Storia e documenti · Giustizia, istituzioni e città
Storia della Polizia locale di Trani
Dalle guardie civiche ottocentesche ai vigili urbani: regolamenti, organici e trasformazioni del corpo tranese tra il 1821 e il 2008
Le guardie civiche, 1821–1828
Il primo documento sulle origini del corpo di Polizia Municipale della Città di Trani, è una circolare della Sotto Intendenza di Barletta, datata 31 ottobre 1821, con la quale si invitava il Sindaco di Trani ad organizzare il Corpo delle Guardie di Sicurezza in Guardie Civiche Comunali, senza alterare le basi della organizzazione della Guardia Civica Provinciale istituita precedentemente con decreto del 15 maggio 1806 da Giuseppe Napoleone, Re di Napoli e di Sicilia, verificando nel contempo le qualità degli individui richieste dalla Legge. Il Sindaco doveva compilare uno stato classificativo per poi rimetterlo alla Sotto Intendenza in doppio originale, prevedendo che ciascuno dei componenti la Nuova Guardia Civica doveva essere munito di Patente autorizzativa alla detenzione del fucile. In una circolare successiva del gennaio 1822 la Sotto Intendenza di Barletta inviava al Sindaco di Trani copia del Regolamento del corpo delle Guardie Civiche Comunali composto da 10 articoli. Il Regolamento prevedeva la stesura di una lista di cittadini che avevano determinati requisiti tra i quali l’aver compiuto i ventuno anni e non aver superato i quarantacinque ed essere persone tranquille, probe, oneste e attaccate all'ordine pubblico. Venne redatta una lista di 242 individui idonei a far parte delle Guardie Civiche Comunali.
Il 23 dicembre 1823, nella Casa Comunale di Trani, il Sindaco, Comandante della Guardia Civica, nomina 15 Capi Squadriglia scelti in base alla probità e muniti dei requisiti previsti dal Regolamento. Francesco I°, con decreto n° 1355, dato a Napoli il 7 aprile del 1827 abolisce le Guardie Civiche nei Reali Domini e i relativi regolamenti; al precedente ordinamento subentra quello delle Guardie Urbane. Con lo scioglimento e l'abolizione le Guardie Civiche vennero obbligate a restituire ai Prefetti di Polizia o agli Intendenti le armi avute in dotazione dal Governo, le stesse Guardie vennero rimpiazzate con militi che assunsero la nuova denominazione di GUARDIE URBANE. Nei luoghi abitati del Regno il numero delle Guardie venne fortemente ridotto: nei capoluoghi di Provincia il numero era di quattro guardie con lo stipendio di sei ducati con obbligo, a proprie spese, di vestire l'uniforme composta da giacca bleu, collaretto rosso, cappello tondo con coccarda rossa, tracolla di cuoio gialla con cartucciera. La Guardia Urbana era agli ordini del Sindaco. Essa entrò in funzione nel febbraio del 1828. La ricostruzione di questo ordinamento presenta un punto da chiarire: allo stipendio di sei ducati sopra ricordato si affianca la descrizione di un servizio gratuito e obbligatorio. Non è accertato che i due regimi riguardassero le stesse funzioni e gli stessi appartenenti. Per il servizio obbligatorio dovevano prestare la loro opera impiegati, proprietari, capitalisti, negozianti, professori di arti liberali, capi artefici, gli imprenditori di opere, i maestri di bottega; per tutti era richiesta una età compresa fra i 24 e i 50 anni. All'epoca la città di Trani aveva una popolazione di circa 16.000 abitanti e le guardie urbane avevano il compito di assistere giornalmente i Giudici Regi, di eseguire ordini di arresto a carico di coloro che venivano scoperti in flagranza di reato entro i limiti del territorio comunale e custodire i detenuti; eventuali trasgressioni potevano essere punite anche con la soppressione del Corpo stesso e con il disarmo. Nel corso degli anni si ricorse sovente alla soppressione del Corpo poiché i componenti della guardia avevano il privilegio di ottenere gratuitamente il porto d'armi e, far parte della milizia, era sovente occasione per vendette e soprusi; per tale motivo dal 1860 e per alcuni anni a venire si scatenò la "caccia all'urbano" con più accanimento di quello che si metteva a cercare gli sbirri più odiati.
