Documento e ricerca · Sapori e Moscato di Trani
Giorgio Gaber e i «Trani» di Milano
Il ricordo di Francesco Paradiso alla morte di Giorgio Gaber e il testo di Trani a gogò, fra emigrazione e osterie milanesi.
Il ricordo di Francesco Paradiso si riferisce alla morte di Giorgio Gaber, il 1° gennaio 2003. I riferimenti al “nuovo anno” e le proposte rivolte agli amministratori appartengono a quel momento. La citazione della Treccani conserva l’inquadramento amministrativo storico di Trani.
Profilo biografico
Giorgio Gaberscik, in arte Giorgio Gaber (Milano, 25 gennaio 1939 – Montemagno di Camaiore, 1° gennaio 2003), fu cantautore, commediografo, regista e attore di teatro e cinema, conosciuto come “Il Signor G”. Chitarrista, partecipò alla prima stagione italiana del rock and roll fra il 1958 e il 1960. L’Archivio della Fondazione ricorda che la poliomielite gli provocò una lieve paralisi al braccio sinistro: il riferimento alla gamba nel ricordo seguente non è confermato da questa fonte.
Addio, «Signor G»
Francesco Paradiso
All’alba di questo nuovo anno Giorgio Gaber ci ha lasciati. Una triste annotazione di cronaca come tante altre? No, per noi tranesi no. Perché mai? Cosa c’entra il cantautore meneghino con la nostra città? Beh, è forse l’unico che l’ha cantata, se non direttamente, almeno per traslato. Se andiamo a cercare “trani”, con la minuscola, il Vocabolario Treccani recita: “a Milano o nel Milanese, fino a tempi recenti, bettola, osteria, dal nome del centro pugliese di Trani, in provincia di Bari, che appariva nelle insegne di osterie, da solo o nella locuzione vino di Trani, che indicava anche, genericamente, il vino rosso sfuso”. Ci fa piacere, e ora ci riempie di commozione, il pensare che questo gentleman della canzone italiana abbia prestato attenzione e dato vita, attraverso le sue canzoni, alla realtà provinciale di queste piccole osterie, segno tangibile e simpatico della presenza di tanti nostri concittadini emigrati nella metropoli lombarda. Giorgio Gaberscik, in arte Gaber, era nato a Milano nel 1939. Da piccolo aveva contratto la poliomielite che gli aveva colpito una gamba e la mano sinistra, ma nonostante ciò lui era un ottimo chitarrista, e chissà che il “mezzo califfo” un po’ zoppo della canzone non abbia qualcosa di autobiografico.... cosa sia il tostamè, invece, non l’ho capito.... Non era un cantante come gli altri, Giorgio, in quei mitici anni sessanta votati alla canzonetta; era forse un attore che cantava, sempre più orientato a fare teatro nell’evolversi della propria vita artistica; sempre più impegnato nella testimonianza civile e nell’impegno politico. Il “signor G” vive in sè, in maniera ironica e disincantata, il difficile passaggio della società italiana dal decennio sessanta al settanta dello scorso secolo, con tutti i drammi e le delusioni di una generazione. È per questo che quella canzonetta apparentemente innocente è una piccola perla che mostra una tranche de vie della Milano piccola e provinciale, dove vivevano e operavano tanti nostri conterranei ma anche tanti tipi simpaticamente strambi è un po’ matti.... in questi tempi di contrasti violenti, di personaggi rutilanti, di palestrati e posatori, fa piacere sentire ancora queste piccole storie dal sapore antico..... Ciao Giorgio, e grazie per la simpatia che hai mostrato per la gente e per il nome di Trani. Che ne direste, signori Amministratori, di intitolargli una strada qui a Trani, magari vicino ad un’altra strada da intitolare ad Astor Piazzolla, mitico compositore di tango, che aveva chiare origini tranesi?
Trani a gogò
Seconda traversa a sinistra nel viale ci sta quel locale abbastanza per male che chiamano trani a go-go
si passa la sera scolando barbera scolando barbera nel trani a go-go
c’è un vecchio barista dall’aria un po’ triste che si gratta in testa poi serve i caffè e un tostamè... nel trani a go-go
ci son quattro dischi due tanghi una polka un’antica mazurka, due mosci fox-trot e il twist non c’è.... nel trani a go-go
si passa la sera scolando barbera nel valpolicella la vecchia zitella cerca l’amor... nel trani a go-go......
chi gioca boccette e chi fa cappotti un vecchio a tressette ha perso il paltò l’ha perso con me.... nel trani a go-go
c’è un pregiudicato uscito da poco che spiega a un amico l’errore che fece e che pagò.... nel trani a go-go
si passa la sera scolando barbera c’è il gruppo affiatato che intona stonato “mi sunt alpin” nel trani a go-go......
per far del colore c’è il finto pittore col finto scrittore che parlan di sè fra sè e sè... nel trani a go-go
c’è il tipo che in pista non sbaglia mai un passo è un mezzo califfo peccato che è zoppo chi sa se no... nel trani a go-go
G. Gaber, R. Angiolini, U. Simonetta, 1962