Storia e documenti · Cattedrale di Trani
La porta bronzea del Duomo di Trani: Barisano e i pellegrini
La porta bronzea di Barisano racconta il pellegrinaggio medievale attraverso figure sacre, motivi fantastici e una raffinata lavorazione su supporto ligneo.
Nel XII secolo il porto di Trani era un luogo di passaggio per chi si dirigeva in Terrasanta. Nel racconto di Vito Bianchi, la folla dei viaggiatori, l’ospitalità associata ai Templari e i preparativi dell’imbarco fanno da sfondo alla porta della Cattedrale: una soglia concreta, ma anche un’immagine del cammino spirituale del pellegrino.
Una soglia nella città dei pellegrini
Prima della partenza, i viandanti potevano ricevere la benedizione della borsa e del mantello e il bordone, il bastone che ne accompagnava il viaggio. Questi oggetti aiutano a comprendere il pubblico al quale si rivolgeva il linguaggio figurativo delle chiese portuali: persone di provenienze diverse, capaci di riconoscere nelle immagini un richiamo alla fede e alle prove del percorso.
La dedicazione a Nicola Pellegrino lega la Cattedrale alla stessa esperienza del viaggio. Il giovane era originario della Grecia: giunse a Trani il 20 maggio 1094 e vi morì il 2 giugno. La sua venerazione e la costruzione del nuovo tempio appartengono alla storia religiosa della città. L’accostamento con San Nicola di Bari, presente nel testo di Bianchi, va letto come interpretazione della competizione simbolica fra le due città e i rispettivi santuari.
Bronzo, legno e formelle
La porta fu realizzata da Barisano da Trani, attivo nella seconda metà del XII secolo. La datazione precisa e la successione delle sue porte di Trani, Ravello e Monreale sono discusse. L’opera tranese è suddivisa in trentadue formelle: il bronzo lavorato a rilievo è applicato a una struttura lignea, anziché costituire due battenti pieni di metallo.
Questo dettaglio cambia il modo di osservarla. Occorre distinguere le figure dalle cornici, il rilievo sottile dalla struttura che lo sostiene, e la ripetizione ornamentale dal racconto. Le immagini sacre, fra cui la Madonna con il Bambino, convivono con un repertorio fantastico e decorativo. La tecnica delle lastre ottenute a stampo e rifinite a freddo avvicina il lavoro alla precisione dell’oreficeria; negli ornati sono riconoscibili richiami bizantini e arabi.
Guardare la porta e il portale
Il valore dell’opera emerge soprattutto dal rapporto con il portale scolpito: il bronzo dei battenti e la pietra degli stipiti formano due superfici differenti, entrambe animate da figure e intrecci.
L’originale è stato trasferito all’interno della chiesa superiore dopo il restauro. Nel percorso della Cattedrale di Trani, conviene quindi distinguere la lettura del portale esterno dall’osservazione ravvicinata della porta bronzea, verificando sul posto le condizioni di visita.
Rielaborazione del testo di Vito Bianchi.
Orientarsi
Trova questo luogo
La mappa si apre su richiesta: puoi ingrandirla o usarla per calcolare il percorso.