Profilo biografico · Personaggi di Trani
Giuseppe Beltrani
La vita amministrativa e politica di Giuseppe Beltrani, fra il 1848, il ritorno alla guida del Comune e le trasformazioni dell’Unità.
Nacque in Trani nel 1812 da Giovanbattista e Maria Sarlo. Il giorno di nascita richiede riscontro: questa scheda indica il 28 dicembre, mentre lo studio «I tempi e la vita di Giuseppe Beltrani», pubblicato in «Japigia» nel 1933, riporta il 28 aprile. Nel 1847 venne nominato Sindaco di Trani. All'epoca i Sindaci erano tenuti agli "informi", ovvero a segnalare notizie di natura politica sui propri concittadini. In un informo non datato nella presente ricostruzione, e quindi non attribuibile automaticamente al 1847, si ricorda che quando il Ministro della Pubblica Istruzione chiese informazioni su Bovio, rispose: questo Sig. Bovio Giovanni la cui distinta famiglia è di lodevole condotta tanto sotto l'aspetto morale che politico si concilia il plauso e la stima pubblica, tanto più che egli è fornito di notevole istruzione specialmente filosofica e della conoscenza delle svariate lingue.
Durante la Sua Amministrazione Trani iniziò la costruzione del nuovo Borgo con strade rettilinee e larghe, e l'ampliamento dei Giardini Comunali.
Quando Ferdinando II promulgò la Costituzione, fu tra i primi, insieme ai Festa, Soria, Antonacci, Troysi, Scocchera, Palumbo, Tisci, Vischi, Lionetti, Gigante, Rossi, Ugenti, Quercia, Di Scanno, Marchese, Carcano, Lomanto, Quinto, Grilli, Fusco, Prologo, Trerotoli, Pasculli ed altri valenti uomini a festeggiare l'evento. In questo periodo Nicola Festa Campanile al Circolo Popolare Tranese sosteneva con forza la necessità di scuole notturne per gli operai. Saverio Arnone, filosofo, avvocato, pubblicava un discorso in ordine alla libera scelta dei deputati. Beltrani fondava la Lega Italica, di cui era Presidente, ed in seguito l'Associazione Progressista dove si raccolsero gli animi più liberali della città.
La Costituzione del 1848 e la destituzione
La vampata accesa dalla elargita Costituzione ben presto il 15 maggio 1848 si spense per colpa di un Re spergiuro. Beltrani contestò vivamente la revocata Costituzione, e per questi fatti con Decreto Regio del 27.11.1849 venne destituito dalla carica di Sindaco e processato con l'accusa di aver fornito denaro ed armi agli insorgenti della Calabria; aver promosso la Deputazione tranese nella Dieta di Bari; essersi opposto alla revoca della Costituzione; aver protestato contro lo scioglimento della Guardia Nazionale. Assolto dalle prime tre accuse per amnistia, venne processato per la quarta e condannato.
Dopo la sua destituzione fondò in Trani, a somiglianza di quanto fece l'amico Ravanas a Bari, una Società per la produzione e commercializzazione degli oli. Inoltre costituì una impresa per la realizzazione della Diga foranea del Porto di Bari.
Il ritorno in Comune e l’Unità
Il 6 marzo 1860 tornò ad essere Sindaco di Trani, ed il successivo 9 agosto venne nominato Sotto Intendente di Barletta. Il 13 agosto così scriveva il Soria " del non aver esitato un istante ad assumere la duplice e gravissima responsabilità di codesto Ufficio a Barletta, ti abbiamo dato qui tutti, a coro, grandissima lode. [Passaggio di lettura incerta nella trascrizione della lettera.] Ieri sera in casa Pisanelli come ieri mattina in casa Antonacci non parlavamo che di questo. Forza dei tempi. Con un fiat abbiamo espugnato la cittadella dove Nicola Santoro ha vessato tutti noi."
Non tutti accettarono il nuovo ordine delle cose e Beltrani si adoperò specie presso la classe dei marinai, i meno propensi ad accettare il nuovo corso. Sotto di Lui il 30 agosto 1860 Pietro Tisci venne nominato Presidente della Giunta Insurrezionale con il programma "Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi dittatore delle due Sicilie". Il 17 dicembre 1860 gli venne proposta la carica di Governatore della Capitanata, ma per amore della Sua città rifiutò l'incarico. La ricostruzione qui riportata colloca al 20 ottobre 1860 il plebiscito nella chiesa dei domenicani; la data locale richiede riscontro, poiché il plebiscito nelle province napoletane si svolse il 21 ottobre. Prima fu celebrata una Messa e, dopo aver espletato la votazione, l'urna con le schede venne portata a Bari da Simone De Bello e Raffaele Trerotoli.
Il 7 novembre 1860 alle ore 10 il Re vestito da generale, con a fianco Garibaldi con mantello grigio e cappello a cencio, entrava in carrozza in Napoli. Il giorno 10 venne costituita una Deputazione nel barese formata da Vincenzo Sylos per la città di Bitonto, Nicola de Gemmis per Bari, Giuseppe Beltrani per Trani, Candido Turco per Altamura, Luigi Italia per Barletta, che si recarono a Napoli dal Re. L'entrata di Vittorio Emanuele II in Napoli fu festeggiata a Trani dal 7 all'11 novembre con cerimonie religiose, musiche, bande, luminarie. In Piazza Annunziata venne eretto un grande Obelisco arricchito con il simbolo dell'Italia libera dalle catene. Inoltre dalle dame della città, presiedute da Elena Beltrani ed Eleonora D'Eramo vennero raccolti aiuti per i feriti.
L’amministrazione postunitaria
Il 30 luglio 1861 Beltrani veniva riconfermato Sindaco dal Generale Cialdini. Il 24 luglio 1863 l'inviato speciale del giornale francese Les Nationalites scriverà: la città di Trani lascia a desiderare sotto l'aspetto della civiltà, però dopo anni di sana amministrazione, sotto l'abile direzione di un sindaco liberale ha fatto grandi progressi. Mentre prima vi erano solo una scuola con una ventina di bambini ora ci sono ben quattro scuole con oltre quattrocento alunni".
Nel 1864 Giuseppe Beltrani si dimise dalla carica di Sindaco per assumere quella di Consigliere Provinciale, che tenne sino al 1884 data della sua morte. In questo periodo per ben due volte sarà Presidente del Consiglio Provinciale di Bari.