Storia e documenti · Dalle origini al Medioevo
La Tavola Peutingeriana
Come leggere la carta itineraria che tramanda il nome Turenum e collega le origini di Trani alla rete del mondo romano.
La Tavola Peutingeriana è una delle testimonianze più importanti per avvicinarsi alle origini di Trani: nella tradizione degli studi cittadini vi si riconosce il nome Turenum. Non è però una pianta dell’antica città e non ne racconta la fondazione. Il suo valore sta nell’inserire quel nome in una rete di località, percorsi e distanze: un mondo rappresentato attraverso i suoi collegamenti.
Una copia medievale di una tradizione antica
La Tabula Peutingeriana conservata a Vienna è un manoscritto medievale che riproduce una carta di tradizione antica. Questa distinzione è essenziale: l’età del supporto giunto fino a noi non coincide con l’epoca di tutte le informazioni riportate. I dati appartengono a una lunga trasmissione, con aggiornamenti e possibili errori di copia.
Il nome deriva dall’umanista Konrad Peutinger, che ricevette la carta da Konrad Celtis e la fece conoscere negli ambienti eruditi. La sua fortuna moderna passò poi attraverso copie, edizioni e studi. Il manoscritto è custodito dalla Biblioteca Nazionale Austriaca come Codex Vindobonensis 324; l’istituzione lo colloca intorno al 1200. Non è quindi prudente attribuirlo con certezza a un monaco di Colmar nel 1265, come talvolta si legge nelle ricostruzioni divulgative.
Perché è così lunga e stretta
Le undici pergamene conservate formano una striscia lunga quasi 6,80 metri e alta circa 33 centimetri. Il formato costringe coste, mari e continenti in una disposizione fortemente allungata. Una regione che su una carta moderna sarebbe estesa in senso nord–sud può apparire schiacciata, mentre il percorso delle strade continua orizzontalmente per un tratto molto lungo.
Il paragone con uno schema di metropolitana aiuta a capire questa scelta: contano le relazioni fra le tappe più della somiglianza geometrica con il territorio. Va usato però come paragone, non come identità di funzione. La Tavola contiene anche città illustrate, fiumi, montagne e luoghi di particolare rilievo: rappresenta un sapere geografico, non soltanto un elenco di strade.
Come orientarsi fra nomi, simboli e distanze
Per leggerla conviene partire da un nome riconoscibile e seguire le linee che lo collegano alle stazioni vicine. Le indicazioni numeriche si riferiscono ai tratti del percorso, non a distanze che si possano misurare con un righello sull’immagine. Le raffigurazioni delle città e dei luoghi notevoli introducono una gerarchia visiva: Roma, Costantinopoli e Antiochia hanno un’evidenza particolare.
L’orizzonte geografico supera il Mediterraneo e raggiunge l’Oriente, fino all’India; il testo tramanda anche denominazioni come Taprobane, riferita a Sri Lanka. La parte occidentale della carta non è completa: manca una porzione che aiuta a spiegare l’assenza di territori altrimenti attesi. Non ogni lacuna, dunque, indica che un luogo fosse sconosciuto al redattore.
Turenum e la storia di Trani
Per gli studi tranesi, la presenza di Turenum è importante perché offre un riferimento diverso dalle leggende su Tirreno o dai racconti che attribuiscono a Traiano la ricostruzione della città. La storia di Trani comincia a diventare più ricca di documenti nei secoli medievali; la Tavola consente invece di porre una domanda sulla fase antica e sui collegamenti del litorale.
Il nome sulla carta non autorizza, da solo, a dedurre l’estensione dell’abitato, l’esatta posizione del porto o un anno di fondazione. Per rispondere occorre confrontare la testimonianza cartografica con archeologia, topografia e altre fonti. È questa cautela a rendere il documento utile: non una prova universale di ogni tradizione locale, ma un tassello preciso nella ricostruzione del passato.
Guardare la carta come un documento stratificato
Fra le ipotesi proposte dagli studiosi figurano rapporti con la cartografia romana e con la tradizione geografica legata ad Agrippa. Origine, scopi e fasi di aggiornamento restano però discussi: ridurre l’intera Tavola a una sola carta militare di un anno determinato sarebbe fuorviante. Anche le sue incongruenze sono oggetto di studio, anziché semplici errori da ignorare.
La riproduzione digitale della Biblioteca Nazionale Austriaca permette di osservare il documento senza confondere la fonte con un disegno moderno. Per una prima lettura sono sufficienti tre domande: quale nome è scritto, a quali tappe è collegato e quale informazione offre davvero. Da lì si può tornare alle origini del nome di Trani con strumenti più precisi.