Storia e documenti · Musei e luoghi della cultura
La Biblioteca Giovanni Bovio e il Fondo Beltrani
Dai libri dei conventi alla biblioteca pubblica: le raccolte che custodiscono e rendono consultabile la memoria di Trani.
- Dove
- Piazzetta San Francesco 1, Trani
- Funzione
- Biblioteca pubblica e raccolte storiche
- Ricerca
- Concordare consultazione dei fondi, segnature e riproduzioni
La Biblioteca comunale Giovanni Bovio non è soltanto una tappa della storia culturale di Trani: è un servizio pubblico in cui quella storia continua a essere letta e studiata. I suoi fondi permettono di andare oltre il racconto dei monumenti, cercando edizioni, studi locali e testimonianze della vita intellettuale cittadina.
Una biblioteca nata dai libri dei conventi
Il nucleo iniziale si collega alle raccolte conventuali, in particolare domenicane, confluite nel patrimonio pubblico dopo le soppressioni postunitarie. La biblioteca fu inaugurata il 23 aprile 1870. Il passaggio da raccolta religiosa a istituzione civica è un punto importante: cambia il contesto nel quale i libri vengono conservati, ordinati e messi a disposizione.
Le tappe della biblioteca
Inaugurazione della biblioteca comunale, il 23 aprile.
Trasferimento a Palazzo Vischi e successiva intitolazione a Giovanni Bovio.
Acquisizione della raccolta Beltrani, un apporto importante per la consistenza del patrimonio librario.
Il 6 dicembre viene inaugurata la sede di piazzetta San Francesco, dopo il periodo trascorso in via De Gasperi.
Che cosa rappresenta il Fondo Beltrani
La raccolta Beltrani, indicata nella storia comunale in circa ottomila volumi, è un insieme da affrontare con strumenti bibliografici, non come un unico “libro sulla città”. Un fondo conserva anche le scelte di lettura e ricerca di chi lo ha formato: titoli, edizioni e provenienze possono essere importanti quanto il contenuto delle singole opere.
Per orientarsi è utile accostare la figura dello storico Giovanni Beltrani a quella di Giovanni Bovio, al quale la biblioteca è intitolata. Sono legami differenti: il nome dell’istituzione e la denominazione di una raccolta non indicano la stessa funzione o la stessa persona.
Tre percorsi fra i manoscritti
Il patrimonio manoscritto permette di seguire storie molto diverse. Il Libro Rosso conduce ai privilegi della comunità; le carte di Ida del Carretto ed Edoardo Fusco aprono una finestra sulla scrittura personale e sulle relazioni culturali ottocentesche; i materiali di Francesco Sarlo aiutano a conoscere lo studio e la tutela dei monumenti.
Internet Culturale rende disponibili sezioni digitalizzate dei fondi Università di Trani, Fusco–Del Carretto e Sarlo. Non è la digitalizzazione completa di ogni raccolta della biblioteca. Il lavoro di Ferdinando Lambert offre un ulteriore percorso, fra narrazione storica, trascrizioni documentarie e indici.
Per una prima visita conviene scegliere una domanda anziché cercare di vedere tutto: come veniva amministrata la città? Come si studiava la Cattedrale? Quali ricordi una famiglia decideva di conservare? Queste domande collegano il libro alla passeggiata urbana e rendono più semplice chiedere al personale un orientamento mirato.
Come preparare una ricerca
- Definisci un tema preciso: un edificio, una famiglia, una fase della storia cittadina.
- Raccogli autore, titolo ed eventuale anno delle opere già note; chiedi al personale di verificare catalogo e segnatura.
- Concorda la consultazione dei materiali storici: non tutti i fondi seguono le modalità del prestito ordinario.
- Se ti occorrono immagini o copie, chiedi condizioni di riproduzione e dati completi da citare.
Per il riuso distingui il testo dell’opera, l’eventuale apparato dell’edizione e la singola riproduzione: possono avere condizioni diverse. Una riproduzione fedele di un’opera delle arti visive in pubblico dominio non acquista automaticamente nuovi diritti d’autore. Chiedi alla biblioteca le condizioni applicabili al materiale e all’uso che ti interessa. Per una visita o una ricerca, i contatti aggiornati sono nella scheda della Biblioteca Bovio. Il percorso può proseguire a Palazzo Beltrani, dove il patrimonio culturale prende invece la forma delle collezioni d’arte.
Orientarsi
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La mappa si apre su richiesta: puoi ingrandirla o usarla per calcolare il percorso.