Tradizioni e cultura · Devozioni e Settimana Santa
La Via Crucis al santuario del Crocifisso di via Andria
Le domeniche quaresimali, i simulacri e il racconto dell’Apparizione nel santuario rurale di Trani, distinto dalla devozione di Colonna.
Il santuario di via Andria non va confuso con Santa Maria di Colonna. Il testo conserva una testimonianza religiosa e le interpretazioni del suo autore: «quest’ultimo ventennio», affluenza e percorsi si riferiscono al momento della descrizione, non a un programma attuale. Il miracolo della guarigione è un racconto di fede; il gesto con la saliva non ha valore di cura medica.
La Via Crucis e la memoria del santuario
L’altro santuario tranese, ove l'esercizio della Via Crucis è considerato il massimo avvenimento dell’anno, è quello del Crocifisso in via Andria. Si tratta di un santuario che i tranesi dovrebbero rivalutare ancor più di quanto non sia stato fatto in quest'ultimo ventennio, un santuario ove è tradizione che sia apparsa la Madonna, cosi come apparve a Lourdes o a Fatima. Esso andrebbe rivalutato anche storicamente, sia per quanto riguarda l'apparizione che per l'origine della chiesetta stessa.
Quest'ultima, anche se in proporzioni più modeste, esisteva già prima dell'apparizione; che si dice avvenuta nel 1519, e dava nome a tutta la contrada, che ancora oggi ne porta il nome. I motivi architettonici della facciata rimasti in luce, anche dopo i reiterati rimaneggiamenti suggeriti dalla devozione e non sempre da riguardi archeologici, un rosone ed un nartece, sono interpretati dall’autore come indizi di una fase medievale anteriore al XII secolo, forse dell’XI. Il testo non presenta una verifica archeologica della datazione. L'antichità del santuario ed il suo stesso titolo giustificano dunque la supposizione che l'esercizio della Via Crucis sia stato praticato anche qui sin dai primi tempi della sua introduzione. Anche i simulacri custoditi contribuiscono a confermarlo. Un grande Gesù Morto, che si dice che anticamente fosse un Crocifisso molto venerato, denota, nella sommarietà del suo modellato, una fattura molto antica. È anche di origine vetusta, sebbene successivamente restaurato, un gruppo della Pietà, con la Vergine che regge sulle ginocchia il Figlio appena schiodato dalla Croce, che campeggia dietro come sfondo. Ci sarebbe solo da chiedersi come potesse essere anticamente frequentato un santuario così lontano dal centro abitato; ma, a parte il fatto che anche in altri centri di Puglia sono frequenti i pellegrinaggi tradizionali a Santuari lontani nelle domeniche di Quaresima, l'esposizione geografica di via Andria, posta ad occidente, favoriva allora come oggi le lunghe gite domenicali, col bel tepore del sole di marzo di fronte.
Certo è che l'affluenza del popolo al santuario del Crocifisso nelle ore pomeridiane delle domeniche di Quaresima è veramente notevole e tutti gli anziani ricordano che si è sempre fatto così. Anticamente, dopo la Via Crucis, la statua della Pietà veniva ogni volta condotta in processione dal santuario fino alle porte della Città. Il tutto costituiva, come costituisce ancora, una spontanea sagra domenicale, durante la quale i bambini, condotti dai loro genitori, se affrontano la noia di star fermi per tutta la durata della funzione religiosa, hanno il compenso di fare una bella passeggiata e di scorazzare in aperta campagna.
Il culto della Madonna dell’Apparizione
La narrazione che segue colloca l’epidemia e il prodigio nel 1448, mentre il passo precedente indica il 1519: sono cronologie discordanti, che non consentono di assegnare all’apparizione una data certa.
La chiesetta rurale del "Crocifisso", poi denominata dell'Apparizione, ubicata in via Andria, nella vita religiosa della città di Trani rappresenta una pagina storica che tutti i cittadini ricordano, perché tramandata di generazione in generazione e legata al tempo in cui la popolazione fu liberata miracolosamente dalla peste. Nell'antichità il morbo della peste colpiva facilmente le città, perché si propagava per contagio, non esistendo a quei tempi, rimedi validi. Tra le varie pestilenze che colpirono la città di Trani, quella che è legata alla chiesa del SS. Crocifisso, risale al XV secolo.
Nel 1448, Trani fu colpita da una violenta pestilenza, con ripercussioni gravissime sulla popolazione, che fu salva per l'intervento prodigioso della Vergine Santissima. La tradizione racconta che in quel tempo, un medico, impossibilitato a fronteggiare il male che falcidiava la popolazione tranese, non trovando più alcun rimedio, decise di allontanarsi dalla città. S'avviò verso Andria, sulla cui strada scorse una chiesetta rupestre, dedicata al SS. Salvatore. Entrò e s'inginocchiò in raccoglimento, invocando il soccorso della Madre di Dio e del genere umano, per evitare la propagazione del morbo pestifero e salvare i cittadini appestati. La Vergine ascoltò la preghiera sentita ed accorata di quel suo figlio, che, pur con le conoscenze dell'arte medica, non era riuscito a debellare la calamità. Ella, nel suo infinito amore verso l'umanità, volle premiare la fede di quel medico, che umilmente si era dichiarato incapace di qualsiasi soccorso. Apparve in tutto il suo splendore celestiale e maternamente ammonì il medico di ritornare sui suoi passi, perché imponendo sulla fronte degli appestati un segno di croce con la saliva, li avrebbe salvati. Il medico, tal Pascarello Macchia, ricevuto l'ordine, ritornò immediatamente indietro, pose in esecuzione il consiglio ricevuto, ottenne miracolosamente la guarigione degli appestati e la città fu salva. Dopo questo prodigioso intervento e la miracolosa guarigione della popolazione dal morbo pestifero, i cittadini riconoscenti diedero inizio ad un culto più sentito verso la Vergine Santissima.