Tradizioni e cultura · Preparare il matrimonio
Il galateo del matrimonio
Partecipazioni, spese, tavoli e rituali del ricevimento nel galateo tradizionale, con alternative rispettose dei legami e delle scelte di oggi.
Il galateo come repertorio di consuetudini
Il galateo del matrimonio raccoglie consuetudini diverse per epoca, ambiente e famiglia. Conoscerle può aiutare a capire un invito o un cerimoniale, ma non obbliga a riprodurle. Le sequenze descritte qui sono modelli tradizionali: non garantiscono una festa perfetta e non stabiliscono chi conti di più o quali ruoli debbano assumere donne e uomini.
Potete conservare i gesti che sentite vostri e adattare gli altri a disponibilità economiche, legami e desideri delle persone coinvolte.
Gli invitati, le partecipazioni e i ringraziamenti
Il numero degli invitati dipende da desideri, budget e capienza. Potete scegliere una festa piccola e non siete tenuti a invitare ogni collega o conoscenza. Una consuetudine colloca in chiesa familiari e amici della sposa a sinistra, quelli dello sposo a destra; altre prevedono l'attesa sul sagrato o l'ingresso finale della sposa accompagnata dal padre. Non è documentata una regola diversa valida per tutta Trani. Accompagnatori e posti si possono concordare secondo legami e accessibilità, senza dividere necessariamente gli ospiti in due gruppi.
È buona norma far recapitare le partecipazioni almeno due mesi prima dalla data del matrimonio. Lo schema tradizionale dell'annuncio da parte dei genitori prevedeva:
- In alto a sinistra i nomi dei genitori della sposa.
- In alto a destra i nomi dei genitori dello sposo.
- Al centro «annunciano il matrimonio dei loro figli», con il nome della sposa e nome e cognome dello sposo.
- In fondo luogo, data e orario della cerimonia.
Oggi la coppia può annunciare direttamente le nozze, indicando i nomi in modo paritario. L'invito al ricevimento può stare su un biglietto separato nella stessa busta. È preferibile utilizzare lo stesso stile tipografico per entrambe le parti. Per l'eventuale lista nozze potete usare un'indicazione discreta o rispondere a chi la richiede: un contributo non è condizione per partecipare.
Entro un mese dal matrimonio è poi opportuno inviare un bigliettino di ringraziamento a tutte le persone che hanno inviato un telegramma, un biglietto di auguri o un regalo.
Suddivisione delle spese
La ripartizione seguente appartiene a un modello tradizionale e non è necessariamente equa. Non costituisce una regola economica o legale e non obbliga le famiglie a finanziare le nozze. Le spese vanno concordate secondo risorse e disponibilità, evitando che un contributo diventi il diritto di imporre scelte.
Voci tradizionalmente attribuite alla famiglia dello sposo
- Anello di fidanzamento.
- Bouquet della sposa.
- Appartamento, in acquisto o in affitto.
- Fedi nuziali.
- Arredamento della casa.
- Viaggio di nozze.
- Offerta per la chiesa.
- Noleggio dell'auto.
Voci tradizionalmente attribuite alla famiglia della sposa
- Corredo personale e per la casa.
- Partecipazioni e inviti.
- Bomboniere e confetti.
- Ricevimento.
- Addobbi floreali per la chiesa.
- Camera da letto.
Il ricevimento
Anche il ricevimento aveva un cerimoniale di ruoli e precedenze. I passaggi che seguono lo descrivono, senza proporlo come un copione obbligatorio: un ballo, un discorso o la distribuzione dei doni possono essere condivisi, affidati a chi lo desidera oppure omessi.
Nel modello tradizionale gli sposi aprivano le danze con un lento, soli sulla pista; alla sposa era affidata la consegna di confetti e bomboniere, allo sposo il discorso di ringraziamento. L'accoglienza spettava a entrambi. Oggi la coppia può dividere liberamente questi gesti e affidare il controllo del servizio a un referente, senza trascorrere la festa a supervisionare ogni dettaglio.
Il medesimo cerimoniale affidava ai genitori della sposa l'accoglienza durante l'eventuale attesa del servizio fotografico. Al secondo giro di danza la madre ballava con il genero, al terzo il padre con la figlia.
Per i genitori dello sposo prevedeva il ballo del padre con la sposa dopo l'apertura e quello della madre con il figlio al terzo giro. Sono sequenze facoltative, da adattare con sensibilità a famiglie, assenze e desiderio di ballare.
La disposizione dei tavoli
Per la disposizione dei tavoli all'interno della sala ricevimenti è possibile adottare diverse soluzioni, senza usare la distanza dalla coppia come misura dell'importanza degli invitati.
Fra gli schemi descritti dal galateo tradizionale c'è quello a ferro di cavallo. Il tavolo degli sposi, dislocato al centro con la sposa seduta alla destra del marito, si vedrà affiancato sulla destra della sposa, in ordine, dal padre dello sposo, un testimone, il padre della sposa e un altro testimone. Sulla sinistra dello sposo vediamo, invece, la madre della sposa, un testimone (o, eventualmente, il sacerdote), la madre dello sposo e un testimone.
È, però, anche possibile disporre i tavoli in modo che vi sia quello d’onore centrale (circolare o rettangolare) con, a seguire, una serie di tavoli per gli invitati, preferibilmente in gruppi da sei. L'alternanza di un uomo e una donna appartiene al modello tradizionale: potete preferire affinità, legami ed esigenze pratiche, senza separare coppie o forzare categorie di genere. Il tavolo d'onore dovrebbe mantenere una distanza equa dagli altri tavoli.
Il taglio della torta
Sicuramente tra i momenti più importanti del ricevimento, il taglio della torta non deve avvenire necessariamente a fine evento. Il cerimoniale tradizionale prevedeva la torta intera davanti agli sposi, con lo sposo a impugnare il coltello e la mano della sposa sulla sua; assegnava poi alla moglie il servizio delle prime fette al marito, alla suocera, alla madre, al suocero, al padre e ai testimoni. Conoscere quest'ordine non obbliga a seguirlo: potete tagliare insieme la prima fetta nel modo più comodo e lasciare il servizio al personale. Agli invitati la torta sarà servita dai camerieri.
Al taglio della torta si possono associare un brindisi e, se desiderato, il lancio del bouquet. Consumata la torta è possibile servire altri dolci come pasticcini, gelati e macedonie di frutta.