Regolamenti e organizzazione municipale, 1846–1912
Nel 1846 il Decurionato di Trani deliberava il Regolamento di Polizia Urbana e Rurale composto da 135 articoli con argomenti riguardanti: l'ordine, tranquillità e sicurezza pubblica; disposizioni tendenti ad impedire gli abusi e le frodi nella consegna e vendita di generi alimentari e altri commestibili; disposizioni su edifici, piazze e strade; Disposizioni tendenti a impedire tutto quello che può nuocere alla pubblica salute. Il Regolamento del Corpo delle Guardie Municipali di Trani fu approvato dalla Giunta Municipale nella seduta del 6 maggio 1871 e constava di quarantasette articoli. In questo Regolamento veniva costituita una forza di "Guardie Municipali" per il disimpegno del "basso servizio amministrativo, per l'eseguimento delle disposizioni di polizia urbana e per il governo del pubblico giardino". La forza del Corpo si componeva di un sergente capoguardia, di un caporale e di dodici Guardie Municipali semplici; completavano l'organico due guardie aggiunte destinate per "coltivare il giardino pubblico" e una per "prestare servizi presso la Scuola Tecnica". Tra i requisiti la buona condotta morale, non essere mai stati condannati per crimini o delitti; venivano preferiti i militari in congedo e i Carabinieri con lodevole condotta ed in possesso di "sufficiente idoneità d'istruzione". Nel Regolamento, tra i compiti e la disciplina del Corpo veniva deliberata l'uniforme da tenere composta da una doppia tenuta grande e piccola da indossare nei giorni festivi e feriali ed un kepì con collaretto e numero progressivo per ciascuna guardia per essere facilmente identificata.
Le Guardie Municipali, a seguito di elevazioni di semplici "contravvenzioni" avevano il diritto a percepire un quarto che veniva, dalla Giunta, liquidato ogni fine anno su apposito libretto presso la Cassa di Risparmio. Questo Regolamento per la costituzione del Corpo delle Guardie Municipali fu sottoscritto dal Sindaco Antonacci, dal membro anziano Lamonica e dal Segretario del Municipio De Santis. Il 9 gennaio 1875 il Consiglio Comunale, con votazione a scrutinio segreto, nominava Attolini Francesco nativo di Turi e dimorante in Bari, Comandante del Corpo delle Guardie Municipali di Trani. Il 24 agosto 1897 la Giunta Municipale decretò lo scioglimento del Corpo e la cessazione dalla qualifica e dalle mansioni alle 18 guardie municipali in servizio. Lo stesso corpo fu ricostituito l'anno successivo e fu previsto un ampliamento dell'organico che risultò composto da un Tenente Comandante, un sergente, due caporali e 23 guardie. Con il Regolamento del 1912 il Corpo delle Guardie Municipali si componeva di un Comandante, un Maresciallo, due Brigadieri e 28 guardie semplici; quattro guardie erano nominate "ciclisti" e ad esse veniva fornita la bicicletta per poter "in caso di bisogno procedere al rapido espletamento dei servizi"; essi erano responsabili dei danni provocati per trascuratezza od imperizia nella conservazione delle biciclette. Un brigadiere e otto guardie costituivano la "Brigata Pompieri".
Scioglimento e ricostituzione nel Novecento
Il 17 luglio del 1936 il Commissario Prefettizio Dr. Simone Naitana determina lo scioglimento del Corpo delle Guardie Municipali per gravi inefficienze. Lo stesso fu ricostituito l'anno successivo e nel 1938 fu bandito il concorso per il completamento dell'organico. Negli anni della II Guerra Mondiale molte delle Guardie Municipali vengono richiamate alle armi e l'Amministrazione Comunale provvede al rimpiazzo del personale mancante mediante chiamata diretta. Nel 1953 Il Corpo dei Vigili Urbani era composto di un Comandante (De Corato Luigi) e 26 vigili urbani ai quali nel 1955 si aggiunsero altri quattro raggiungendo il numero di 30 unità. Fra le varie assunzioni del 1959, 1962 e 1970 si giunse al bando di concorso del 1973 e successivamente ai concorsi del 1982 e a quello del 1987 con l'assunzione di n° 30 unità.
Il quadro del 2008
Nel 2008, a fronte di una popolazione di 54.000 abitanti circa; la dotazione organica complessiva prevedeva 80 unità, il Corpo di Polizia Municipale – Locale di Trani era composto da un Ufficiale Comandante – Dirigente di Ripartizione e 32 unità, privo di figure intermedie, che oltre ai numerosi compiti di istituto dovevano assicurare il proprio apporto alle numerose manifestazioni a carattere religioso, politico, sportivo, culturale, canore che si svolgevano nella città di Trani. A fronte della cronica carenza di organico il Corpo della Polizia Municipale – Locale di Trani veniva descritto come tecnologicamente avanzato per rispondere in maniera precisa e puntuale alla sempre più pressante esigenza di sicurezza integrata, richiesta dai cittadini, in coordinamento totale con le forze di Polizia dello Stato territorialmente competenti.