Profilo biografico · Personaggi di Trani
Barisano da Trani
Le porte bronzee di Trani, Ravello e Monreale raccontano l’arte di un maestro romanico attraverso firme, iscrizioni e confronti stilistici.
Barisano da Trani fu uno scultore attivo nella seconda metà del XII secolo. Della sua vita non possediamo una biografia documentata: a parlare sono soprattutto le porte bronzee delle cattedrali di Trani e Monreale, firmate, e quella del Duomo di Ravello, attribuita alla sua opera. Le date comunemente associate a Trani, circa 1185, e a Monreale, circa 1190, vanno considerate proposte cronologiche, non iscrizioni certe.
Una data e una famiglia nell’iscrizione di Ravello
La porta di Ravello reca invece la data del 1179. Fu commissionata da Sergio Muscettola, marito di Sigilgaida Pironti. Nella formella centrale della terza fila del battente sinistro, la dedica ricorda anche i loro figli. La trascrizione tramandata recita:
Anno millesimo centesimo septuagesimo nono incarnacio ies xpo dno nro memento dne famulo tuo sergio musetule et uxori sue sicligaude et filiis suis mauro et iohes et filia sua anna qot ista porta facere agit ad honorem dei et sancte marie virginis
In italiano:
Ricorda, o Signore, il tuo servo Sergio Muscettola e sua moglie Sigilgaida e i suoi figli Mauro e Giovanni, e sua figlia Anna, poiché egli fece fare questa porta nell’anno 1179 dell’Incarnazione di nostro Signore Gesù Cristo, per l’onore di Dio e della Santa Maria Vergine.
La sequenza Ravello–Trani–Monreale è una ricostruzione degli studiosi, ma l’ordine delle opere rimane discusso. L’iscrizione di Ravello ha quindi un valore particolare: collega un manufatto a un anno e a persone nominate, mentre gli altri confronti richiedono anche valutazioni stilistiche.
Il bronzo lavorato come un’opera d’oreficeria
Le porte sono composte da formelle ottenute a stampo, rifinite a freddo e applicate su una struttura lignea, separate da cornici decorate. La sottigliezza delle lastre e la cura dei particolari avvicinano questa lavorazione all’oreficeria. Vi si riconoscono influssi arabi e bizantini, richiami ai tessuti orientali e ai cofanetti d’avorio, insieme a ricordi classici della scultura romanica meridionale.
Barisano non costruisce prevalentemente racconti in sequenza: predilige figure religiose singole, immagini fantastiche o desunte dall’iconografia asiatica, presentate in pose statiche. Il valore simbolico e il ritmo ornamentale contano quanto il soggetto; alcuni confronti critici ravvisano anche affinità con il gusto nordico.
- A Trani prevalgono la leggerezza dell’insieme, le figure di piccole dimensioni e il risalto delle cornici.
- A Ravello la cesellatura appare più complessa e alcuni motivi richiamano l’arte sasanide mediorientale.
- A Monreale emerge un’intenzione più propriamente scultorea, con più evidenti rimandi classici.
Riconoscere l’originale nella Cattedrale di Trani
Nella Cattedrale di Trani occorre distinguere la porta bronzea originale, conservata all’interno, dalla copia collocata all’esterno. È una distinzione essenziale per osservare da vicino il lavoro del maestro senza attribuire alla replica il valore materiale del manufatto medievale. La firma e la piccola figura di Barisano ai piedi di san Nicola Pellegrino rendono particolarmente significativo il rapporto fra autore e santo.
La porta si comprende dunque su due scale: da lontano come insieme ordinato di riquadri; da vicino attraverso mani, volti, animali e cesellature. Questo modo di guardarla aiuta a cogliere perché la decorazione non sia un’aggiunta secondaria, ma il linguaggio stesso dell’opera.