Storia e documenti · Puglia e Basilicata: città d’arte e mete
Altamura
La cattedrale palatina, le memorie federiciane e il paesaggio archeologico raccontano una città della Murgia fra storia e leggende di fondazione.
Altamura si scopre attraversando due storie diverse: quella degli insediamenti antichi della Murgia e quella della città medievale rifondata sotto Federico II. A ricordare il ruolo dell’imperatore è il motto associato allo stemma cittadino:
Federicus me reparavit.
Il significato è «Federico mi ricostruì»: una dichiarazione di rinascita urbana, non la prova che prima dello Svevo qui non esistesse nulla. Anche l’appellativo di «leonessa di Puglia» appartiene a un’altra epoca: ricorda la resistenza del 1799 alle forze filoborboniche, conclusa con la caduta della città, e non una vittoria definitiva sui Borboni.
La città imperiale e i racconti sulle origini
Una tradizione fa risalire la fondazione ad Antello, eroe troiano approdato in queste terre dopo la distruzione della patria, e collega il nome Altilia all’idea di una nuova Troia. Sono racconti di origine, da non confondere con una genealogia storicamente dimostrata. Anche l’accostamento ad alter lilium appartiene a questa tradizione erudita: non costituisce una traduzione latina di «altra Troia».
Il nome Altamura richiama invece le alte mura, ma attribuirne personalmente la scelta a Federico II richiede cautela. La rinascita duecentesca va compresa nel quadro dell’organizzazione imperiale della Murgia. Il racconto secondo cui l’imperatore avrebbe premiato gli abitanti per l’aiuto prestato ai suoi soldati durante la crociata resta un’ipotesi, così come una sequenza troppo semplice di distruzione saracena e immediata ricostruzione.
Leggere la cattedrale dell’Assunta
La fondazione federiciana della cattedrale risale al 1232. Il carattere palatino indicava il legame diretto con il sovrano e la particolare autonomia ecclesiastica. Il rapporto con la vicina sede vescovile di Gravina appartiene proprio a questa storia di giurisdizioni.
La costruzione continuò dopo la morte dell’imperatore e subì ulteriori trasformazioni. Il Comune ricorda il terremoto del 1316 e il riassetto cinquecentesco che modificò l’orientamento della chiesa. Il portale scolpito, gli accessi laterali e i diversi prospetti vanno quindi osservati come parti di un edificio cresciuto nel tempo, non come un progetto duecentesco rimasto immutato. Il confronto con le altre cattedrali romaniche pugliesi aiuta a riconoscere continuità e differenze.
Dal centro al territorio
Il Museo nazionale archeologico permette di allargare lo sguardo dalla città federiciana alla preistoria e alle comunità antiche del territorio. Tra i temi presentati figura l’Uomo di Altamura, illustrato anche attraverso una ricostruzione museale.
Nella campagna, Masseria Jesce è una tappa da considerare separatamente dal percorso urbano, lungo la direttrice della provinciale 41, a circa dieci chilometri dal centro. La collocazione stradale non spiega di per sé il nome della masseria, né rende ogni suo ambiente di età sveva. Per una visita occorre verificare disponibilità e modalità di accesso; il paesaggio rurale completa la lettura della città senza sostituire la verifica dei singoli monumenti.