Il porto di Trani al crepuscolo con barche ormeggiate, il lungomare illuminato e, sullo sfondo, la Cattedrale e il campanile illuminati sotto un cielo con nuvole arancioni

Guida · Origini e Medioevo

Guida storica di Trani e del suo territorio

Una guida storica di Mario Schiralli, con premessa di Benedetto Ronchi, fra territorio, porto, monumenti e trasformazioni cittadine.

Guida storica di Mario Schiralli, con premessa di Benedetto Ronchi. I riferimenti a uffici, trasporti, attività economiche e appuntamenti descrivono il contesto della pubblicazione e non costituiscono indicazioni aggiornate per la visita.

Premessa di Benedetto Ronchi

Dalla costa adriatica a oriente dell’ Ofanto, la Murgia della Terra di Bari s’alza con lievi pendenze, con larghe terrazze, con gradini non alti, qua e là rotti dalle “lame”. È un grande banco di calcare, inclinato dolcemente a maestro verso l’Adriatico, strapiombante bruscamente sulla fossa premurgiana a libeccio. L’entroterra era, forse un tempo, una grande selva, quella stessa in cui si muoveva alla caccia Federico II da Castel del Monte.

Oggi la Murgia, specie verso il mare, è una delle zone ove la trasformazione agricola è stata più profonda nel nostro secolo: uliveti e vigneti, frutteti e orti di primizie guadagnati con duro lavoro ricoprono i bianchi terrazzi calcarei. Mosti generosi e mandorle, e olio soprattutto, formano la ricchezza agricola della zona. Sulla costa, nelle insenature naturali, i porti di pesca e di commercio sono frequenti, perché la Puglia è terra agricola marinara. Trani è uno di questi.

La città e il territorio

La città di Trani è caratterizzata da una posizione geografica ideale per essere al centro dell’hinterland del nord barese e della costa adriatica pugliese. Servita da un soddisfacente sistema viario (Autostrada A14 Pescara -Bari con casello di uscita, S. S 16 e 16 bis, S. S 378 Trani - Altamura, provinciale Trani- Andria) e ferroviario(linea Bari-Foggia), a poco più di 40 Km. da Bari, ha la peculiarità di possedere requisiti e connotazioni tali da renderla contemporaneamente località turistico - balneare nonché centro ricco di arte e storia.

Prima città della Regione, non capoluogo, ad essere sede di Azienda di Soggiorno e Turismo(fu istituita nell’Agosto del 1952), Trani è anche un importante polo giudiziario e amministrativo per la presenza del Tribunale, con giurisdizione su undici comuni, di importanti uffici statali (Ufficio Unico delle Entrate, Conservatoria dei Registri Immobiliari, Archivio di Stato e Archivio Notarile); nonché sede di Arcidiocesi, tra le più antiche d’Italia(la tradizione ricorda san Redento; il primo vescovo storicamente certo è Eutichio, attestato nel 501 e 502)comprende anche i comuni di Barletta, Bisceglie, Corato, Margherita di Savoia, San Ferdinando e Trinitapoli.

Si può affermare, senza tema di smentita, che Trani ha sempre svolto un ruolo di primissimo piano nel panorama storico-culturale del Mezzogiorno d’Italia per il suo cospicuo patrimonio artistico, architettonico e monumentale. Il suo centro antico, intessuto di preziose e indelebili testimonianze architettoniche e documentarie della propria storia millenaria, richiama da sempre un intenso flusso turistico nazionale ed estero che ha fatto registrare, nel corso degli anni, presenze illustri tra le quali, nel passato, quelle di Re Vittorio Emanuele II e del Principe ereditario Umberto di Savoia, del Kaiser Guglielmo II, e, in tempi recenti, di Re Gustavo Adolfo di Svezia, dei Reali d’Inghilterra, i principi Carlo e Diana, e del Belgio, Alberto e Paola, del presidente della Repubblica Federale Tedesca, Richard von Weizsäcker che, sostando dinanzi alla Cattedrale ha voluto rendere il più bel tributo di omaggio alla città affermando che “si comincia ad amare l’Italia da questa piazza”.

