Storia e documenti · Sapori e Moscato di Trani
I «trani», i bàcari e le origini del wine bar
Dalle insegne “Trani e Barletta” alla mescita moderna, una storia di osterie, vini sfusi ed enoteche fra Milano e Venezia.
Prima che “wine bar” diventasse un’espressione familiare, il vino al bicchiere aveva già i suoi luoghi d’incontro. Fra questi, nella Milano popolare, c’erano i “trani”: osterie economiche e modeste, ricordate anche dalla canzone Trani a gogò di Giorgio Gaber negli anni Sessanta. Il nome portava al Nord una traccia dei commerci vinicoli pugliesi.
Che cosa dicevano le insegne
All’inizio del Novecento alcune botteghe milanesi che vendevano vino sfuso esponevano le scritte “Trani e Barletta”, oppure soltanto “Trani”. L’indicazione rimandava alle città meridionali di provenienza dei vini; col tempo il nome finì per identificare il tipo di locale, oltre alla merce servita.
Erano insieme rivendite e punti di ritrovo. Il racconto delle osterie pugliesi di Milano ricorda carte, morra e frequentatori abituali, mostrando il rapporto tra mescita, lavoro ed emigrazione. Nel ricordo di Francesco Paradiso dedicato a Giorgio Gaber, l’osteria diventa anche un piccolo teatro di caratteri e abitudini della città.
Il confronto con i bàcari veneziani
Un confronto possibile è con il bàcaro di Venezia, altra forma di taverna legata al consumo di vino e alla convivialità. La narrazione tradizionale ne sottolinea la lunga storia, attribuendo ad alcuni locali un passato di oltre quattro secoli. Questa antichità va distinta dalla storia documentata di ciascun esercizio.
Nel bàcaro il calice accompagna i “cicheti”, piccoli assaggi di cibo: per esempio crostini di baccalà mantecato e altre preparazioni della cucina veneziana. I cicheti non sono quindi il nome del vino. La distinzione chiarisce un’abitudine gastronomica che può essere accostata alla mescita dei “trani”, pur appartenendo a un’altra città e a un diverso repertorio di sapori.
Le enoteche fra vendita e degustazione
Negli anni Settanta e Ottanta il racconto di questi locali si arricchisce con la diffusione delle enoteche nelle grandi città e nelle aree vitivinicole, fra cui Toscana e Friuli. Le semplici bottiglierie si trasformavano in negozi specializzati, nei quali la scelta delle etichette e la conoscenza del prodotto acquistavano un ruolo crescente.
Osteria, bàcaro, enoteca e wine bar mettono così l’accento su aspetti diversi: ritrovo popolare, assaggi, acquisto di bottiglie, degustazione. Considerarli possibili precedenti della mescita contemporanea è utile; presentarli come tappe obbligate di un’unica evoluzione sarebbe invece riduttivo.
Per Trani il filo conduttore è il viaggio del nome insieme al vino. È una curiosità di storia commerciale e sociale, non un elenco di locali oggi aperti in città.