Luogo da scoprire · Trani: guida essenziale
Visitare Trani (dall’archivio TraniWeb, 2002)
Porto naturale, storia civica, Cattedrale, Museo Diocesano e Castello: una guida ai monumenti e alle trasformazioni della città.
Il porto naturale, il centro antico e i monumenti affacciati sul mare raccontano le diverse stagioni di Trani: città di commerci, sede episcopale e centro giudiziario della Terra di Bari.
Storia, cultura e arte
Secondo il racconto mitico, Trani sarebbe stata fondata da Tirreno, figlio dell’eroe omerico Diomede. Su un piano distinto, importanti ritrovamenti archeologici attestano la presenza in loco di frequentazioni già nel neolitico antico (VII-V millennio a. C.).
La presenza del porto, insenatura naturale dovuta all'azione erosiva di un torrente, può aver favorito il sorgere dei primi agglomerati grazie al clima mite, al mare pescoso, al terreno fertile e soprattutto all’abbondanza di tufo per la costruzione delle abitazioni. Documenti storici confermano che Trani restò soggetta all'autorità romana fino alla fine dell'Impero Romano d'Occidente. La sede vescovile è documentata ben prima del IX secolo: il vescovo Eutichio partecipò ai concili romani del 501 e 502. Dopo vicende alterne e il passaggio dal dominio bizantino a quello normanno, la città raggiunse floridezza economica e prosperità tali da affermarsi come emporio commerciale tra il Medio Oriente e gli altri stati d'Italia.
Non è da escludere, poi, il notevole contributo offerto alla vita economica di Trani da una fiorente colonia ebraica concentrata nella Giudecca, nel cuore dell'antico abitato.
Nel periodo normanno-svevo, che abbraccia poco più di due secoli, Trani espresse i valori migliori della sua potenzialità economica, favorendo la costituzione di un cospicuo patrimonio monumentale, cui offrirono il contributo della loro genialità scultori e magistri tranesi di fama meritata.
Dopo i brevi periodi di dominazione veneziana, la città passò sotto il dominio spagnolo che la consacrò come centro politico, giudiziario ed amministrativo. Si ebbe così un profondo mutamento della struttura sociale ed economica di Trani, che è stata trasformata da una città commerciale in un centro provinciale importante. Trani era la sede del corpo politico-amministrativo della terra di Bari e della intensa vita culturale che favorì la formazione di una borghesia intellettuale.
Il Settecento si chiuse, però, per Trani nel modo più doloroso poiché, soffocata nel sangue la voce di quanti furono sensibili ai principi della Rivoluzione Francese, la città cadde in potere della fazione popolare e subì il sacco delle forze francesi. Il sacco del 1799 segnò duramente la città. La successiva scelta di Bari come capoluogo va però inserita in una più ampia trasformazione amministrativa e politica, non spiegata soltanto con quell’episodio.
Nel XIX sec. la città rinnovò le sue tradizioni culturali, e fu scelta come sede della Gran Corte Civile, che poi mutò il nome in Corte d'Appello delle Puglie, con giurisdizione estesa sulla Terra d'Otranto e di Bari.
La continuità della funzione giudiziaria si riconosce nella storia del Tribunale civile e penale, della Corte d’Assise e della Pretura. Accanto alle magistrature, hanno fatto parte della vita istituzionale cittadina l’Arcivescovado, la Conservatoria dei Registri Immobiliari, l’Archivio notarile distrettuale, gli uffici dell’Acquedotto Pugliese e l’Ufficio del Registro: presenze che aiutano a comprendere il ruolo sovracomunale assunto da Trani.
La Cattedrale di Trani
La Cattedrale di Trani è uno degli edifici rappresentativi del romanico pugliese. Alla sua riconoscibilità contribuisce lo scenario: un’ampia piazza affacciata direttamente sul mare. La facciata guarda verso il bel Castello svevo, le absidi a vista sono rivolte verso il suggestivo porticciolo.
La sua costruzione ebbe inizio allo scadere dell'XI secolo e durò per più di un secolo. Il campanile fu avviato nel XIII secolo; il completamento fino alla cupola risale all’episcopato di Iacopo Tura Scottini, fra il 1352 e il 1365.
L’edificio si presenta esternamente come uno splendido incastro di nitidi volumi di pietra, ma l’interno presenta una grande complessità dovuta alla storia stessa della chiesa. Fu costruita, infatti, sul sito di una preesistente chiesa dedicata a Santa Maria. Alla medesima dedicazione rimanda la chiesa inferiore, divisa in tre basse navate su colonne di reimpiego. Sullo stesso piano della chiesa di Santa Maria si apre la cripta. Le absidi, splendidamente visibili dall’esterno, partono infatti dal piano di calpestio di questa cripta, per raggiungere quasi il cornicione del transetto.
La chiesa maggiore si presenta fortemente sviluppata in altezza e lunghezza. È divisa in tre navate da coppie di colonne che reggono archi a tutto sesto: un elemento caratterizzante dell’interno. Le coperture sono a capriate lignee nella navata maggiore e nel transetto, mentre volte a crociera coprono le navate laterali.
All’esterno il transetto si presenta come un nitido volume dominante, in cui si aprono diverse monofore e due rosoni laterali. La facciata è introdotta da una doppia rampa che introduce ad un ballatoio su cui si affaccia lo splendido portale maggiore. Nel registro superiore si aprono tre finestre e uno splendido rosone circondato da mensole aggettanti figurate.
Il Museo Diocesano
Il Museo Diocesano, a Palazzo Lodispoto accanto alla Cattedrale, conserva un lapidario con reperti provenienti dalle chiese di Trani e soprattutto dalla Cattedrale.
Successivamente si è anche arricchito della Pinacoteca, di una Sala di arredi sacri e delle ceramiche funerarie provenienti soprattutto dalla necropoli di Canosa. I due reperti che più impreziosiscono il museo sono l'Altarolo d'avorio e la famosa Croce in lamina d'oro.
Il Castello Svevo
Fondato nel 1233 da Federico II, forse sul luogo di una precedente fortificazione normanna, si presenta a pianta rettangolare con torri angolari di diversa grandezza: più piccole verso il mare e più grandi verso l’entroterra; la differenza riflette l’articolazione difensiva dell’edificio. Malgrado alcune trasformazioni subite nel corso dei secoli, l’edificio conserva riconoscibili parti dell’impianto originario.
Un ampio fossato, una volta in diretta comunicazione con il mare, lo circonda, mentre un ponte di pietra, che sostituisce l'antico levatoio, lo congiunge alla piazza antistante.
Ebbe funzioni militari e di ordine pubblico con gli Aragonesi, e passò anche ai Veneziani. Nel '500 subì il destino di altri castelli adeguati alle armi da fuoco. Infine in epoca borbonica divenne carcere di massima sicurezza.
Ubicato direttamente sulla costa, in diretto collegamento visivo con la splendida cattedrale romanica, il castello costituisce il necessario completamento architettonico di un ambiente urbano di eccezionale valore scenografico.
Il Castello fu anche residenza imperiale e regia. I restauri hanno restituito resti delle decorazioni marmoree federiciane e reperti della vita quotidiana medievale, che completano la lettura delle sue funzioni difensive e abitative. Per collegare questi monumenti al paesaggio costiero si può seguire l’itinerario da Colonna al centro antico.