Le origini di questa città, l’Atene delle Puglie, come la definì il grande letterato e parlamentare irpino Francesco De Sanctis, si perdono nella notte dei tempi. Importanti ritrovamenti archeologici sul territorio e, in particolare, sulla penisoletta di Colonna, che attestano inequivocabilmente la presenza in loco di frequentazione occasionale neolitica antica (VII-V millennio a. C.) e di insediamenti umani risalenti all’età del Bronzo-Antico, Medio (XV-XI sec a. C) e del Ferro, autorizzano l’ipotesi che questa città possa essere esistita in età preistorica, atteso che la presenza del suo porto, insenatura naturale dovuta all’azione erosiva di un torrente, può aver favorito il sorgere di alcune case e, di conseguenza, di agglomerati di vita dei primi abitanti che avevano a disposizione un clima mite, un mare pescoso, un terreno fertile e, soprattutto, abbondanza di tufo per la costruzione delle loro abitazioni.

Il porto e la città conobbero il massimo fulgore nel medioevo per gli intensi commerci con l’Oriente. Non a caso diverse nazioni estere avevano aperto a Trani i loro uffici di rappresentanza, documentati ancora oggi dalle “insegne” incise sugli architravi di pietra di alcuni locali nei pressi della Cattedrale, come pure cospicua era la presenza ebraica in un quartiere che contava quattro sinagoghe, delle quali due ancora esistenti.

Dal porto di Trani salpavano alla volta della Terrasanta le galere dei Crociati, due delle quali furono armate proprio dai tranesi. Al loro ritorno i Crocesegnati venivano accolti in ospedali costruiti in prossimità del bacino portuale dai Gerosolomitani e dai Templari. La tradizione vuole che la città abbia ospitato anche Pietro l’eremita, reduce del Santo Sepolcro.

Dal 1043 al 1073 era libera repubblica, autosufficiente nei suoi commerci sul mare, civicamente matura e capace di darsi i suoi magistrati e le sue leggi. Fu proprio in questo periodo che nel 1063, godendo Trani di autonomia amministrativa, si ebbe in loco la promulgazione degli Ordinamenta Maris, ritenuto il più antico codice marittimo del medioevo, più comunemente conosciuto come gli Statuti Marittimi.

La prosperità economica continuò anche sotto Federico II di Svevia. A fasi diverse del Medioevo risalgono i monumenti più insigni della città: dalla Cattedrale Romanica (sec XII), definita la Regina delle Cattedrali di Puglia, al Castello Svevo (1233), dalle tipiche forme dei manieri medioevali, dalla chiesa romanica dei Templari (sec XII) a quelle posteriori a cupola di sant’ Andrea e di san Francesco.

Nel sec. XVI, invece, Trani si affermò come centro politico, giudiziario e amministrativo della Terra di Bari. Di grande importanza, a questo proposito, fu l’istituzione della Sacra Regia Udienza nel 1586 che innescò nuove prospettive di sviluppo economico e sociale della città che, dopo essere stata per circa quattro secoli centro marinaro e commerciale, assunse al rango di principale città della Terra di Bari, non solo sul piano amministrativo, ma anche su quello culturale. La città mantenne tale primato ininterrottamente sino al 1808, quando perse il titolo di capoluogo della Terra di Bari.

Nei secoli XVIII e XIX Trani fece registrare una forte e significativa espansione urbanistica, dopo quella dei secoli precedenti avvenuta all’interno della cinta muraria, abbattuta nel 1840 per consentire la nascita del “borgo”, e con il sorgere di una miriade di ville signorili e di giardini che caratterizzano ancora oggi il suo territorio urbano. Il suo incantevole bacino portuale, tra i più attrezzati di quelli del basso Adriatico per la nautica da diporto, presente con centinaia di imbarcazioni, costituisce, ormai da diversi anni, un punto fermo nel panorama della nautica sportiva nazionale ed internazionale, avendo già ospitato importanti competizioni come il campionato del mondo di motonautica, l’Adriatic Cup di vela abbinata alla lotteria del mare, la Trani - Dubrovnik di vela con relativo gemellaggio tra le due città, il campionato italiano Meteor, e quasi tutte le edizioni della Venezia - Montecarlo di motonautica e del Giro d’Italia a Vela, manifestazioni che fanno tappa a Trani.

