Storia e documenti · Storia del Trani calcio
La Fortis Trani: dalla fondazione al cambio di presidenza (1999–2008)
La fondazione della Fortis nel 1999, il ritorno in Serie D e le difficoltà societarie fino al passaggio a Paolo Abruzzese.
Nel giugno 1999, due anni dopo la scomparsa della Polisportiva, nacque l’Associazione Sportiva Fortis Trani. Il progetto riportò al centro della vita calcistica cittadina l’obiettivo di risalire rapidamente le categorie: a promuoverlo furono nove imprenditori, coinvolti nell’iniziativa da Nicola Di Leo, ex portiere del Trani con trascorsi in Serie A.
La nuova società si affacciò in una città nella quale il calcio non si era fermato. L’Ursus Trani aveva cercato di raccogliere il seguito della Polisportiva, mentre altre realtà proseguivano la propria attività. La Fortis nacque con una distinta organizzazione e con un accesso al campionato di Promozione ottenuto attraverso un’operazione specifica sul titolo sportivo.
Perché il nome Fortis
La denominazione venne completata all’ultimo momento. A Trani era già affiliata da un paio d’anni l’Associazione calcio Trani, realtà dedicata esclusivamente al settore giovanile e guidata da Bruno Francischiello, ex giocatore della Polisportiva. La sua presenza rese necessario distinguere il nome della nuova società.
Francischiello non accettò di cambiare la denominazione della propria squadra. Il gruppo dei fondatori scelse quindi Fortis, richiamando il motto cittadino nel quale la parola compare insieme a Ferox e Fertilis. Il nome risolveva il problema della distinzione fra società e, nello stesso tempo, legava il nuovo progetto a un simbolo riconoscibile di Trani.
Il titolo della Libertas e il programma dei cinque anni
Per evitare di cominciare dalla categoria più bassa, i nove imprenditori rilevarono nel giugno 1999 il titolo sportivo di Promozione messo in vendita dalla Libertas, società barlettana. L’investimento fu di poco superiore a 100 milioni di lire.
Il programma indicava in cinque anni il tempo necessario per riportare la squadra ai livelli ambiti. L’inizio sembrò sostenere quelle aspettative: arrivarono due promozioni e la Fortis raggiunse la Serie D, nella quale disputò un buon campionato nel 2002-03. Al movimento sul campo si accompagnò anche un ritorno di entusiasmo sugli spalti.
La risalita favorì l’apertura di un club della tifoseria in via Nigrò, luogo di incontro del nuovo corso biancazzurro. Nella storia del tifo tranese, quella fase rappresentò una ripresa di partecipazione dopo la delusione seguita alla fine della Polisportiva.
La frattura fra i fondatori
La concordia del gruppo durò però soltanto circa tre anni. I contrasti fra gli imprenditori portarono a uscite successive dall’organigramma e lasciarono al comando il presidente Francesco Simone, imprenditore barese. Le difficoltà della gestione si accompagnarono a un’inversione del percorso sportivo.
In due stagioni il Trani tornò in Promozione pugliese, la categoria dalla quale era partito. Il bilancio delle due promozioni venne così controbilanciato da altrettante retrocessioni. La velocità della salita non aveva prodotto una stabilità societaria sufficiente a consolidare la presenza in Serie D.
Coppa, play-off e cambio di presidenza
La Fortis raggiunse la semifinale della Coppa Italia dilettanti nella fase pugliese, uno dei risultati significativi del primo ciclo.
Il campionato di Serie D segnò il punto più alto della prima risalita, dopo le due promozioni ottenute dalla fondazione.
La squadra arrivò alla semifinale dei play-off di Promozione. Il piazzamento non coincise con un nuovo salto di categoria.
Francesco Simone lasciò la presidenza a Paolo Abruzzese, già alla guida della Polisportiva Trani, che tornava nel calcio con l’obiettivo di riaprire un percorso di crescita.
Il ritorno di Abruzzese collegava il nuovo club a un protagonista della precedente esperienza professionistica, ma avveniva all’interno di un’altra società e in condizioni sportive differenti. Nei primi anni della Fortis, slancio dei fondatori, risalita e crisi avevano già mostrato quanto fosse difficile trasformare l’ambizione cittadina in una permanenza stabile nelle categorie superiori.