Cronologia · Cattedrale di Trani
Cattedrale di Trani: la cronologia
Dalla memoria di san Nicola ai restauri del Novecento: le principali fasi della Cattedrale, anno per anno.
La cronologia segue la ricostruzione di Stefania Mola pubblicata nel 1996. Rende leggibile la sovrapposizione di costruzioni, cappelle, trasformazioni e restauri: non tutte le date indicano la conclusione di un cantiere e le datazioni proposte dall’autrice vanno lette come tali.
La costruzione medievale
Un giovane pellegrino di nome Nicola, giunto a Trani dopo varie peripezie in altre città pugliesi, muore nella città sfinito dalle privazioni e dagli stenti. Le sue spoglie deposte in via provvisoria nella cattedrale di Santa Maria della Scala, diventano oggetto di venerazione.
L'arcivescovo Bisanzio ottiene, con bolla papale, la sua canonizzazione, e dà inizio alla costruzione di una nuova cattedrale in suo onore. Demolita l'abside della chiesa di Santa Maria, si costruisce la cripta trasversale del nuovo edificio.
Le spoglie di S. Nicola Pellegrino vengono traslate nella cripta della nuova cattedrale. Dopo questa cerimonia, per proseguire con i lavori del transetto, viene demolita completamente Santa Maria ricostruita poi in forma di succorpo longitudinale del nuovo edificio.
Probabile esecuzione della pavimentazione musiva del transetto, per le evidenti affinità con il mosaico della cattedrale di Otranto (firmato dal prete Pantaleone e datato 1165).
Datazione proposta dalla cronologia per l’esecuzione della porta bronzea di Barisano da Trani. Altre ricostruzioni collocano il lavoro negli anni Settanta del XII secolo.
Con decreto arcivescovile si manifesta l'esigenza di ulteriori lavori finalizzati al maggior decoro della nuova cattedrale; essi si riferiscono alla erezione di un ciborio, e di un ambone, nonché a quelle parti che sostengono i matronei. A questi anni appartengono molte decorazioni esterne tra cui quelle del corpo absidale, delle testate del transetto e della facciata.
Nicolaus architetto e scultore già impegnato nella costruzione della cattedrale di Bitonto, inizia a costruire il campanile, che si fermerà ai primi due livelli.
Vengono costruite le cappelle dell'Assunta e di San Michele. Nella prima, detta anche cappella reale, viene sepolto Filippo d'Angiò secondogenito di Carlo I.
Sotto l'arcivescovo Tura Scottino viene ultimata la costruzione del campanile, come testimonia un'iscrizione posta nella cella campanaria.
Le cappelle e gli interventi del Quattrocento
Costruzione della cappella di Sant'Eustachio.
Costruzione della cappella di Sant'Elena.
Costruzione delle cappelle di San Geronimo e S. Silvestro.
Costruzione della cappella di San Demetrio.
Costruzione della cappella di San Giacomo.
Riparazione del tetto della cattedrale dalla parte del campanile.
Costruzione della cappella della Madonna delle Grazie, demolita nel corso dei restauri del Novecento.
Costruzione dell'altare maggiore in sostituzione di quello romanico.
Le trasformazioni fra Seicento e Settecento
Durante una serie di interventi nella navata, vengono sostituiti i capitelli originari del colonnato.
A ridosso della testata settentrionale del transetto, viene costruita la sacrestia, cui è possibile accedere direttamente dalla cripta di S. Nicola nonché dal presbiterio della cattedrale. Verrà demolita nel corso dei lavori del 1950-1960.
Viene commissionata ad un maestro romano la balaustra marmorea per l'altare principale di san Nicola Pellegrino.
Viene costruito il cappellone del Santissimo addossato al lato sinistro della facciata principale della cattedrale, anch'esso demolito nel Novecento.
Viene messo in opera un soffitto ligneo ad occultare la copertura a capriate della navata maggiore e del presbiterio.
L'arcivescovo Davanzati ordina la demolizione dell'ambone medioevale, del portico della facciata principale, nonché dell'altare maggiore costruito appena un secolo prima.
Carlo III di Borbone, fa rimuovere tre colonne di verde antico per utilizzarle nella reggia di Caserta, ed offre in cambio un indennizzo per la costruzione di un nuovo altare in marmo.
Viene eretto il monumento funerario dell'arcivescovo Davanzati, demolito poi dai lavori del Novecento; la lastra marmorea si trova oggi nel vano adiacente la cripta di s. Maria, mentre l'effige in altorilievo è conservata nel Museo Diocesano.
Utilizzando il denaro offerto da Carlo III viene eretto il nuovo altare.
Con la partecipazione finanziaria del popolo viene sostituito il pavimento della cattedrale.
L’Ottocento e i restauri del Novecento
È l'anno delle trasformazioni in stile barocco, le mura vengono ricoperte interamente di stucchi ad effetto marmo.
L'arcivescovo Bianchi Dottula fa rivestire di stucco lucido anche l'interno del cappellone del Santissimo.
Viene restaurato ad opera del pittore tranese Giuseppe Monetti, il soffitto del presbiterio.
Cominciano gli interventi sulla staticità del campanile, gravemente colpito da un fulmine.
Smontaggio ed interventi di restauro sulla porta bronzea di Barisano da Trani, sarà ricollocata al suo posto nel 1894
Viene ricostruita la copertura del matroneo settentrionale e rifatta la pavimentazione della chiesa superiore.
La stagione dei grandi restauri muta ancora una volta il volto della cattedrale. Durante questi lavori vengono demoliti tutti quei corpi di fabbrica che si erano addossati all'edificio, viene demolito il cappellone del Santissimo, la sacrestia. All'interno vengono demolite tutte le cappelle, vengono asportati gli stucchi, ripristinata l'originale copertura a capriate della navata e del transetto, viene smontato e ricostruito il campanile.
Riferimento bibliografico: Stefania Mola, La Cattedrale di Trani, Mario Adda Editore, 1996.
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