Profilo biografico · Personaggi di Trani

Benedetto Ronchi

Bibliotecario e studioso di Trani, Benedetto Ronchi unì la cura delle raccolte cittadine alla ricerca sulla storia e sui monumenti.

Benedetto Ronchi

Nato a Trani nel 1921, e qui morto nel 1990. Conseguita la maturità classica al Liceo Davanzati, si iscrisse alla Facoltà di Lettere dell'Università di Napoli. Ma arruolato nella Aeronautica, con destinazione Siena, fu costretto a interrompere gli studi. Ritornato civile, riprese gli studi e si laureò nel 1949. Nel 1952 assunse la Direzione della Biblioteca Comunale "G. Bovio", e fino al suo collocamento a riposo, avvenuto nel 1979, egli si prodigò proficuamente per il suo incremento bibliografico e per la sua affermazione come istituzione culturale di sempre più largo interesse pubblico.

Fu quindi promotore e Direttore del Museo Diocesano di Trani. Fu anche Ispettore onorario ai monumenti ed alle antichità del Territorio di Trani e Presidente della Sezione locale della Società di Storia Patria. Autore di numerose pubblicazioni di storia e arte locale, Benedetto Ronchi, ricollegandosi alle gloriose tradizioni storiografiche tranesi, profuse nel recupero della memoria storica della sua città natale, dei suoi monumenti e dei suoi figli più illustri, tutto l'amore e l'impegno di cui fu capace.

Sotto la sua direzione, la Biblioteca divenne un centro primario di cultura non solo sul territorio tranese, ma in tutto il Comprensorio Nord Barese e oltre. Eppure la sua attività professionale non partì dalla Biblioteca, ma dalla Segreteria del Comune di Trani in qualità di Ufficiale Amministrativo nel lontano 1949. Ronchi ricoprì tale incarico, però, solo per pochi anni: infatti, l'improvvisa morte dell'arciprete Raffaele Sarno, avvenuta l'11 aprile 1952, rese vacante la direzione del prestigioso istituto tranese. In lui si individuarono subito le caratteristiche della persona più idonea a ricoprire tale incarico in virtù sia della sua preparazione culturale, arricchita dalla Laurea in Lettere, sia della esperienza acquisita nella pubblica amministrazione.

Nominato Direttore capo, da subito, il Ronchi dovette far fronte ad una mole di lavoro non più procrastinabile, soprattutto per la donazione del fondo librario Beltrani avvenuto qualche tempo prima.

La Biblioteca si trovava in pessime condizioni e bisognava riammodernarla tutta, attraverso una nuova schedatura del patrimonio librario più moderna e funzionale, ed interventi di ristrutturazione dell'immobile, in modo da renderla più capiente ed accogliente per il pubblico. Tutte queste incombenze di biblioteconomia e burocrazia avrebbero spaventato chiunque, data la enorme mole di lavoro da compiere, ed invece furono portate a termine egregiamente dal giovane direttore: si consideri che, per la schedatura dei volumi, egli potè contare solo su un aiuto-bibliotecario ed un messo inserviente.

Grazie a dei contributi erogati dal Ministero della Pubblica Istruzione e dalla Soprintendenza di Bari, il Ronchi potè poi provvedere all'acquisto di nuove scaffalature in metallo che presero il posto di quelle in legno, vecchie ed ormai poco funzionali per le mutate esigenze. Ben presto l'Istituto tranese si configurò come una moderna e dinamica struttura, in grado di rivaleggiare con altre e ben più prestigiose biblioteche italiane.

Cospicue donazioni librarie private e rari e preziosi manoscritti, subito resi accessibili agli studiosi attraverso un efficiente servizio di infrastrutture, andarono ad ampliare il già ragguardevole numero di volumi in esso custoditi.

Con Ronchi la Biblioteca Comunale assurge un ruolo ed una organizzazione invidiabile persino da un centro universitario, e mantiene inalterato e vitale il prestigio delle tradizioni tranesi, con un patrimonio librario vasto, aggiornato ed assortito, tale da servire alle esigenze anche superiori. La sua fu una gestione moderna, svincolata da grettezze moralistiche ma non priva di cautele educative, aperta alla fruizione del patrimonio della cultura da parte di tutti, grazie ad un metodico e certosino approntamento dei mezzi di consultazione e ad una competente ed ospitale assistenza.

Ronchi affiancò al patrimonio librario della "Bovio" pure una nutrita collezione di incisioni discografiche di musica classica e per l'apprendimento delle lingue straniere. Ciò non deve stupire, vista la sua passione per l'arte musicale e la cura nel dotare la Biblioteca anche di pubblicazioni a carattere musicale: libri sulla storia della musica e sui musicisti, spartiti e partiture di opere liriche.

Opere

• "I manoscritti della Biblioteca Comunale Giovanni Bovio di Trani" - 1967

• "Trani" - 1967

• "La Biblioteca Comunale Giovanni Bovio nel primo centenario" - 1970

• "Francesco Ferrara, rime e scene popolari tranesi" - 1974

• "Guida breve del Museo Diocesano di Trani" - 1976

• "Valdemaro Vecchi, pioniere dell'editoria e della cultura in Puglia" - 1979

• "Invito a Trani" - 1980

• "Qualche parola sulla storica culla degli Statuti Marittimi" - 1980

• "La chiesa di Ognissanti di Trani" - 1982

• "Indagine sullo sviluppo urbanistico di Trani dall'XI al XVIII secolo" - 1984

• "La Cattedrale di Trani" - 1985

• "L'Azienda elettrica locale. Una presenza operosa nella vita sociale ed economica di Trani" - 1989

• "Appunti di biblioteconomia e bibliografia" - 1990.

Intensa fu poi la sua collaborazione al "Tranesiere" di Raffaello Piracci e suoi scritti apparvero anche su quotidiani e altre riviste. Ronchi fu in possesso di una cultura viva e qualificata; le sue spiccate doti di grande umanista e di particolare zelo nell'esercizio della professione, gli valsero la stima e più profonda ammirazione di studiosi e di semplici cittadini di ieri e di oggi.

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