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Giustizia e società in Terra di Bari dopo l’Unità

Statistiche, scuola, stato civile e condizioni carcerarie nelle relazioni della Corte d’Appello di Trani dell’Ottocento.

Incisione del porto
Questo testo approfondisceStoria dei tribunali di Trani

Le relazioni giudiziarie della Corte d’Appello di Trani raccontano una parte della società pugliese dopo l’Unità: reati, istruzione, famiglie, uffici e carceri. La pagina conserva le categorie e i giudizi del discorso ottocentesco, da non confondere con valutazioni attuali o con statistiche confrontabili senza cautele con quelle contemporanee.

Le classifiche riportate per il 1873–1883

La raccolta riporta le seguenti posizioni per la Puglia. Non sono tassi di criminalità della sola città di Trani; inoltre i riferimenti territoriali dell’elenco richiedono la terminologia amministrativa dell’epoca, non le odierne regioni.

  • 15° posto per reati denunziati rispetto alle venti regioni in cui è divisa l'Italia
  • 11° posto negli omicidi con grassazioni
  • 9° posto nei reati di ribellione (Roma al 1° posto)
  • 10° posto nei reati contro la pubblica tranquillità (Napoli 1° posto)
  • 10° posto per i reati contro il buon costume (1° posto Catanzaro)
  • 9° posto per i reati in genere contro le persone
  • 16° posto per i reati di grassazione
  • 17° posto per i reati di furto
  • 18° posto per i reati contro la fede pubblica e la pubblica amministrazione

La celerità dei processi

Come sostenevail Procuratore Generale del Re: «condizione di buona giustizia nei procedimenti penali è la celerità, poiché, tanto più piccoli sono i delitti, tanto più celere deve essere la pena, se questa vuole essere efficace. Infatti mentre i grandi misfatti lasciano dietro a loro tracce profonde e difficili a cancellarsi, i piccoli delitti più facilmente col trascorrere del tempo vengono dimenticati, gli offesi tacciono, i testi non ricordano e la lentezza dei giudizi induce a vendette private».

Scuola e cultura nel dibattito giudiziario

Nel 1877 ai vari reati si vennero ad aggiungere i reati contravvenzionali in ordine alla violazione della legge sull'istruzione obbligatoria. Con questa legge si voleva sconfessare Voltaire secondo il quale l'importante era che vi fossero i poveri e gli ignoranti, sulla base dell'assioma che i popoli vogliono essere guidati e non istruiti. I fautori della scuola d'obbligo in Italia, che com'è noto era limitata alle prime tre classi delle elementari, sostenevano, invece, che per ogni scuola che si apre vi è una prigione che si chiude.

Cent'anni dopo l'illustre Magistrato Girolamo Minervini sosterrà l'assioma più fabbriche, meno carceri. Tuttavia, accanto ad una cultura che nobilita gli animi, si venne creando un'altra che li depravava. Il Procuratore del tempo, nel rilevare le problematiche connesse alla scuola obbligatoria, evidenziava come dietro la fiaccola della scienza si agitasse lo spettro del nichilismo.

Uffici, stipendi ed emergenze

Un altro aspetto che viene rilevato è l'esiguo stipendio che è erogato ai Cancellieri di Pretura, circa 93 lire al mese, che non consentono a molti di questi di condursi onestamente sul proprio posto di lavoro.

Nel 1886 il colera addusse molti lutti nelle Puglie e nella stessa Città di Trani; gli unici soccorsi vennero dalla Croce Verde e dall'Associazione Operaia. Per via del colera molte detenzioni preventive si allungarono oltre il dovuto poiché i Tribunali vennero chiusi ed i detenuti dimenticati in carcere.

Le tensioni sociali e il linguaggio dei procuratori

Nel 1879 il Reggente la Procura Generale del Re Giuseppe Borgnini ebbe a lamentarsi che il popolo si fosse lasciato trascinare con eccesso dalla libertà. Infatti, a commento dei numerosi disordini civili che si ebbero in Puglia, osservava che il popolo si comportava come «il generoso cavallo abbandonato a se stesso, con i pungoli ai fianchi, dopo una lunghissima corsa, non trova nella fatica l'istinto di fermarsi e di cercare ristoro nel riposo. Esso corre sempre, più veloce che mai finché sfinito stramazza e muore».

Nel 1878 Carlo Nardi è traslocato da Catanzaro alla Corte di Trani, incaricato delle funzioni di Segretario di Gabinetto presso S. E. il Ministro Guardasigilli.

Stato civile e tutela dei minori

Altra materia del contendere, che generava numerosi provvedimenti contravvenzionali erano i registri di stato civile che avevano sostituito i registri parrocchiali; in questo campo il contenzioso era enorme sia perché i cognomi, essendo mal scritti, venivano continuamente trasformati nell'ambito degli stessi fratelli o fra padri e figli, se non addirittura scambiati con altri, sia per le errate denunce di nascita, per le morti non denunciate, per i matrimoni non registrati. Fenomeno che si protrarrà sino alle soglie della seconda guerra mondiale. Tutta questa attività di rettifica aveva creato notevoli aggravi al nostro Tribunale.

Altri problemi cui era chiamato il Tribunale era la tutela dei minori, considerato che spesso si restava orfani di uno o entrambi i genitori in giovane età; quando il vedovo o la vedova si risposavano non sempre erano rispettati i diritti dei minori che molte volte venivano abbandonati. In questi casi era il Tribunale che provvedeva alla tutela con i Consigli di Famiglia.

