Luogo da scoprire · Chiese e monasteri
Monastero di Santa Maria di Colonna
Sulla penisola di Colonna, chiesa romanica e monastero conservano pietre di reimpiego, il Crocifisso venerato dai tranesi e una lunga relazione con il mare.
- Periodo storico
- XI - XII Secolo
- Dove
- Piazza Santa Maria di Colonna
Scheda pratica
- Orari
- Chiesa aperta per le celebrazioni e nei venerdì di marzo; il complesso ospita mostre ed eventi con orari propri
- Biglietto
- Ingresso libero
- Come arrivare
- Sulla penisola di Colonna: 25–30 minuti a piedi dalla Villa lungo il mare, oppure in auto con parcheggio nei pressi
- Ultima verifica
- ottobre 2026
Orari, tariffe e regole cambiano: i dati vengono da fonti pubbliche e vanno confermati prima della visita.
Il complesso di Santa Maria di Colonna sorge sulla penisola a oriente del centro di Trani, nell’area del piazzale omonimo. La chiesa e l’attiguo monastero furono fondati fra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo dal nobile tranese Goffredo Siniscalco. La posizione, esterna al nucleo antico e rivolta al mare, distingue Colonna dalle chiese raccolte nelle strade del centro.
La facciata romanica
Il rosone, l’arco lavorato sostenuto da colonnine e gli archetti pensili della cuspide compongono il prospetto. Un architrave di reimpiego, proveniente da un monumento antico pagano, aggiunge una fase precedente alla storia dei materiali. Il portale va quindi osservato sia come disegno unitario sia come incontro di pietre con origini diverse.
Gli archetti seguono la parte alta della facciata, mentre il rosone concentra lo sguardo nella zona centrale. L’arco e le colonnine dell’ingresso introducono un’ulteriore scala di dettaglio: all’effetto complessivo del prospetto si affianca la lavorazione ravvicinata della pietra. Sono elementi concreti con cui riconoscere il linguaggio romanico, condiviso ma variamente interpretato nelle chiese tranesi.
Il Crocifisso e il racconto del mare
La chiesa è legata alla venerazione di un Crocifisso ligneo riferito al XV secolo. La tradizione racconta che, durante un’incursione di corsari turchi nel 1480, l’immagine fu sottratta, colpita al volto e gettata in mare; sarebbe poi tornata a riva, sanguinante, dando origine a una devozione cittadina. L’episodio prodigioso appartiene al racconto religioso e va distinto dalla datazione dell’opera.
La scultura è descritta alta circa novanta centimetri, applicata a una croce di dimensioni maggiori, con ornamenti d’argento e l’iscrizione «G.V. 1891». La ferita sul volto è al centro della sua riconoscibilità devozionale. L’approfondimento sul culto del Crocifisso di Colonna racconta la storia delle processioni e delle richieste di intercessione.
La festa tradizionale del 3 maggio comprende il legame fra Colonna e il porto, con il trasporto per mare della sacra immagine. Non basta questa consuetudine per ricostruire orari, percorso o modalità di una singola edizione.
L’altare e la vita del complesso
Nella chiesa è ricordato un altare donato nel 1684 dal Granduca di Toscana in relazione al trasferimento delle reliquie di santo Stefano, qui venerate. È una testimonianza di rapporti religiosi e di committenza che si aggiunge alle memorie locali del Crocifisso.
In tempi più recenti il monastero ha ospitato iniziative culturali e la chiesa è stata sede di attività della pastorale giovanile diocesana. Le destinazioni ricordate non equivalgono a un calendario di accesso. Il percorso dal porto di Trani lungo la costa permette di cogliere la posizione del complesso sul promontorio, prima di soffermarsi sui dettagli della facciata.
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