Tradizioni e cultura · Devozioni e Settimana Santa
I venerdì di marzo a Colonna
La Via Crucis quaresimale a Colonna, fra presenza francescana, testimonianza seicentesca e devozioni intrecciate al Crocifisso e alla Madre Addolorata.
Nella memoria religiosa di Trani, il cammino verso Colonna non appartiene soltanto al mercoledì delle Ceneri. Durante la Quaresima i fedeli tornavano al santuario il venerdì mattina per la Via Crucis, ripercorrendo nella preghiera il cammino di Gesù da Pilato al Calvario. La consuetudine univa così il tempo liturgico a un luogo riconoscibile della costa tranese.
I Francescani e l’ipotesi sulle origini
Il racconto dell’Associazione Traninostra, che richiama Raffaello Piracci e Il Tranesiere, collega la diffusione della pratica ai Frati Minori e ai rapporti con la Terrasanta dopo le Crociate. Ricorda inoltre la presenza dei Francescani nel monastero di Colonna dal 1427.
Da questi elementi propone che la Via Crucis fosse praticata a Trani sin da una fase antica e introdotta a Colonna nei primi decenni del Quattrocento. È un’ipotesi di ricostruzione: la data dell’arrivo dei frati non dimostra da sola l’esistenza, nello stesso anno, del rito nella forma successivamente conosciuta.
La testimonianza del Seicento
Una testimonianza più precisa sull’afflusso dei fedeli è richiamata nell’opera di Bonaventura da Fasano, Memorabilia minoritica provinciae S. Nicoli, pubblicata a Bari da Zanetti e Valeri nel 1656. Le trascrizioni del passo non concordano: una presenta parole corrotte. Il racconto del culto del Crocifisso ne riporta questa diversa lezione, da non confondere con una nuova verifica del testo a stampa:
Ubi in ferijs VI, et praecipuè mensis Martij, magnus est populorum concursus
Il senso italiano riportato è quello di un grande afflusso di popolo nei venerdì, specialmente nel mese di marzo. Il passo attesta il richiamo del luogo in quel periodo; non fornisce, da solo, una descrizione completa delle stazioni o delle modalità della Via Crucis.
Il nome “venerdì di marzo” nasce dunque dalla memoria di una frequentazione particolarmente intensa, mentre il racconto colloca la pratica nell’intero periodo quaresimale.
Il Crocifisso e l’altare dell’Addolorata
A Colonna la meditazione sulla Passione si lega al Crocifisso venerato dai tranesi e alla Madre Addolorata. Nella ricostruzione di Piracci, nel 1680 Cosimo III de’ Medici ricambiò il dono delle ossa di santo Stefano papa e martire offrendo al santuario un altare in legno scolpito, rivestito d’oro zecchino e dedicato all’Addolorata.
La data 1680 appartiene a questa ricostruzione; altre descrizioni indicano il 1684. La cronologia del dono e quella del trasferimento delle reliquie richiedono un riscontro documentario e non vanno fuse automaticamente. Il gesto viene interpretato come risposta a una devozione già radicata. L’altare rende visibile il legame fra il dolore della Madre e la Passione del Figlio, due temi che nella storia del santuario si incontrano nello stesso spazio di preghiera.
Due momenti distinti della devozione
Le comitive ricordate in cammino al mattino, a piedi e poi anche in automobile, appartengono a questa consuetudine quaresimale. Diverso è il ciclo della festa del Crocifisso di Colonna, tradizionalmente legata al 3 maggio e al trasporto dell’immagine per mare verso il porto.
Per comprendere il luogo si può proseguire con la storia del monastero di Santa Maria di Colonna. Per partecipare alle celebrazioni, invece, occorre consultare il programma religioso dell’anno: la descrizione storica non stabilisce orari o accessi attuali.