Storia e documenti · Storia del Trani calcio
La Polisportiva Trani (prima parte – dal 1949 al 1966)
Dall’accordo fra Società Sportiva e Cral San Giorgio alla Serie B, i dirigenti e gli allenatori della prima grande ascesa biancazzurra.
La Polisportiva Trani nacque nel 1949 per riunire energie sportive che fino ad allora avevano seguito percorsi separati. L’idea del sindaco Pasquale Plantulli Lambert era dare alla città una società capace di accogliere più discipline e superare la contrapposizione fra il declino della Società Sportiva Trani e l’ascesa del Cral San Giorgio. Da quell’intesa prese avvio la formazione che avrebbe raggiunto la Serie B.
Due società, una mediazione difficile
La Società Sportiva Trani era scesa dalla Serie C alla Prima Divisione pugliese e aveva esaurito la spinta del proprio ciclo. Il Cral San Giorgio rappresentava invece la realtà emergente. Riunirli significava far convergere gruppi dirigenti e situazioni differenti, senza limitarsi ad aggiungere un nuovo nome alle società già presenti.
Il confronto coinvolse Enrico Lopane, presidente della Società Sportiva, e Giuseppe Abruzzese, presidente del Cral. La mediazione fu lunga, ma il progetto del sindaco riuscì a trovare un accordo operativo nella primavera del 1949.
Le date della fondazione
Nella sede della Pro Loco, in via Cavour, Lopane e Abruzzese sottoscrissero l’accordo decisivo. Fra le condizioni figurava l’azzeramento dei rispettivi bilanci.
Il sindaco affidò la realizzazione del progetto a un comitato di venti persone, composto da ex presidenti, dirigenti e sportivi.
Una cerimonia sancì l’unificazione fra Cral San Giorgio e Società Sportiva e la nascita della Polisportiva Trani.
La nuova formazione aprì il proprio percorso agonistico con Trani-Ortanova 4-0, primo incontro della lunga storia della Polisportiva.
La parola Polisportiva esprimeva un programma concreto: raccogliere sotto la stessa bandiera più discipline. Nella fase iniziale quell’impostazione ebbe attuazione; con il passare degli anni, però, l’interesse della società si concentrò sempre più sul calcio.
Le prime due promozioni
In due anni arrivò il primo salto di categoria, con Michele Sinesi in panchina. Il successo venne ripetuto nel campionato seguente, durante la presidenza dell’avvocato Attilio Perrone Capano e con Ambrogio Alfonso allenatore: la squadra raggiunse la nuova Quarta Serie.
La categoria nazionale prese avvio nella stagione 1952-53, al termine della riorganizzazione del precedente campionato di Promozione interregionale. Entrarvi significava collocare il progetto nato dall’unione cittadina in un orizzonte agonistico più ampio. Era un passaggio preciso nell’ordinamento dell’epoca, da leggere con il suo nome storico.
Gramigna, Zecchillo e la salita verso la B
La crescita continuò nell’arco di un decennio con altre due promozioni. Alla presidenza c’era Giulio Gramigna, affiancato dal vicepresidente e cognato Mimì Zecchillo, figura operativa della gestione. La continuità del lavoro societario accompagnò due distinti traguardi sul campo.
Il primo fu l’ingresso in Serie C, ancora con Ambrogio Alfonso alla guida tecnica. Il secondo fu la promozione in Serie B del 1964, conquistata con Vincenzo Marsico in panchina. Il calcio di un centro pugliese allora non capoluogo di provincia arrivava così nel campionato cadetto, al termine di una scalata iniziata quindici anni prima con l’intesa fra due società locali.
Le due stagioni nel campionato cadetto
Il primo campionato in Serie B, 1964–65, portò soddisfazioni e la salvezza. Durante la stagione la panchina passò da Marsico ad Arienti: il cambiamento accompagnò il raggiungimento dell’obiettivo di restare nella categoria appena conquistata.
La seconda stagione, 1965–66, ebbe un esito diverso. Si alternarono tre tecnici, Arienti, Capocasale e Allasio, ma la successione non riuscì a evitare la retrocessione. Il biennio cadetto terminò nel 1966, lasciando un riferimento destinato a tornare nelle ambizioni delle squadre successive.
La storia proseguì con una discesa e nuovi tentativi di risalita, raccontati negli anni della Polisportiva dal dopo Serie B al ritorno in C2. Il primo ciclo aveva intanto fissato i passaggi fondamentali: unificazione cittadina, quattro promozioni e due stagioni al livello più alto raggiunto dalla società.