Francesco Gloria Procuratore Generale del Re, ancora nel 1886, doveva lamentarsi che molte morti venivano comunicate in ritardo, o addirittura non erano comunicate allo stato civile, per cui i minori, specie i più poveri dove non c'erano beni da inventariare, perizie da stilare, in sostanza soldi da spremere, venivano lasciati abbandonati e privi di sostentamento.

Costumi, conflitti e violenze

Un reato che spesso veniva contestato era quello dei matrimoni celebrati a domicilio privato, che aumentavano le distinzioni di casta, come quello di distribuire confetti durante il sacramento, venendo ad introdurre persino nella Chiesa il demone della differenza. Particolare attenzione pone Francesco Gloria, Procuratore del Re nel 1886, ai reati di ratti e fughe, noti nella nostra Provincia con il nome di Calate, in quanto documenti del pervertito senso morale e della mala educazione, diretti a fine di lucro o di turpi capricci, da cui nascevano infami omicidi come quello di Crescenzia Notarnicola e Francesco Caragnano, lungamente uniti in adulteri amori, che uccidono l'onesto tradito e sono condannati alla pena capitale; Sorpasso invece, seduttore della giovane Lattolorusso da lui poi abbandonata, cade ucciso sotto il ferro del suo fratello il qual è assolto.

Particolarmente agitata fu la Festa Nazionale del 1885 che, nel Circondario di Trani, causò sette morti violente. Tuttavia, aggiunge il Procuratore, "non vi sono atti di ribellione e se qualcuno ne fu si gridava sempre viva il Re. A Massafra le turbe furiose che avevano invaso il Municipio si fermarono riverenti davanti ai ritratti del Re e della Regina che sono la personificazione della bontà e, continua il Procuratore del Re, quando i popolani incendiano gli archivi e imprecano contro gli amministratori, rivolgono benedizioni agli Augusti Sovrani. Lo stesso avvenne durante un processo in cui due carabinieri furono malmenati: il giovane accusato porta testi che asseriscono che il giovane durante la rissa gridava: malmenate me ma non i carabinieri!

Il mondo forense e i suoi protagonisti

L'arte della diffamazione, musicata in armonie impareggiabili da Rossini, trova numerosi Don Basilio non meno insuperabili nel praticarla. L'arte era particolarmente praticata presso il Circondario del Tribunale di Trani, dalle solite tresche. Nel 1885 sia nella Magistratura che nell'Avvocatura si ebbero diversi lutti, come gli avvocati Agostino d'Alò, Raffaele Landriscina e N. G. Tommaselli che avevano onorato il Foro di Trani, il Consigliere di Corte d'Appello Luigi Curci, luminoso faro della Corte di Trani, Vincenzo Cepolla uno dei più illustri magistrati per il quale Giovanni Bovio ebbe commosse parole di commiato, Michele Pirronti, Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, che aveva conosciuto i ferri e l'esilio.

Carceri e conciliazioni

Una particolare menzione viene attribuita all'avvocatura erariale per aver saputo difendere gli interessi dello Stato, in particolare al Mantellini che n'era stato il fondatore. L'attività di vigilanza sulle carceri e sui carcerati è svolta in modo assiduo, riscotendo la fiducia dei 240 detenuti. Nel 1886, grazie a questi continui interventi, il Procuratore evidenzia come da parte delle Autorità si stava provvedendo a migliorare lo stato di quei locali (Castello Svevo di Trani) già testimoni degli splendori della Corte del prode re Manfredi e poi della lunga agonia dei suoi figli, vittime di Carlo D'Angiò.

Nel carcere femminile invece vi erano 230 donne, vigilate da pochissime monache. Non tutte le carceri però erano in buone condizioni; ad Andria la parte destinata alle donne era una cloaca immonda, a Molfetta peggio ancora, a Canosa una donna restò vittima di sei violentatori che si erano introdotti nel carcere.

La società maritale era abbastanza solida, allora, e la media delle separazioni nel circondario di Trani era del 21% rispetto al 26% media nazionale. Altra attività era quella dell'Ufficio del Conciliatore, attraverso l'esperimento del tentativo di conciliazione tra le parti: nel 1881 l'Ufficio più virtuoso fu quello di Barletta ove si conciliarono 357 cause su 562, mentre ad Andria su 1289 vertenze non vi fu nessuna conciliazione.

Armi e interpretazioni della criminalità

Nel 1880 il Sostituto Procuratore del Re osserva che «molti reati sono dovuti più che all'indole, al temperamento che varia secondo il clima, l'ardore del Sole, il gelo o i venti marini», in quanto molti omicidi avvengono ex improvviso.

Gravi problemi arrecava il porto d'armi, specie quello della rivoltella, per la quale si esprimevano voti che fosse annoverata tra le armi insidiose. L'abuso del porto d'armi era molto generalizzato tra il popolino, pertanto il Sostituto Procuratore invitava l'Autorità di Pubblica Sicurezza ad una migliore oculatezza nel rilascio dei porto d'armi.

Questa la vita in Terra di Bari nei primi tempi dell'Unità d'Italia, quando il popolo incendiava i Municipi al nome di viva il Re e giovani impomatati si davano alle calate, quando distribuire piccoli confetti in chiesa era simbolo di distinzione di classe, ed il sole ed il gelo facevano uscire fuori di testa la gente che commetteva gravi reati in nome del solleone.

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