare la proposta a un uomo, e ogni partner può prendere l'iniziativa senza attenersi al copione del corteggiamento maschile. Romanticismo, riservatezza e desiderio di festeggiare sono caratteristiche personali. Partite da ciò che conoscete e lasciate spazio a ciò che ancora non sapete: una conversazione sincera può rendere più chiari tempi, desideri e differenze.
La proposta non deve ottenere una reazione spettacolare, ma aprire uno spazio in cui entrambi possiate scegliere liberamente.