Glossario e repertorio · Mare, natura e sapori
La morfologia dell’Alta Murgia
Doline, lame e cavità raccontano il lavoro dell’acqua sul calcare e spiegano perché suoli, coltivazioni e insediamenti cambiano lungo l’altopiano.
La morfologia dell’Alta Murgia è il risultato di trasformazioni lentissime. Acqua, vento ed escursioni termiche hanno contribuito a modellare un territorio nel quale il calcare affiora diffusamente. La dissoluzione della roccia produce forme visibili in superficie e un sistema di cavità che prosegue nel sottosuolo.
Il calcare e l’acqua
Le principali rocce calcaree dell’altopiano si formarono nel Cretaceo, in un intervallo che comprende età superiori a cento milioni di anni. Le formazioni del Calcare di Bari e del Calcare di Altamura raggiungono complessivamente spessori molto elevati. Non tutta la pietra visibile, però, ha la stessa età: nel territorio compaiono anche depositi più recenti.
L’acqua piovana penetra nelle fratture e, nel tempo, scioglie parte del calcare. Questo processo, il carsismo, contribuisce a creare fenditure, inghiottitoi, grotte e doline. Stalattiti e stalagmiti sono invece concrezioni che si formano quando l’acqua deposita materiale minerale nelle cavità. Dissoluzione e deposito sono dunque due aspetti diversi del rapporto fra acqua e roccia.
Le forme da riconoscere
- Dolina
- Depressione chiusa del terreno, legata ai processi carsici. Il Pulo di Altamura, largo circa 550 metri e profondo circa 92, e il Pulicchio di Gravina sono fra gli esempi più noti.
- Lama
- Solco nel paesaggio che può convogliare acqua durante eventi piovosi intensi, anche quando appare asciutto per gran parte del tempo.
- Inghiottitoio
- Apertura attraverso la quale l’acqua superficiale può entrare nel sistema sotterraneo.
- Grotta
- Cavità nella roccia: la sua presenza non implica che sia attrezzata o accessibile per una visita.
La scarsità di corsi d’acqua permanenti in superficie dipende anche dalla fratturazione del calcare. Non significa che l’acqua sia assente: una parte importante circola in profondità, mentre durante forti piogge possono attivarsi deflussi superficiali.
Terre rosse e coltivazioni
Nelle depressioni si accumulano terre rosse, argille, sedimenti e suoli più profondi. Questi spazi offrono possibilità agricole diverse dai pendii sassosi. Muretti, terrazzamenti e cisterne mostrano come le comunità abbiano adattato il lavoro a questa distribuzione irregolare di terreno e acqua.
Il confronto con masserie e jazzi rende concreta la geologia: un ricovero, un campo o una riserva d’acqua rispondono anche alle caratteristiche del luogo in cui sono costruiti.
Osservare senza scendere nelle cavità
Durante una passeggiata è utile seguire con lo sguardo le fratture, i cambi di quota e il modo in cui la vegetazione si distribuisce. Le doline si possono comprendere anche da punti di osservazione consentiti; avvicinarsi ai margini instabili o entrare in una grotta richiede condizioni e competenze specifiche.
Il Parco nazionale dell’Alta Murgia fornisce il contesto per scegliere percorsi e approfondimenti. Una carta del territorio aiuta a collegare la singola forma osservata al sistema più ampio dell’altopiano.