Documento e ricerca · Trani e il mare
La storia della Lampara
Il progetto del 1954, gli artisti e le testimonianze sulle serate di gala raccontano una stagione dell’ospitalità e dello spettacolo tranese
Racconto di Rosa Barca legato a un anniversario della Lampara: il riferimento a dodici anni di gestione iniziata nel 1999 colloca il presente della testimonianza intorno al 2011.
Le foto ingiallite, custodite con grande cura sono il segno di un passato che si vuole conservare con parsimonia. A volte ci si ritrova a sfoggiarle con fierezza alle feste di compleanno, quando spegnere le candeline e dare uno sguardo indietro nel tempo è d'obbligo. Il ciclone ha investito anche noi. Non abbiamo potuto fare a meno di ricordare l'anniversario dell'inaugurazione dello storico locale tranese de la Lampara, sbirciando qua e là per le collezioni private di Trani. Suggellate tra i ricordi di famiglia, spuntano le fotografie della bella Trani che negli anni cinquanta si regala il mitico locale che ha fatto parlare di sé per molti anni, per le sue vicende alterne, ma soprattutto per essere stato meta preferita delle esibizioni dei big della musica italiana.
Il progetto del 1954 e gli artisti
Correva l'anno 1954 quando il sindaco Francesco Paolo Mongelli commissionava all'architetto spagnolo Juan De La Fuente quello che sarebbe divenuto in pochissimo tempo il locale più cult delle notti pugliesi e non solo. La Lampara voleva diventare il simbolo di una Trani che si sentiva al centro del mondo. Mongelli voleva fare di Trani una delle città più in della Puglia, voleva trasformarla nella capitale del turismo d'elite notturno, investendoci tutte le sue forze come dimostrano la scelta di portare a Trani il festival della canzone e il festival della moda. In questo clima, mentre veniva ampliato il piazzale di Colonna, nasce questo mausoleo della musica dove si davano appuntamento artisti come Lucio Battisti, una giovanissima Milva, Giorgio Gaber (che aveva da poco scritto la canzone Trani a gogò), Dalida (che sopraggiunse nella nostra città poco dopo il suicidio del grande cantautore e fidanzato Luigi Tenco) e poi ancora Mina, una splendida Ornella Vanoni e il grande Mike Bongiorno.
Le serate di gala e i ricordi
Primo presidente dell'azienda autonoma di soggiorno e turismo, Mongelli vi rimane alla guida fino al 1961. L'incarico passò poi nelle mani di Peppino de Feo e poi in quelle di Michele Nuzzolese che resistette per oltre venti anni. Nuzzolese, con il grande carisma che lo caratterizzò, rilanciò l'attività de La Lampara, imponendola a livello nazionale come uno dei più esclusivi locali notturni dell'Italia meridionale, per le sue ricche e prestigiose manifestazioni, dalle elezioni di miss Italia alle esibizioni di grandi ospiti di fama internazionale. «La Lampara – racconta l'ex direttore della biblioteca comunale, Mario Schiralli - nasce come locale per vip. Solo le persone più abbienti potevano permettersi di prendere parte ad una delle tante e affollatissime serate di gala che venivano organizzate». «Era obbligatorio lo smoking - spiega Nicola Nuzzolese, figlio del compianto Michele - e le signore dovevano necessariamente indossare l'abito lungo da sera. Le serate di gala erano sempre colme di gente che giungeva qui a Trani da tutta l'Italia».
La chiusura e il rilancio del 1999
Ne è passato di tempo da allora. Il locale visse grandi momenti ma anche una tristissima parabola discendente in coincidenza con l'arrivo degli anni Novanta. Sotto sequestro per le note inchieste giudiziarie che condizionarono quegli anni, La Lampara dovette attendere quasi dieci anni per tornare a splendere di luce propria. La riapertura avvenne nel segno di Antonio Di Lollo, intervistato dopo dodici anni alla guida del locale. «Abbiamo rilevato La Lampara nel 1999 - spiega - quando era poco più di un rudere, dopo sette anni di chiusura forzata». Al momento dell’intervista il pubblico al quale si rivolgeva lo storico locale era cambiato. Mode e tempi passano inesorabili e lo stesso modo di gestire un locale serale è mutato. Non si possono però dimenticare quei bei tempi, immortalati in splendide istantanee, conservate gelosamente in un immenso archivio fotografico sparso nelle case di tanti privati, testimonianza silenziosa di un tempo più caro di qualsiasi gioiello.
Si ringraziano Nicola Nuzzolese e la famiglia Martinelli per il materiale fotografico.
Archivio fotografico