Luogo da scoprire · Puglia e Basilicata: città d’arte e mete
Monopoli
Il porto, il castello di Carlo V e la cattedrale barocca introducono un territorio di calette, masserie e insediamenti rupestri.
Monopoli è una città costiera pugliese dalla consolidata tradizione marinara. Il suo caratteristico centro storico di origine medievale si affaccia sul mare, circondato da alte mura, è detta anche città delle cento contrade. L'agro della città infatti è diviso in contrade molte delle quali oramai incluse all'interno del centro abitato. Queste sono caratterizzate dalla presenza di antiche masserie fortificate, chiese e insediamenti rupestri, trulli, ville patrizie e case coloniche. La piana costiera costituisce un paesaggio di estrema suggestione per le antiche masserie che la punteggiano e per la presenza dei nodosi e monumentali alberi secolari di ulivo, piante modellate dal tempo e dal vento, testimonianza vivente della storia di questo territorio. Diverse sono le iniziative, sviluppatesi nel corso degli ultimi anni a tutela di questo eccezionale patrimonio, unico per valore paesaggistico, botanico-vegetale, storico-culturale. La costa, lunga quasi 15 km, è bassa e frastagliata: con oltre 25 stupende cale ed ampie distese sabbiose offre ambienti diversi per conoscere il litorale. Prima di fare il bagno verificare condizioni del mare, accessi e ordinanze.
Spiagge e calette
La fascia costiera alterna arenili e piccole cale: le stime della sua estensione, circa 13–15 chilometri, dipendono dal tratto e dal criterio considerati. Gli accessi da terra o dal mare vanno verificati secondo le condizioni dei luoghi. A sud di Monopoli il lungo arenile è composto da sabbia fine, morbida e dorata vi sono tratti di spiaggia libera e numerosi stabilimenti balneari. I servizi possono comprendere chioschi, ristoro, cabine, ombrelloni, lettini e noleggi, da verificare con ogni operatore. Locali e spazi per il ballo hanno caratterizzato alcune stagioni turistiche; programmi e aperture possono cambiare.
Il porto di Monopoli
Il porto di Monopoli, dominato dall’imponente mole del castello aragonese è diviso in una parte settentrionale più moderna, adibita al traffico commerciale e anche turistico ed una più antica e suggestiva parte meridionale, dove sono ormeggiate le barche da pesca. In passato il porto di Monopoli si estendeva all’interno dell’attuale centro storico della città attraverso un canale, oggi scomparso. Nel 1049, infatti, dopo aver sconfitto i bizantini, i Normanni sotto la guida del conte Ugo di Toutebone decisero di insabbiare l’imboccatura del porto-canale per impedire all’armata nemica di penetrare fin dentro la cittadina.
Il castello e Santo Stefano
Il monumento simbolo della città è il castello Carlo V, una fortificazione cinquecentesca voluta da Carlo V nel sistema difensivo costiero, completata nel 1552 e destinata in tempi moderni ad attività culturali. Ingloba strutture precedenti e la chiesa di San Nicola della Pinna. L’intero borgo antico è ancora circondato dai resti ben conservati delle mura di cinta. Le masserie fortificate del suo territorio, conservate in condizioni diverse, sono equamente dislocate nel cuore della marina, nelle basse colline e nelle pianure dell’entroterra. A tre chilometri dalla città, sul litorale meridionale, si incontra Santo Stefano, splendida abitazione privata, già abbazia benedettina, fondata nel 1086 da Goffredo d’Altavilla.
Feste e devozione
Esiste una Monopoli fatta di feste patronali, di processioni, di riti che sopravvivono nelle case bianche del centro storico, di canti e di preghiere tramandati di generazione in generazione. Un patrimonio incredibilmente ricco e vitale di tradizioni e costumi dalle origini molto antiche. Usanze e costumi, gusto artistico e religiosità si sono conservati e tramandati nel tempo, ogni volta assimilando i contributi provenienti dalla cultura dei popoli che sono passati sul suo territorio: greci e romani, bizantini e veneziani, spagnoli e francesi, persino saraceni e turchi, ognuno ha lasciato qualcosa di sé. La ricorrenza più nota è la festa della Madonna della Madia all'alba del 16 dicembre.
