Storia e documenti · Devozioni e Settimana Santa

Il dogma dell’Immacolata Concezione

La definizione del 1854 e i festeggiamenti tranesi del 1855, tra il pensiero di Duns Scoto e la devozione dell’Immacolata.

Colonna dell'Immacolata illuminata di notte; sulla base l'epigrafe 'Il cuore di Trani alla Immacolata Madre di Dio', ai lati alberi con luci

L’Immacolata Concezione, nella dottrina cattolica, riguarda Maria e il suo essere preservata dal peccato originale fin dal primo istante del concepimento. Il dogma fu proclamato da Pio IX l’8 dicembre 1854 con la costituzione apostolica Ineffabilis Deus. Per Trani la definizione ebbe anche una dimensione cittadina, espressa nei solenni festeggiamenti dell’anno successivo.

Il problema discusso dai teologi

La riflessione sul peccato originale, sviluppata da sant’Agostino e ripresa nella teologia medievale, poneva una domanda: come conciliare la santità di Maria con la necessità universale della redenzione operata da Cristo? Nel dibattito delle scuole del XII e XIII secolo, cui appartenne anche Tommaso d’Aquino, le risposte non furono uniformi.

Il richiamo alla generazione paterna, presente nelle antiche formulazioni del problema, appartiene a quel contesto teologico: non è una spiegazione biologica moderna. Il punto della discussione era comprendere in quale modo Maria partecipasse alla salvezza.

La risposta di Giovanni Duns Scoto

Il francescano Giovanni Duns Scoto elaborò l’argomento della redenzione preventiva. Maria non sarebbe stata estranea all’azione salvifica di Cristo: proprio in virtù dei suoi meriti sarebbe stata preservata dal peccato, anziché esserne liberata dopo averlo contratto.

Nella sua riflessione l’Incarnazione del Figlio appartiene al disegno originario di Dio e non dipende soltanto dalla caduta di Adamo. Anche la scelta della Madre viene letta entro questo progetto. L’argomento permette di distinguere “preservare” da “liberare” senza contrapporre Maria a Cristo.

Dal confronto alla definizione del 1854

Le posizioni suscitarono un lungo dibattito. Il Concilio di Trento, nel decreto sul peccato originale, precisò di non comprendervi la Vergine Maria: questa esclusione non coincide ancora con la definizione dogmatica ottocentesca.

L’8 dicembre 1854, nella basilica di San Pietro, Pio IX proclamò il dogma. La formulazione italiana tramandata nel racconto ne esprime così il contenuto:

La beata Vergine nel primo istante della Sua Concezione, per singolare privilegio concessole da Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, fu preservata immune da ogni macchia di peccato originale

La ricorrenza dell’8 dicembre si riferisce dunque al concepimento di Maria; non va confusa con il concepimento verginale di Gesù, che è un altro tema della fede cristiana.

Trani e le feste dell’aprile 1855

A Trani, sotto l’arcivescovo Giuseppe de’ Bianchi Dottula, la proclamazione fu celebrata con solenni festeggiamenti nell’aprile 1855. Il titolo della relazione contemporanea di L. Festa Campanile, censita dal sistema archivistico del Ministero della Cultura, indica i giorni 12, 13, 14, 15 e 16 aprile.

La devozione cittadina era precedente al dogma. La confraternita dell’Immacolata, legata alla chiesa di San Francesco, fu eretta come Monte di Confratellanza nel 1715 e ricevette il regio assenso nel 1776; la ricostruzione archivistica ne ipotizza un’origine già nel 1656. Il culto si intrecciava anche con assistenza ai confratelli e sepoltura dei defunti: le feste del 1855 si innestarono quindi in una storia religiosa e sociale già radicata.

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