Profilo biografico · Personaggi di Trani

Nicola Sciascia: da Trani alla Nuova Zelanda

Il marinaio tranese, la famiglia italo-māori e il filo di lettere che unì due estremità del mondo.

Nicola Sciascia

Il ritratto che segue proviene da un servizio di Micaela Mecocci per RAI International, con la testimonianza di Francesco Paolo Fulci. I riferimenti alla consistenza della famiglia e agli incontri “negli ultimi anni” si riferiscono a quel racconto, non a un censimento aggiornato dei discendenti. Le ipotesi sui motivi della partenza restano distinte dalle notizie biografiche.

Molti sono gli esempi di italiani che, nel mondo e nelle diverse epoche, hanno realizzato imprese degne di nota. Oggi dedichiamo la nostra puntata a Nicola Sciascia, un uomo che, nella seconda metà dell'Ottocento, ha dato inizio a qualcosa di molto particolare, se non forse unico al mondo: una famiglia di italo-maori che conta oggi oltre 3000 persone.

Una famiglia di marinai tranesi

Nicola Sciascia era nato il 13 aprile 1840 a Trani, in Puglia, da una famiglia di antiche tradizioni marinare. Da diverse generazioni, infatti, gli Sciascia erano "padroni di legno" ovvero proprietari di piccole imbarcazioni di legno su cui viaggiava un equipaggio di 5 o 6 persone che facevano la spola tra le Puglie ed il litorale dalmata. All’andata trasportavano derrate alimentari, vino e prodotti agricoli. Nicola, ancora giovane, decise di arruolarsi nella marina mercantile borbonica, forse per spirito di avventura.

La partenza e gli anni senza notizie

Nicola lascia Trani e la costa adriatica all'età di 19 anni e parte alla volta di nuovi lidi. I suoi genitori ed i suoi fratelli rimangono in attesa di sue notizie per 13 lunghi anni, durante i quali non sanno né dove si trova Nicola né cosa faccia. Hanno solo, ad un certo punto, una notizia di seconda mano che un fratello di Nicola riceve da un altro marinaio. Questi racconta di aver incontrato il giovane mentre era imbarcato su una nave mercantile americana che navigava le acque del Pacifico. A quanto pare, Nicola non si faceva più chiamare Sciascia, ma aveva anglicizzato il suo nome in Sheasher.

Il racconto dell’amore impossibile

Sono state fatte varie congetture sul perché, improvvisamente, e a soli 19 anni, Nicola decide di lasciare la sua città e la sua famiglia e scomparire letteralmente nel nulla. A Trani, tra gli abitanti della città, si narra ancora di una storia d'amore che era nata tra Nicola ed una giovane fanciulla appartenente all'aristocrazia locale. Tale relazione, sembra, non era ben vista a causa della differenza di classe sociale dei due giovani innamorati e fu, forse, per sottrarsi a questa difficile situazione, che Nicola decise di lasciare tutto e partire. Questa versione dei fatti appare confermata da un dato singolare: molti anni dopo, Nicola darà ad una delle sue figlie il nome di Maria Cristina, un nome in realtà estraneo alla tradizione di famiglia. Il nome di Maria Cristina risulta però essere appartenuto ad una sola ragazza vissuta a Trani all'epoca in cui viveva Nicola. Si trattava per l'appunto di una giovane di buona famiglia, nata poco dopo la morte di Maria Cristina di Savoia e battezzata come la venerabile regina delle due Sicilie in segno di devozione. Era lei, forse, la donna che Nicola amò di un amore impossibile.

Le lettere dalla Nuova Zelanda

È dunque il 1860 e Nicola non è più a Trani. La sua vita sta per prendere un corso ben diverso da quello dei suoi fratelli e lo porterà molto lontano. Per 13 anni – come abbiamo detto – la sua famiglia non ha quasi notizia di lui, finché finalmente, nel 1873, arriva a Trani una lettera in cui Nicola comunica ai propri parenti di essersi ormai stabilito letteralmente dall'altra parte del mondo, in Nuova Zelanda.

Nicola arriva sulle coste neozelandesi e trova lavoro, dapprima come pilota di porto e poi, successivamente, come guardiano di faro. I suoi familiari, ora che finalmente sanno dove raggiungerlo, gli scrivono numerose lettere, cercando di convincerlo a tornare in Italia e promettendogli un avvenire sicuro. Sono certi che la sua conoscenza della lingua inglese gli permetterà di trovare un buon lavoro presso le ferrovie. Da pochi anni, infatti, è stata inaugurata la cosiddetta "valigia delle Indie", la linea ferroviaria che collega Londra e il Nord Europa all'Oriente e attraversa l'Italia. Qui – insiste la famiglia di Nicola – il suo inglese sarà un bene prezioso.

Nicola, però, non si lascia persuadere a tornare. Da questo momento rimane in un costante e affettuoso contatto epistolare con la famiglia in Italia e manda anche cospicui aiuti economici alla madre rimasta vedova. Ma non rivedrà mai più né i suoi cari né la sua terra d'origine.