Piatti e prodotti locali
In città e nelle 99 contrade i frutti della terra vengono trasformati in prodotti semplici, ricchi di sapore e di profumo grazie alla maestria di fornai, casari e agricoltori. Tra i primi piatti, la regina è "l'orecchietta" che con la cima di rapa o con il tradizionale ragù costituisce binomi inscindibili. Anche la "tiella", spesso accostata alla tradizione spagnola ma non per questo prova di una derivazione diretta, di riso patate e cozze merita una menzione speciale. Tra i secondi, particolarmente saporite sono le "braciole alla barese", involtini di vitello farciti con prezzemolo pecorino peperoncino, cotti lentamente e per ore con aromi e pomodoro. Altri piatti tipici sono gli antipasti di mare, crudi e cotti nella tradizione: la cottura accurata è una precauzione importante per ridurre i rischi sanitari. Si ricordano inoltre le zuppe di pesce, il pane e le sue varietà come la "frisedda", la focaccia, il calzone di cipolle, i panzerotti ripieni di mozzarella e pomodoro, i taralli.
Trulli, masserie e contrade
La Monopoli rurale vede i trulli, le masserie storiche, le piccole case coloniche e i frantoi ipogei disseminati tra gli uliveti secolari. Nelle cento contrade, tra gli uliveti secolari, i mandorli, i ciliegi e i carrubi è tutto un fiorire di bianche masserie intonacate a calce. Sono costruzioni tipiche la cui architettura si è sviluppata nel passaggio tra l'economia medioevale e quella moderna. Dal XVI secolo in poi, esse diventano luogo di sfruttamento agricolo-pastorale. Alcune masserie storiche hanno conservato la loro funzione originaria. Dove le aziende prevedono visite o vendita diretta, si possono conoscere prodotti caseari, pane, taralli e "frisedde" attraverso il lavoro del "massaro". Le masserie restano proprietà e luoghi di lavoro: l’accesso non è automatico.
Origini e vicende della città
La storia di Monopoli comprende dominazioni bizantine, normanne, sveve e veneziane, minacce dal mare e scambi portuali. La storiografia locale ricorda un soggiorno di Federico II nel 1227.
Le origini dell'insediamento sono antiche. L'identificazione con Dyria e il racconto di un villaggio di capanne popolato dai profughi di Egnazia dopo una distruzione gotica appartengono alle ricostruzioni tradizionali, non a una sequenza archeologica qui dimostrata. Anche la derivazione di Monopoli dal greco monos-polis, «città unica», è un'interpretazione del nome.
Nel Medioevo la città acquistò rilievo nei traffici dell'Adriatico: le rappresentazioni nautiche ne ricordano il porto accanto a quelli di Bari e Brindisi. La presenza veneziana contribuì alla storia degli scambi e dell'ampliamento portuale.
Il castello occupa una piccola penisola del centro antico, tradizionalmente chiamata Turris Paola. La forma attuale risulta da più fasi, compresi interventi secenteschi ricordati nel 1660; non si può attribuire l'intera costruzione a quell'anno né dare per scontato l'accesso al torrione.
La cattedrale della Madonna della Madia
L'attuale cattedrale è barocca e fu ricostruita nel Settecento al posto della chiesa romanica. A destra della facciata si innalza un muraglione, descritto alto circa 33 metri e destinato a proteggere il sagrato dal vento. Vi sono state ricollocate dieci delle dodici statue cinquecentesche provenienti dal retablo della cattedrale precedente.
Sul litorale, Santo Stefano occupa uno sperone roccioso fra due calette. Nell'entroterra i nomi delle contrade rimandano a casali scomparsi, masserie fortificate, chiese, insediamenti rupestri e ville: da questa trama deriva l'appellativo di «città delle cento contrade», non un conteggio amministrativo immutabile.
Insediamenti rupestri
Le lame, scavate dall'impeto delle acque di antichi torrenti, segnano il territorio di Monopoli e formano dei canali con un andamento irregolarmente perpendicolare al mare. Lo spettacolo della natura, con i caratteristici colori della macchia mediterranea, fa da cornice ad antiche chiese rupestri, scavate sui versanti laterali di questi solchi nella roccia. Croci incise a bracci espansi, nicchie e iscrizioni latine, raccontano storie di devozione e una cultura sopraffina. Intorno alle cripte si sviluppava un brulicare di attività testimoniate da mulini, frantoi, palmenti e case grotta: segni di una civiltà rupestre che ancora oggi affascina i visitatori.
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