Profilo biografico · Castel del Monte
Federico II di Svevia: ritratto dell’imperatore
Il rapporto di Federico II con la Puglia fra autorappresentazione, risorse economiche, porti e ruolo politico della Capitanata.
Un ritratto dell’imperatore
Un ritratto moderno riassume il fascino e le contraddizioni della sua memoria:
L'uomo che dai contemporanei fu ribattezzato “Stupor Mundi” rivive ancora oggi per chi vi si accosta in tutto il suo fascino e le sue contraddizioni. Ottocento anni dopo, la Puglia che stupì Federico II esiste ancora ed ha conservato il fascino del tempo in cui il primo Imperatore naturalista amava trascorrere qui le sue vacanze creative. La passione per il sapere e quella per il potere, la poesia, la guerra e la falconeria, gli amori e i tradimenti convivono con le gesta dell'ultimo grande Imperatore del Medioevo, il primo legislatore dell'epoca moderna.
La Puglia nella parola attribuita al sovrano
Il legame fra Federico II e la Puglia viene celebrato anche in una lettera attribuita all’imperatore, qui riportata in una traduzione italiana. Il linguaggio di fedeltà reciproca e amore per il territorio va letto anche come espressione politica della cancelleria:
La vostra fedeltà brilla come stella intorno a noi e invidiata da tutti i popoli, risplende nel mondo. Per questo noi fra tutti i regni, abbiamo privilegiato il Regno del Sud come tesoro personale e come dimora speciale per la nostra abituale permanenza. Sicché noi, pur se investiti del titolo di imperatore, non consideriamo inglorioso venir definiti come uno degli Apuli. E tutte le volte che i flutti dell'Impero ci chiamano, navighiamo fuori dei porti del Regno, ci sentiamo come esuli lontani da casa. E anche se ci attrae la particolare amenità dei luoghi, giardino esclusivo e glorioso, più piacevole di tutte le dolcezze del mondo, ci attira soprattutto l'aver sempre trovato i vostri desideri conformi ai nostri, e in voi e in noi un identico volere in tutto. Né dimentichiamo che, quando per tristi vicissitudini talvolta siamo scesi in basso e quando infine sollevati dalla fortuna siamo saliti ai massimi successi, abbiamo sempre trovato la nostra Apulia ora triste nelle nostre avversità, ora esultante nei successi.
La fase conclusiva della vita di Federico II si svolse in Puglia, al termine di un rapporto importante e duraturo con la regione.
Porti, risorse e politica
Il rapporto con il territorio non si spiega soltanto attraverso il linguaggio affettivo: ragioni economiche e politiche ebbero un ruolo determinante. Dal punto di vista economico, la Puglia rappresentava un bene particolarmente prezioso, grazie ai copiosi porti che costituivano punti d’imbarco strategici e tappe obbligate per le crociate. Inoltre, il territorio pugliese si caratterizzava per l’intensa e proficua produzione di frumento e di lana, che contribuivano fortemente al suo arricchimento.
Nonostante la Puglia fosse solo un piccolissimo pezzo dell’esteso puzzle dell’impero federiciano, questa ha sempre orgogliosamente sfoggiato una fondamentale rilevanza dal punto di vista geo-politico, sorgendo in una posizione dalla quale era abbastanza semplice tener sotto controllo i punti strategici sui confini dello Stato Pontificio ed essere in contatto con i comuni più a Nord. In particolare la zona della Puglia prediletta fu quella settentrionale, la Capitanata, molto più strategica rispetto alla Sicilia ed orientata verso l’Italia del centro-nord e verso la Germania, piuttosto che verso il Mediterraneo, viste le nuove diverse necessità della campagna dell’imperatore di Svevia.
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