Storia e documenti · Trani e il mare

Gli Statuti Marittimi di Trani

I consoli del mare, le regole della navigazione e la memoria cittadina degli Ordinamenta, fra datazione controversa e testimonianze artistiche.

Il sipario dipinto del Teatro comunale di Trani per intero: scena medievale sotto una loggia gotica con folla, sovrano in trono e un oratore in rosso, con il porto e un campanile sullo sfondo
Questo testo approfondisceOrdinamenta et consuetudo maris: i 32 capitoli

Un codice della vita sul mare

Gli Ordinamenta et consuetudo maris, conosciuti come Statuti marittimi di Trani, raccolgono regole sui rapporti fra mercanti, padroni di nave e marinai. La data del 1063, tramandata nell’incipit, è discussa: la tradizione che li colloca nell’XI secolo si confronta con studi che propongono una redazione più tarda, anche trecentesca. Non è quindi accertato un primato assoluto rispetto agli altri codici marittimi medievali. Il codice è composto da 32 capitoli scritti in lingua volgare, tranne parte dell'incipit in latino. All'interno vi sono racchiuse le norme che regolavano la navigazione, il trattamento economico dei marinai e dei ritrovamenti in mare, le regole dei nocchieri, degli scrivani e il contratto del noleggio. Di particolare interesse sono le disposizioni sul lavoro a bordo: salario, malattia, partenza dalla nave e difesa del marinaio. Ne emerge un sistema di diritti e obblighi, ma sarebbe scorretto dedurne che in precedenza tutti i marinai fossero schiavi o assimilare queste regole a un contratto collettivo moderno.

I consoli e l’incipit

Al nome delo omnipotente Dio, amen
Millesimo sexagesimo tertio prima indictione
Quisti infrascripti ordinamenti et rasone fo fact
ordinati et providuti et ancora deliberati per li
nobili et discreti homini, misser Angelo de Bramo,
misser Simone de Brado, et conte Nicola
de Roggiero, dela cita de Trani, electi consuli
in arte de mare, per li più sufficienti che se
potesse trovare in quisto golfo Adriano

Come si evince dall'incipit del corpo normativo, gli Ordinamenta vennero promulgati da tre notabili della città, i "consoli in arte del mare" Simone De Brado, Angelo de Bramo e Nicola de Ruggiero. Il confronto con le Tavole amalfitane ha alimentato il dibattito sulla precedenza cronologica: la sola data dell’incipit non basta a risolverlo. Stando alla datazione presente nell'incipit, gli Statuti sarebbero stati promulgati sotto il governo del conte normanno Pietro, figlio di Amico di Altavilla, non citato però nel corpo legislativo.

Le edizioni e la riscoperta

Fra i testimoni a stampa degli Ordinamenta è l’edizione del 1507, editi a Venezia in appendice agli Statuti del comune di Fermo (Statuta Firmanorum). Una seconda edizione degli Statuti venne stampata a Fermo nel 1561, con gli Ordinamenta sempre in appendice.

Vennero scoperti dall'avvocato francese Jean-Marie Pardessus, che li inserì nella sua "Collection de lois maritimes antérieures au XVIII siècle" del 1839, attribuendoli erroneamente in un primo tempo alla città campana di Atrani. Malgrado la disputa sull'effettiva datazione, gli Ordinamenta vengono comunque considerati come uno dei codici marittimi di riferimento nella storia del diritto marittimo, tanto da essere citati nella sentenza, emanata nel 1999 dalla quarta Corte d'Appello degli Stati Uniti d'America, sulla controversia relativa al recupero del celebre transatlantico Titanic: la Corte richiama Trani, con la data tradizionale del 1063, accanto ad altre raccolte nella storia dello ius gentium marittimo. È un riferimento alla continuità di quella tradizione, non una dichiarazione di vigenza degli Statuti né l’affermazione che gli Stati non possano esercitare alcuna giurisdizione in acque internazionali.

Gli Ordinamenta nell’arte e nella memoria cittadina

La città di Trani ha sempre considerato motivo di vanto i suoi Ordinamenta fin dall'epoca della loro scoperta, con gli storici locali come Beltrani protagonisti di una strenua difesa della datazione più antica. Il primo tributo in onore del famoso codice è stato il sipario del Teatro comunale ad opera del pittore Biagio Molinaro nel 1863. Malgrado il Teatro sia stato demolito in epoca successiva, è documentata la conservazione del sipario nella scuola elementare De Amicis; questo non equivale a una normale apertura museale. Il sipario rievoca la promulgazione degli Statuti, malgrado vi siano elementi anacronistici, come ad esempio la Cattedrale sullo sfondo, la cui costruzione non era neanche iniziata considerando la data più antica di promulgazione degli Ordinamenta. In occasione del novecentesimo anniversario degli Ordinamenta nel 1963, venne inaugurato in piazza Quercia un bassorilievo bronzeo di Antonio Bibbò e Vito Stifano, anch’esso dedicato alla promulgazione. Il monumento fu restaurato e ripulito in occasione del novecentocinquantesimo anniversario, nel 2013. Nel 1968 vennero invece poste all'ingresso della Villa Comunale dieci tavole in marmo con su inciso il testo degli Statuti. Un'opera analoga, composta di 5 pannelli in marmo contornati da una cornice in rame che ricorda le assi di legno di un vascello, è stata collocata nel 2011 in piazza Campo dei Longobardi in occasione del suo rifacimento.

Le celebrazioni e il premio cittadino

Nel 2013 la città ha scelto di festeggiare il novecentocinquantesimo anniversario con una serie di eventi, conferenze di carattere storico-giuridico, diverse mostre artistiche e fotografiche e concorsi destinati a studenti e architetti per il progetto di un'opera ispirata agli Statuti Marittimi: tra i diversi eventi, concentrati nel periodo estivo, la prima edizione del "Palio dei quartieri", ovvero una regata storica nel porto tra gli equipaggi di quattro tra le Confraternite storiche della città. Infine dal 2011, nell'ambito della consegna delle Civiche Benemerenze, è stato ufficialmente istituito il premio Ordinamenta Maris, concesso a personaggi, enti, società ed istituzioni che con la loro attività e la loro opera illustrano ed onorano la città di Trani.

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