Documento e ricerca · Trani ebraica
Il Lunario di Trani e la rinascita della comunità ebraica
Grazia Sarah Tiritiello e Francesco Israel Lotoro presentano il Lunario e i progetti della comunità nei primi anni Duemila.
Presentazione dei primi anni Duemila firmata da Grazia Sarah Tiritiello e Francesco Israel Lotoro. L’intestazione indica 2005–2006, mentre il corpo cita il Lunario 5767: la discordanza richiede il frontespizio. I progetti di servizi, accademia e foresteria sono annunci dell’epoca, non disponibilità attuali. I riferimenti celebrativi a una «culla» dell’ebraismo europeo non indicano un’unica origine della diaspora.
Il ritorno della comunità e il suo contesto
Il ritorno degli Ebrei a Trani dopo 500 anni è un avvenimento di enorme portata sociale, a prescindere dal suo significato religioso. Da Sannicandro Garganico a Trani a Oria e Otranto, la Puglia ha sempre avuto una sorta di spina dorsale ebraica. Uno dei centri ebraici più importanti di Puglia fu Siponto dove sorse una sinagoga nei secoli XI-XII e. v. e operarono Maestri quali Leon ben Elhanan, Anan bar Marinus haChoen e Isaq ben Melkisedeq. A Bari operò Elyah bar Shemayah mentre Shabbetai Donnolo operò a Oria e Abravanel a Monopoli. Oggi l’ebraismo di Puglia si è finalmente solidificato in uno status visibile di comunità a Trani. Trani è attualmente Sezione della Comunità Ebraica di Napoli; essa è stata culla dell’Ebraismo europeo dal sec. IX al sec XVI e. v., da qui la Diaspora ebraica si è prorogata presso l’intero continente europeo. Trani stessa è stata sede di 4 sinagoghe e una enorme attività di studio e approfondimento del pensiero religioso ebraico. Nel Medioevo la presenza di una consistente colonia ebraica concentrata nella Giudecca favorì lo sviluppo dell’economia tranese. L’imperatore Federico II di Svevia cedette agli Ebrei della città il monopolio della lavorazione e rivendita della seta grezza in tutto il Meridione, ivi operarono grandi maestri biblisti e talmudisti quali Isaiah ben Malì il vecchio e suo nipote Isaiah il Giovane; i loro commentarii sono ancor oggi studiati nelle più importanti accademie rabbiniche di tutto il mondo. La comunità ebraica tranese divenne altresì punto di riferimento dell’attività commerciale e politica sotto il dominio Angioino e godeva della più vasta stima e riconoscenza a dispetto di una legislazione sempre meno permissiva e tollerante verso gli Ebrei dell’Italia meridionale. Il declino della comunità ebraica tranese, conseguentemente ai decreti di espulsione emanati dal Regno di Napoli, alle conversioni coatte incoraggiate dalla Chiesa e al dilagante Marranesimo non hanno minimamente inficiato il focolare ebraico che oggi ha ripreso vigore in Trani. La Sinagoga Scolanova, restituita all’uso ebraico nel 2005, è un edificio medievale. L’affermazione originaria «la più antica Sinagoga d’Europa» è celebrativa: senza precisare costruzione, conservazione e continuità d’uso non può essere assunta come un primato accertato. Nel testo si annunciava un servizio di controllo della kasherùth, una Accademia rabbinica per lo studio della lingua e della tradizione ebraica e una foresteria presso l’Università Ebraica di Trani. [Nota editoriale: manca il raccordo nella frase seguente.] È ricordato il Rav Shalom Bahbout, una delle più conosciute autorità dell’Ebraismo italiano e internazionale, fondatore del Beit haMidrash Tiferet di Gerusalemme e tra i più entusiasti fautori del ritorno dell’Ebraismo a Trani. Lo spirito con il quale è rinata la comunità di Trani è quello di restituire il prestigio e l’importanza nel panorama sociale, religioso e culturale ebraico.
I contenuti del Lunario
Il lunario di Trani 5767 (110 pagine ricche di vedute e scorci fotografici di Trani realizzati da Alessandro Bove di TRANIWEB) è l’asse portante della sua vita religiosa e sociale. Con il Lunario, l’Ebreo ha costantemente sotto gli occhi le coordinate temporali per la sincronizzazione del calendario civile con quello religioso, le coordinate astronomiche per le entrate e uscite del Shabbàt e Yom Tov a Trani (per la tabellazione astronomica si ringrazia il Maestro Ariel di Porto della Comunità Ebraica di Roma), l’applicazione delle principali mitzvòt spiegate in modo semplice, elementi di storia del pensiero e costume ebraico, scritti rabbinici, riflessioni su storia e attualità ebraica, descrizione delle attività in corso degli Ebrei di Trani, principali tefilloth (preghiere) e berachoth (benedizioni) in ebraico traslitterato in caratteri latini. Dulcis in fundo, un buon ricettario di cucina ebraica in forma di menù completi che permettono di cucinare kashèr utilizzando quanto più possibile cibi e prodotti della cucina pugliese perché l’Ebreo non perda mai di vista l’insostituibilità della kasherùth e del mangiare kashèr come elemento che santifica e purifica la casa, la famiglia e la socialità ebraica. Ci sentiamo di dire che il Lunario di Trani è una conquista dell’Ebraismo italiano verso il quale Trani nutre sentimenti di gratitudine.
I ringraziamenti degli autori
Un sincero grazie a tutti coloro che hanno creduto in noi sin dal primo momento: al Prof. Guido Regina di Bari, al Presidente della Comunità Ebraica di Napoli, al Prof. Arie Ben Nun di Roma, al Sindaco di Trani Dr. Giuseppe Tarantini e all’Assessore alla Cultura Avv. Nicola Quinto, al Keren Hayesod Italia che ci ha affiancati nella produzione del Lunario, ai tanti amici e corregionali che ci stanno aiutando nello sforzo immane di acquisire definitivamente il Palazzetto dell’Università Ebraica di Trani attiguo alla Sinagoga Scolanova.
Grazia Sarah Tiritiello Francesco Israel Lotoro