Storia e documenti · Devozioni e Settimana Santa

Il Crocifisso di Colonna: storia e culto

Il Crocifisso ligneo, il racconto del suo ritorno dal mare e la processione che lega Colonna al porto di Trani.

Il Crocifisso con raggiera sollevato a bordo di un'imbarcazione, con marinai e sacerdoti, e la costa con barche al seguito sullo sfondo
Questo testo approfondisceIl culto del Crocifisso di Colonna

Il Crocifisso di Colonna è al centro di una delle devozioni più sentite di Trani. La sua storia intreccia un oggetto di culto, la memoria degli assalti dal mare e una festa nella quale il tragitto dall’antico monastero al porto rende visibile il legame fra fede e città marinara.

L’immagine e la croce

La Chiesa di Colonna possiede da secoli un prezioso Crocifisso ligneo risalente probabilmente al 1400. Alto cm. 90, con un’apertura di braccia di cm. 36, poggia su di una croce alta cm. 150x85. Quest’ultima è orlata di pesante argento, così come d’argento sono la raggiera sul capo, sulla croce, sulla quale sono incisi «G. V. 1891» e «INRI». All’estremità superiore della croce vi è una reliquia della croce di Gesù Cristo.

La datazione al Quattrocento è indicata come probabile nella descrizione storica. L’iscrizione “G. V. 1891” appartiene all’apparato d’argento: non va confusa con la data di esecuzione della scultura lignea. La reliquia è venerata come frammento della croce di Cristo secondo la tradizione religiosa.

Il racconto del ritorno dal mare

Il racconto devozionale collega l’origine del culto a un assalto di pirati turchi nel 1480. Il sanguinamento dell’immagine e il suo ritorno a riva appartengono alla tradizione miracolosa, non a fatti dimostrabili con la sola narrazione. È in questo senso che va letto il racconto tramandato:

Prima del 1480 non si hanno notizie rilevanti circa questa Croce. Accadde però che in quell’anno, quando Trani subì il primo di tre assalti da parte dei pirati turchi, il Convento attiguo alla Chiesa venne saccheggiato e messo a fuoco. Come trofeo di vittoria i pirati vollero portare con sé anche la sacra immagine. Caricarono perciò il Crocifisso sulla nave, ma questa non voleva più andare avanti. Il capo dei pirati attribuì ogni cosa al Crocifisso, per cui lo colpì sul viso con una sciabola, provocando un taglio netto sul naso, e lo gettò in mare. La sacra icona cominciò ad emettere sangue dalla ferita e lentamente ritornò a riva galleggiando, mentre la nave pirata fuggiva.

I Padri francescani, trovato il crocifisso e scoperto il sacrilegio compiuto su di esso, raccolsero piamente la sacra immagine e, senza alcuna organizzazione, fecero una processione riparatrice. Il Crocifisso tuttavia non fu portato nella Chiesa di Colonna. Questa infatti era stata saccheggiata e rovinata insieme al convento e quindi non poteva accogliere degnamente un Crocifisso.

Solo dopo le necessarie riparazioni, il popolo e le Autorità religiose accompagnarono solennemente il Crocifisso lì dove era stato per anni conservato e iniziò, così, il culto. Probabilmente fu quella la prima processione, in onore del Crocifisso di Colonna, tramandata, poi, nei secoli.

Al Crocifisso venne riservato inizialmente un angolo della Chiesa, in modo da permettere al popolo di manifestare la propria devozione. Solo successivamente si costruì un altare privilegiato, posto alla destra di chi entra in Chiesa. Nel luogo del ritrovamento, inoltre, venne edificata, in ricordo, una Cappellina.

Il culto nella chiesa di Colonna

Nel corso dei secoli i tranesi si rivolsero al Crocifisso in momenti difficili e lo accompagnarono in processione per chiedere intercessione. Le memorie locali ricordano l’altare dedicato all’immagine e l’ampliamento degli spazi per i fedeli; presso la navata aggiunta si trova anche l’altare secentesco della Madonna Addolorata. La storia dell’edificio e quella della devozione vanno lette insieme, senza attribuire automaticamente ogni trasformazione architettonica all’episodio leggendario.

La festa del 3 maggio

La ricorrenza tradizionale è il 3 maggio. Il percorso più caratteristico porta l’immagine dalla chiesa all’imbarcazione, poi lungo la costa fino al porto. Qui l’accoglienza delle autorità religiose e civili, del clero, delle confraternite e della popolazione introduce la processione per le vie cittadine.

La descrizione storica ricorda la partenza a mezzogiorno, un tragitto di circa mezz’ora, il peschereccio addobbato, le sirene e i fuochi. Sono particolari di una consuetudine, non un orario garantito per ogni edizione: percorso e programma vanno verificati negli avvisi annuali della festa.

Per proseguire

L’approfondimento sul culto del Crocifisso esamina le testimonianze scritte e le richieste di intercessione. I venerdì di marzo a Colonna raccontano un altro momento della devozione, mentre la scheda del monastero permette di orientarsi negli spazi della chiesa.

Riferimento bibliografico

F. Spaccucci e G. Curci, Il monastero di Colonna in Trani nella storia e nella tradizione, Laurenziana, Napoli, 1980.

Bibliografia e crediti

Riferimento bibliografico: F. Spaccucci e G. Curci, Il monastero di Colonna in Trani nella storia e nella tradizione, Laurenziana, Napoli, 1980.

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