Due Bibbie per imparare l’inglese

Su come Nicola fosse arrivato ad Aotearoa, "la terra della grande nuvola bianca", come i Maori chiamano la Nuova Zelanda, non si hanno notizie precise. Si era imbarcato, forse in Scozia, su uno dei piroscafi che portavano oltre oceano i coloni scozzesi. Ma questa è solo una supposizione. Ciò che si sa è che a Nicola non mancavano l'ingegno e le risorse e, quando probabilmente, intorno ai trent'anni, mise piede in Nuova Zelanda, portava con sé un singolare bagaglio: possedeva ben due copie della Bibbia, una in italiano ed una in inglese. Era stato infatti, proprio attraverso la lettura comparata delle Sacre Scritture nelle due lingue, che Nicola aveva appreso un così buon inglese durante le sue lunghe navigazioni.

Ryria e la nuova famiglia

In Nuova Zelanda, Nicola incontra la donna che da lì a poco diventerà sua moglie: Ryria Mc Gregor, una donna che è per metà di sangue reale Maori e per metà di origine scozzese. Dal loro matrimonio nasceranno 11 figli. Avendo passato tanto tempo per mare, Nicola era diventato anche un esperto conoscitore del firmamento e possedeva alcuni rudimenti di astronomia e meteorologia, conoscenze molto utili per il suo impiego di pilota di porto.

Un giorno, però, Nicola viene sorpreso a dormire sul lavoro e questo gli costerà assai caro. L'incarico gli viene immediatamente revocato. Ma Nicola riesce a dimostrare che non si era trattato di negligenza. Era stato colto dalla febbre e stava cercando ugualmente di svolgere il proprio lavoro. In considerazione di questa attenuante, a Nicola viene affidato un nuovo incarico e viene mandato a sorvegliare il faro di Portland Island. Qui, Nicola troverà la morte in modo drammatico nel 1898. Una mattina infatti, uno dei suoi due assistenti lo scopre morto aggredito da un toro inferocito che continua a muovere avanti e indietro il povero cadavere martoriato. A quel tempo Nicola stava per diventare padre della sua undicesima figlia, Tutu, che nascerà però già orfana.

La memoria e i legami ritrovati

A Portland Island si trova la tomba solitaria di Nicola Sciascia. È infatti l'unica in tutta l'isola e, negli ultimi anni, è diventata meta di pellegrinaggi. Nicola Sciascia va ricordato per essere stato uno dei primi italiani a stabilirsi in Nuova Zelanda ma, soprattutto, per la straordinaria sensibilità e capacità di integrarsi con la cultura Maori del luogo. A riprova di ciò sta il fatto che, dal matrimonio tra Nicola e Ryria, un uomo e una donna di origini tanto diverse, è nata una famiglia così numerosa che oggi conta oltre 3000 membri.

Questa famiglia si è riunita e ritrovata negli ultimi anni grazie alla dedizione di Sonny Sciascia, un discendente di Nicola che, dalla Nuova Zelanda si è messo alla ricerca dei suoi parenti italiani, di quella che lui chiama l'altra metà degli Sciascia. Dopo vari tentativi e dopo alcuni anni, finalmente gli Sciascia neozelandesi sono arrivati a riallacciare i legami con gli Sciascia italiani. Fra questi ultimi, Sonny Sciascia, ha trovato anche l'Amb. Paolo Fulci, nipote di Carlo Sciascia, figlio di un fratello di Nicola. È proprio Paolo Fulci che ci ha raccontato di queste ricerche e di come la storia della famiglia Sciascia confermi che la costanza del proposito sia proprio il segreto del successo.

Bibliografia e crediti

Servizio di Micaela Mecocci per RAI International, con il ritratto e la testimonianza dell’ambasciatore Francesco Paolo Fulci. Testo storico: i riferimenti a “oggi” appartengono all’epoca del servizio.

Continua in Personaggi

Nella stessa sezione

Vedi tutti

Personaggi

Benedetto Ronchi

Bibliotecario e studioso di Trani, Benedetto Ronchi unì la cura delle raccolte cittadine alla ricerca sulla storia e sui monumenti.

Profilo biografico 4 min di lettura

Personaggi

Giovanni Macchia

Trani 14 novembre 1912 - Roma 30 settembre 2001

Profilo biografico 6 min di lettura

Personaggi

Raffaello Piracci

Insegnamento, ricerca storica e impegno civile nella vita di Raffaello Piracci, legata alla lunga esperienza del Tranesiere.

Profilo biografico 4 min di lettura

Continua a scoprire

Potrebbe interessarti anche

Castello Svevo

Castello Svevo di Trani

La fortezza di Federico II sul mare: architettura, iscrizioni, dinastie e trasformazioni dal 1233 al Novecento.

Luogo da scoprire 12 min di lettura

San Nicola

San Leucio, primo patrono di Trani

Il primo patrono di Trani e i legami con Villavallelonga: tradizioni agiografiche, reliquie del 1778 e iscrizioni del centenario.

Storia e documenti 4 min di lettura