Luogo da scoprire · Chiese e monasteri
Chiesa di San Francesco
Le tre cupole in asse di San Francesco conservano il disegno romanico della Santissima Trinità, accanto all’antico monastero poi divenuto biblioteca.
- Periodo storico
- XII Secolo
- Dove
- Piazza della Libertà
Scheda pratica
- Orari
- Luogo di culto: aperta per le celebrazioni e negli orari parrocchiali, variabili; verificare sul posto
- Biglietto
- Ingresso libero
- Come arrivare
- Nel centro cittadino, a pochi minuti dal porto
- Ultima verifica
- ottobre 2026
Orari, tariffe e regole cambiano: i dati vengono da fonti pubbliche e vanno confermati prima della visita.
La chiesa di San Francesco, in piazza della Libertà, nacque con il titolo della Santissima Trinità. Fu edificata nel 1176 per iniziativa dell’abate benedettino Domenico Benincasa e consacrata nel 1184 dall’arcivescovo Bertrando. Nel XVI secolo il passaggio ai Francescani, insediati nel monastero attiguo, portò al cambiamento del nome.
Tre cupole lungo la navata
Il carattere più riconoscibile è la successione di tre cupole lungo l’asse della navata centrale. È una soluzione presente anche nel San Corrado di Molfetta e relativamente poco frequente nel romanico pugliese. Il confronto riguarda la disposizione delle coperture: tre spazi consecutivi scandiscono il percorso verso il fondo della chiesa.
L’interno è articolato in tre navate, separate da pilastri cruciformi. La forma di questi sostegni, con bracci che si proiettano nelle diverse direzioni, aiuta a riconoscere l’organizzazione degli archi e delle campate. Guardare prima la pianta e poi le coperture permette di comprendere come lo sviluppo longitudinale sia ritmato dalle cupole, anziché da un’unica copertura continua.
Il profilo esterno
La cupola mediana, più alta, è racchiusa in un tamburo ottagonale decorato da archetti sostenuti da mensole. Le altre due presentano coperture piramidali rivestite di chiancarelle, lastre di pietra sovrapposte. Il profilo esterno non riproduce quindi alla lettera la curvatura delle cupole: la struttura interna e il suo rivestimento formano due immagini diverse dello stesso edificio.
La facciata principale ha un profilo a capanna e termina con un timpano ornato da archetti su mensoline. In alto compare un piccolo campanile a vela. Il ritmo degli archetti ricorre anche sul tamburo centrale: osservare questa ripetizione aiuta a collegare parti distanti del prospetto senza ridurre la visita alla sola porta d’ingresso.
Il portico scomparso e il monastero
Sui fronti esterni rimangono tracce di un portico, con sostegni che proseguono al di sotto dell’attuale livello della strada. È un particolare utile per leggere il rapporto fra monumento e città: il piano dal quale lo si osserva oggi non coincide con quello originario. Le porzioni interrate vanno considerate indizi della trasformazione del contesto, non elementi incompleti del progetto romanico.
Il monastero adiacente fu successivamente destinato alla Biblioteca comunale. La vicenda si collega a Palazzo Vischi, precedente sede della biblioteca: due edifici diversi permettono così di seguire anche la storia delle istituzioni culturali tranesi.
Da piazza della Libertà il confronto può proseguire con Sant’Andrea, in via Mario Pagano. Lì la cupola organizza uno spazio più raccolto, qui una sequenza di tre cupole accompagna la navata: è un modo concreto di riconoscere la varietà del romanico cittadino.
Orientarsi
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