Profilo biografico · Personaggi di Trani
Ida del Carretto ed Edoardo Fusco: una memoria europea a Trani
Diari di viaggio, scritti personali e un album di autografi: il lascito che collega la Biblioteca Bovio alla cultura dell’Ottocento.
Fra i modi di conoscere Trani c’è anche seguire le storie dei libri e delle carte che vi sono arrivati. Il fondo Fusco–Del Carretto della Biblioteca Giovanni Bovio raccoglie scritti di Edoardo Fusco e di Ida del Carretto, sua moglie. Mette in relazione una memoria familiare con il mondo culturale e politico dell’Ottocento.
Il dono di Ida
Nel 1909 Ida del Carretto donò alla biblioteca un nucleo di tredici unità archivistiche. Vi figurano manoscritti autografi dei coniugi, ricordi e componimenti poetici. Il gesto della donazione è parte della storia del fondo: ciò che apparteneva alla sfera personale viene affidato a un’istituzione civica e diventa consultabile per lo studio.
Ida non va quindi presentata soltanto come la custode delle carte del marito. La presenza dei suoi scritti invita a riconoscerne anche la voce, mantenendo distinte le attribuzioni: un testo conservato nello stesso fondo non è per questo opera dello stesso autore.
Il diario di viaggio di Edoardo Fusco
Fra i manoscritti descritti dal catalogo si trova il Giornale di viaggio ossia diario di ricordi personali, segnatura Mss. A 3, riferito agli anni 1849–1858. È registrato come autografo e acefalo, cioè privo della parte iniziale. Questa lacuna conta: il lettore non deve interpretare l’inizio oggi conservato come l’inizio completo del racconto.
Il diario introduce una forma di memoria diversa da una cronaca della città. Chi scrive seleziona esperienze, luoghi e ricordi personali: il valore della testimonianza sta anche in quel punto di vista, non nella pretesa di descrivere ogni evento in modo esaustivo. Per ricostruire un singolo viaggio servono le pagine del manoscritto, non la sola indicazione cronologica della scheda.
Un album fra letteratura e politica
Il fondo comprende un album di autografi di personalità ottocentesche. Fra i nomi segnalati dalla biblioteca compaiono Victor Hugo, Giuseppe Mazzini, Edmondo De Amicis ed Émile Zola. Sono tracce di una memoria culturale che supera i confini cittadini, ma non dimostrano da sole che ciascuno di questi autori sia stato ospite a Trani.
Anche il termine “autografo” richiede attenzione: indica una testimonianza scritta di mano dell’autore, non necessariamente una lettera indirizzata a Ida. Dediche, firme, fogli raccolti e corrispondenza hanno funzioni diverse; per identificarle occorre esaminare il singolo documento.
Una tappa nella città della parola scritta
Questo percorso si collega ai fondi di Giovanni Beltrani e al lavoro storico di Ferdinando Lambert. La biblioteca diventa così un luogo per conoscere non soltanto che cosa accadde a Trani, ma come persone diverse scelsero di conservarne la memoria e di aprirla a orizzonti più ampi.
La fotografia mostra San Francesco, presso la piazzetta della Bovio: è un riferimento al luogo che custodisce le carte, non alla residenza dei coniugi. Per consultare il fondo, chiedi alla biblioteca disponibilità, segnature e modalità di accesso; gli originali non vanno considerati automaticamente esposti nelle sale aperte al pubblico.