Storia e documenti · Storia del Trani calcio
Gli anni della Cavour (1935-1938)
La Cavour raccolse il calcio tranese dopo il 1935, adottò i colori biancazzurri e concluse la propria esperienza dopo tre stagioni difficili.
La Cavour Trani occupa un passaggio breve ma significativo nella storia calcistica cittadina. Nell’estate del 1935, dopo la fine dell’Associazione Sportiva Trani, non nacque subito una nuova società destinata a sostituirla. L’attività proseguì grazie a squadre minori già affiliate alla Federcalcio, impegnate nei campionati di propaganda e desiderose di emergere. Fra queste fu la Cavour ad assumere il ruolo principale.
Una squadra già esistente raccoglie i giocatori
La situazione era diversa da quella del 1932. Allora, con la ripartenza autunnale, il passaggio dall’Unione Sportiva all’Associazione Sportiva era avvenuto attraverso una sostanziale continuità di dirigenti e calciatori. Nel 1935, invece, il posto lasciato libero venne occupato da una società con una propria affiliazione e una propria identità.
La radiazione dell’Associazione Sportiva Trani, avvenuta l’11 aprile 1935, rese disponibili i suoi giocatori. I dirigenti della Cavour agirono rapidamente: ne accolsero diversi e iscrissero la squadra alla Terza Divisione con programmi ambiziosi. Il legame con il precedente Trani passava quindi soprattutto attraverso gli uomini e il ruolo cittadino che la Cavour cercava di conquistare.
Dal nerazzurro al biancazzurro
Inizialmente la Cavour giocava con una maglia a strisce verticali nere e azzurre. Dopo la prima stagione adottò il bianco e l’azzurro del vecchio Trani. Il cambiamento accompagnava l’aspirazione a rappresentare una platea più ampia di quella della squadra originaria.
Erano colori già entrati nell’identità calcistica locale: nel 1929 l’Unione Sportiva Trani li aveva scelti richiamando la bandiera civica. Riprenderli dava alla Cavour un segno riconoscibile di appartenenza cittadina, pur senza cancellare la distinzione fra le diverse società succedutesi sul campo.
Le tre stagioni della Cavour
Il primo campionato si concluse al secondo posto. Fu il risultato migliore dell’esperienza della Cavour e mantenne aperte le aspettative nate con l’arrivo dei giocatori del precedente Trani.
La squadra terminò penultima. Le ambizioni iniziali non trovarono continuità nei risultati e i limiti tecnici della formazione divennero più evidenti.
La partita interna contro il Molfetta B, persa per 2-4, fu seguita dagli incidenti che portarono alla radiazione e alla cancellazione della società. L’esperienza si interruppe prima di trasformarsi in un progetto stabile.
Il bilancio sul campo
In due anni e mezzo la Cavour disputò complessivamente 20 partite: 6 vittorie, 6 pareggi e 8 sconfitte. Segnò 23 reti e ne subì 29. Le vittorie furono quindi tante quanti i pareggi, mentre le sconfitte costituirono il risultato più frequente: un bilancio che aiuta a comprendere la distanza fra i programmi di partenza e il rendimento effettivo.
La brevità della vicenda non ne annulla il significato. La Cavour tenne in attività una parte dei calciatori rimasti senza squadra e mantenne il biancazzurro nella vita sportiva della città. Non riuscì però a dare durata al tentativo di rilancio.
Il passaggio successivo arrivò il 1 settembre 1938 con la nascita della Società Sportiva Trani. La Cavour rimase così il collegamento fra la conclusione dell’esperienza iniziata nel 1932 e una nuova fase, destinata ad attraversare la guerra e il primo dopoguerra.