Luogo da scoprire · Centro storico e Giudecca
Sinagoga Scolanova
Nel quartiere della Giudecca, l’aula romanica di Scolanova conserva le tracce degli usi cristiani ed è tornata al culto ebraico nel 2005.
- Periodo storico
- XIII Secolo
- Dove
- Via Scolanova
Scheda pratica
- Orari
- Lunedì, mercoledì e venerdì 10.30–12.30; domenica e festivi 11–13 (dati di fonti turistiche, confermare)
- Biglietto
- Ingresso libero, offerta gradita
- Come arrivare
- Piazza Scolanova, nella Giudecca, 5 minuti a piedi dalla Cattedrale
- Ultima verifica
- ottobre 2026
Orari, tariffe e regole cambiano: i dati vengono da fonti pubbliche e vanno confermati prima della visita.
La Sinagoga Scolanova sorge fra via Scolanova e la piazzetta omonima, nel quartiere ebraico di Trani. È una delle due sinagoghe medievali superstiti delle quattro ricordate nella storia cittadina; l’altra è la Scola Grande, poi chiesa di Sant’Anna. Dal 2005 Scolanova è tornata alla sua funzione di luogo di culto ebraico.
L’edificio in pietra
Generalmente riferita al XIII secolo, la costruzione presenta i caratteri del romanico pugliese. La data di fondazione non è documentata con la precisione disponibile per la Scola Grande: l’analisi architettonica ne ha proposto anche una collocazione fra il XII e l’inizio del XIII secolo. Il nome «Nova» non basta quindi a stabilire una successione cronologica fra i due edifici conservati.
La facciata a cuspide, la muratura calcarea e le monofore ad arco danno alla sinagoga un aspetto essenziale. La scalinata esterna, addossata al lato occidentale, conduce all’ingresso dell’aula superiore; il campanile a vela, concluso da un timpano, porta una stella di David in ferro battuto. Le quattro finestre e il portale unico scandiscono una superficie nella quale la lavorazione della pietra prevale sull’ornamento.
L’aula e l’arca della Torah
L’edificio si articola su due livelli rettangolari coperti a botte. Nell’aula superiore, descritta anche come ambiente a navata unica, le pareti laterali sono scandite da arconi. L’elemento che chiarisce la funzione originaria è l’Aron ha-qodesh, l’arca santa destinata ai rotoli della Torah: occupa la parete orientata verso Gerusalemme e conserva elementi in pietra legati al linguaggio architettonico locale.
La scala esterna appartiene a una trasformazione successiva. Sotto il pianerottolo, un grande arco suggerisce la posizione dell’accesso antico dal piano terreno. Le nicchie e le aperture murate raccontano inoltre un edificio un tempo in relazione con ambienti adiacenti; la loro precisa funzione non è sempre ricostruibile.
Da sinagoga a chiesa e ritorno
La conversione in Santa Maria di Scolanova appartiene alle trasformazioni medievali delle sinagoghe tranesi, precedenti all’espulsione cinquecentesca degli ebrei. Nella nicchia dell’Aron fu inserita un’immagine della Madonna con il Bambino, ricordata come Madonna dei Martiri e legata alla devozione dei marinai. Il dipinto, di tradizione bizantina, testimonia la fase cristiana senza cancellare la struttura ebraica che lo accolse. Interventi di restauro hanno accompagnato la valorizzazione del luogo.
Il confronto con il Museo sinagoga Sant’Anna permette di leggere due diversi esiti della stessa storia: qui la ripresa del culto, lì un percorso museale. Per organizzare l’ingresso è opportuno consultare la pagina del Comune dedicata a Scolanova, che riporta i contatti e le modalità di prenotazione. La presenza della scala storica non consente, da sola, di stabilire le condizioni di accessibilità.
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