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Castel dei Mondi 2015: la scuola dello spettatore
Il Festival Castel dei Mondi del 2015 racconta il dialogo fra sperimentazione teatrale, luoghi storici di Andria e partecipazione degli spettatori.
Nel 2015 la diciannovesima edizione del Festival internazionale di Andria Castel dei Mondi mise al centro il rapporto fra linguaggi della scena e partecipazione del pubblico. Il titolo, Geografie del Linguaggio, riuniva una trentina di spettacoli e apriva un programma triennale che avrebbe accompagnato il ventennale della manifestazione. Materia, paesaggi e saperi erano le parole attorno alle quali costruire questo percorso.
Teatro, immagini e musica nell’edizione 2015
Il festival si inseriva nella programmazione di fine estate della città, distribuendo le attività fra Castel del Monte, il centro storico e altri luoghi del territorio di Andria. Il paesaggio e gli edifici diventavano così parte dell’esperienza teatrale: assistere a uno spettacolo significava anche incontrare spazi diversi e riconoscerne il carattere.
Fra le proposte ricordate di quell’edizione, gli Hotel Modern impiegavano telecamere per ingrandire miniature, trasformando oggetti di piccola scala in immagini sceniche. I Karromato affidavano invece il racconto alle marionette. L’Orchestra Daunia e le esperienze di musica contemporanea dei Soundscapes completavano un panorama nel quale tecnologie e pratiche tradizionali potevano convivere. Non si trattava di un unico stile, ma di modi differenti di costruire una relazione con chi guardava e ascoltava.
La scuola dello spettatore
Una delle iniziative più significative era la scuola dello spettatore: un’occasione per prepararsi alla visione e confrontarsi prima o dopo gli spettacoli, insieme ad altri partecipanti e agli operatori. Le impressioni personali diventavano materia di dialogo. La condivisione riguardava quindi sia il lavoro degli artisti sia la possibilità del pubblico di formulare domande e mettere a confronto letture diverse.
Le cifre allora riportate per le edizioni immediatamente precedenti parlavano di circa dodicimila spettatori e di un numero quasi doppio di visitatori del sito web. Sono dati riferiti a quella stagione del festival, utili a comprenderne la dimensione, senza descrivere l’affluenza attuale. La promozione era attribuita al Comune di Andria, con il sostegno della Regione Puglia, dell’allora Ministero dei beni culturali e del turismo e dell’Associazione culturale Malearti.
Un monumento come luogo di relazione
Il collegamento con Castel del Monte suggerisce una lettura interessante: il castello appare isolato sulla collina, a circa 540 metri sul livello del mare, ma nel Medioevo partecipava a una rete territoriale di comunicazioni. Il festival riprendeva idealmente questa capacità di mettere in contatto luoghi e persone. È un’analogia culturale, non la spiegazione della funzione originaria dell’edificio.
Per chi visita Andria, questa esperienza aiuta a guardare i monumenti anche come spazi della vita culturale contemporanea. Artisti, sedi e attività qui ricordati appartengono all’edizione 2015.