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Filippo Ungaro

Domenico Valente ricorda Filippo Ungaro attraverso le sue opere poetiche, la ricezione critica e la testimonianza del nipote omonimo.

Filippo Ungaro

Questo contributo di Domenico Valente si riferisce al centenario del Vocabolarietto del 1913, dunque al contesto del 2013. I richiami a «quest’anno», ai «nostri giorni» e alla presidenza Napolitano appartengono a quel momento.

Il poeta e il ricordo del nipote

Filippo Ungaro (Monte Sant'Angelo 1870 – Trani 1941) poeta, scrittore e giurista, in quella Trani che tanto da quegli ebbe e tanto poco gli fu riconoscente, figurava, almeno fino a qualche settimana fa, tra i grandi "dimenticati" nell'illustre storia della nostra onorata cittadina, ma è grazie al grande contributo di suo nipote, il prof. Filippo Ungaro (già docente a Trani negli istituti di istruzione secondaria, e autore di prefazioni e recensioni su raccolte liriche e narrative contemporanee, in Puglia e Molise), che, attraverso la realizzazione di una ricca recensione critica, frutto di un'attenta analisi storica, biografica e bibliografica, a noi tranesi è stato restituito il diritto di ricucire questo strappo con il passato, e quello di rivalutare l'immagine della nostra città anche attraverso le opere dell'Ungaro (discepolo in Bologna del poeta Giosuè Carducci e sodale, negli ambienti tranesi e napoletani, di Giovanni Bovio, Matilde Serao ed Edoardo Scarfoglio), il quale, già dal 1898, "aetate florens" per i suoi 28 anni, era destinato a riscuotere, "brevi tempore", lodi e consensi clamorosi per i suoi versi, tali da collocarlo, "jure ac merito" ed in virtù di giudizi pressoché unanimi di critica e di pubblico, nel "gotha" dei grandi nomi della lirica di quei tempi. Non è un'esorbitanza di valutazione: lo si evince, infatti, dai pareri e dalle circostanziate recensioni (ben 36) edite, in ogni parte dello Stivale, da numerose e qualificate riviste letterarie, tra le quali il "Fanfulla della Domenica", di quei tempi di transizione tra Ottocento e Novecento. (Cfr. "Recensione Critica" Filippo Ungaro jr).

Opere e ricezione critica

«Importante opera giovanile - si legge nella recensione dello stimato nipote - che gli valse autorevoli riconoscimenti fu quella de "I Canti dell'Ombra", un'antologia poetica di gran pregio, il cui clamoroso successo costituì motivo d'onore per Trani, amata patria d'azione del poeta, per il Promontorio dell'Arcangelo, di cui l'Ungaro era nativo, nonché per l'Italia intera: "…tale volume fa onore e molto alla patria letteratura", confermava la "Vedetta artistica" (a. IV, n° 25, Firenze, 19 nov. 1898)». Dopo il 1898, il luminoso "iter" artistico-culturale di Filippo Ungaro proseguì, più fecondo che mai; fu autore, infatti, di molte opere di carattere letterario e giuridico, tra le quali se ne citano giusto alcune: "Nuptialia" (Flaman e C. Ed. ri, 1901); "Bovio e Carducci" (Ed. Frattarolo, 1907); "Giovanni Pascoli" (Frattini Ed. re, 1909); "Il Canto della Speranza" (Ed. Flaman, 1909); "La grande fiamma" (Ed. "La Italiana", 1917); "In obitum Joannis Alphani" (Elegia latina, Ed. S. T. E. B., 1918); "Le Gesta di Fiume" (Ed. Paganelli, 1919); "Il Divorzio" (Ed. Flaman, 1902); "Le cause di nullità dei contratti" (Ed. Flaman, 1902); "Una grave quistione" (Ed. Flaman, 1910). Scrisse, inoltre, la prefazione al "Vocabolarietto dialettale garganico" di Giovanni Tancredi (Ed. T. Pesce, 1913), di cui quest'anno si compie il I Centenario.

La testimonianza di Filippo Ungaro junior

E, per quanto riguarda i nostri giorni, un inatteso e lusinghiero riconoscimento è stato quello ricevuto dal prof. Filippo Ungaro, nipote di quest'importante uomo del Post-Risorgimento, dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per mezzo del suo latore, dott. Carlo Guelfi. «La recensione, nonché gli articoli - scrive il prof. Ungaro in una Sua epistola a me indirizzata - allegati in sentito omaggio alla presente e corredati di un autorevole riscontro da parte dell'On. le Presidenza della Repubblica, nella Persona dell'Ill. mo Sig. Dott. Giorgio Napolitano, hanno inteso, pertanto, divulgando brevemente le opere ed una sintetica biografia del mio avo, ravvivarne disinteressatamente la memoria, soprattutto in favore delle giovani generazioni, oggi irretite nelle seducenti spire di un progresso, spesso illusorio ed ingannevole, che ottenebra, dando facile spazio al culto dei falsi idoli del lucro, dell'arrivismo e della futile vanità, i veri ideali e valori dell'esistenza. Il parere della Presidenza della Repubblica, la quale ha definito Filippo Ungaro 'interessante figura' del panorama culturale nazionale, costituisce, inoltre, un alto riconoscimento per la Città di Trani, la Puglia e l'intera nostra Penisola».

Ed è proprio perché lo scrittore, giurista e poeta, Filippo Ungaro costituisce gloria e onore per la nostra Trani, così come tutti gli uomini che hanno fatto grande la sua Storia, non potevo esimermi dal condividere con i lettori questo grande privilegio, augurandomi che le cronache che ravvivano la nostra cittadina abbiano di "ombroso" unicamente le nostalgiche rime di un appassionato poeta, e i bellissimi scorci del nostro paesaggio, al calar del sole.

Bibliografia e crediti

Contributo di Domenico Valente, riferito al centenario del 1913; citazioni di Filippo Ungaro junior distinte dalla voce dell’autore.

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