Il richiamo esercitato da Trani su organismi nazionali ed internazionali non si limita alle manifestazioni sportive: altri enti, da diversi anni, hanno rivolto la loro attenzione alla città, individuando in essa un tessuto socio- culturale ed un habitat ottimali per lo svolgimento di convegni, manifestazioni, master.

Di notevole suggestione sono anche le due maggiori feste religiose: quella della Croce di Colonna(3 maggio) e quella del Santo Patrono, san Nicola Pellegrino (ultima domenica di luglio). Entrambe sono caratterizzate da una suggestiva processione di pescherecci e imbarcazioni su una delle quali vengono trasportate le sacre immagini via mare dalla penisoletta di Colonna al porto. Nutrito è anche il programma di manifestazioni culturali e mondane che si tengono in estate nelle varie piazze cittadine, organizzate dalla civica Amministrazione. Trani, al giorno d’oggi, è una città viva sia dal punto di vista turistico, per i tantissimi suoi monumenti, che da quello economico potendo puntare su una ripresa industriale legata all’estrazione, lavorazione e commercializzazione della “pietra di Trani”, utilizzata nell’edilizia sin dal sec XVI, e per la presenza di varie industrie che operano nei settori metalmeccanico, del legno, agroalimentare e vitivinicolo, per la produzione di vini d. o. c, tra cui il famoso Moscato. La tradizione vitivinicola del territorio non va però confusa con l’antichità della moderna denominazione d’origine.

Il patrimonio monumentale della città è quasi tutto racchiuso nel centro antico, che, fino alla prima metà dell’Ottocento, era cinto dalla murazione voluta da Federico II. Sia che a Trani si arrivi in auto o in treno, il punto ottimale di partenza dal quale iniziare la visita della città è Piazza della Repubblica (nel passato particolarmente indicata col nome della vicina Bisceglie, per ricordare la demolita porta omonima), non a caso concepita, nella progettazione del “Borgo” ottocentesco, come struttura di aggregazione con i nuovi quartieri abitativi e oggi divenuta, in rapporto anche alle zone urbane di espansione, il centro della vita cittadina e l’abituale luogo di sosta e di incontro (da qui, in sostanza, inizia anche quel fantastico rettilineo, ricco di palazzi nobiliari rappresentato da corso Vittorio Emanuele).

L’ampia piazza, intersecata da via Cavour e delimitata da un duplice filare di lecci, presenta nella sezione orientale il monumento bronzeo eretto nel 1915 per onorare la memoria di Giovanni Bovio, filosofo e parlamentare, nato a Trani nel 1837. La statua, la cui monumentalità è accentuata dall’alto basamento in travertino, è opera dello scultore e uomo politico Ettore Ferrari, notissimo ai suoi tempi per essere stato tra l’altro Presidente dell’Accademia di Belle Arti, “che anche nel bronzo di Trani dette prova del suo verismo descrittivo, puntualmente esasperato dalla predilezione per gli atteggiamenti enfatici”(Benedetto Ronchi). Il monumento, che presenta il piedistallo interessato dalle figure allegoriche della Repubblica e della Scienza, è fiancheggiato da due ampie fontane, realizzate alcuni anni dopo, in pietra locale, dallo scultore tranese Antonio Bassi, in cui fanno spicco, per la loro buona fattura, rilievi a forma di medaglioni, simboleggianti, tra gli altri, l’arte, il lavoro, la filosofia e il diritto.

Fonte

Mario Schiralli, La guida di Trani, Capone Editore.

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Approfondimenti

1 pagina
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Bibliografia e crediti

Guida attribuita a Mario Schiralli dal credito conclusivo; premessa di Benedetto Ronchi. Capone Editore. Edizione e data da identificare.

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