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Bari vecchia: chiese, scorci e sapori

Un percorso nel quartiere San Nicola fra basiliche, fortificazioni, lungomare e cucina locale, con indicazioni commerciali da verificare prima della visita.

Strada costiera non identificata
Questo testo approfondisceBari

A Bari è riconoscibile la distinzione fra la città vecchia e il quartiere sviluppatosi in età murattiana. Le due aree, divise geograficamente da corso Vittorio Emanuele, mantengono ognuna i propri tratti caratteristici. San Nicola, chiamato Bari vecchia dai suoi abitanti, è il quartiere storico della città, situato all’interno delle antiche mura. Con il suo intreccio di viuzze e stradine, che offrono scorci unici, Bari antica conserva ancora le antiche tradizioni e i costumi di un tempo. Non è raro, ad esempio, passeggiare tra i suoi vicoli e trovare le donne che preparano le orecchiette per strada, fuori dalle loro abitazioni. La zona nuova, invece, creata a partire dal regno di Gioacchino Murat, pullula prevalentemente di uffici, scuole e negozi di moda. La città antica è ricca di monumenti romanici, come la Basilica di San Nicola e la Cattedrale di San Sabino. Senza dimenticare il celebre castello normanno-svevo e il fortino di Sant’Antonio Abate che dopo la demolizione fu ricostruito nel XVI secolo. Nel centro storico, inoltre, ci sono tante chiese interessanti dal punto di vista architettonico, come la Chiesa di San Gregorio e quella di Santa Chiara. Anche dal punto di vista gastronomico, Bari vecchia offre davvero tanto. Fra gli esercizi ricordati per la focaccia figura il panificio Fiore, nel cuore del centro storico, dove è possibile gustare focacce e altre prelibatezze pugliesi. Non mancano anche ristoranti, osterie e trattorie che offrono la tipica cucina locale e bar dove consumare un aperitivo o gustarsi un gelato.

Basilica di San Nicola (Largo Abate Elia, 13)

Iniziata nel 1087 e ultimata verso la fine del XII secolo, la basilica di chiara impronta romanica fu un modello per la costruzione della Cattedrale di Bari e del Duomo di Bitonto. All’esterno la facciata è fiancheggiata da due torri campanarie mozze e presenta un portale grande centrale e due più piccoli laterali. L’interno, diviso in tre navate, è dominato nella parte centrale dal soffitto dorato e dipinto con opere del XVII secolo. Le navate laterali, invece, sono caratterizzate da piccole cappelle e da due matronei. Uno degli elementi più importanti del romanico pugliese è conservato all’interno della basilica, più precisamente dietro al ciborio, ed è la cattedra del vescovo Elia dell’XI secolo. Nella cripta a pianta rettangolare con 26 colonne sono conservate le reliquie di San Nicola; infatti, la basilica fu costruita proprio per ospitare le spoglie del santo, giunte dall’Asia minore a Bari nel 1087.

Cattedrale di San Sabino (Piazza dell'Odegitria, 1)

Una precedente cattedrale fu avviata nel 1034; l’edificio attuale deriva dalla ricostruzione successiva alla distruzione del 1156 e fu consacrato nel 1292. La chiesa fu prima dedicata alla Vergine Odegitria, in seguito a San Sabino, vescovo di Canosa nel VI secolo, perché secondo la tradizione vennero trasferite in città le sue reliquie. Dalla piazza si può ammirare la semplice facciata, caratterizzata da tre portali che mostrano le trasformazioni dell’edificio e da un rosone centrale decorato con animali fantastici. Entrando nella cattedrale, si notano le tre navate prive degli elementi barocchi e divise da 16 colonne che sorreggono finti matronei. Nella cripta sono conservate le reliquie di San Sabino, patrono della città insieme a San Nicola, e l’icona della Madonna Odegitria.

Castello normanno-svevo (Piazza Federico II di Svevia, 4)

Un altro simbolo della città è il castello, edificato dal re normanno Ruggero II, distrutto dagli stessi baresi nel 1156 e ricostruito da Federico II di Svevia. Nel XIX secolo u castidde, come lo chiamano i baresi, fu utilizzato come carcere e caserma. Tuttora la cinta muraria è circondata su tre lati dall’antico fossato, dal cui lato sud si può accedere al cortile esterno. Agli angoli del castello svettano le 4 torri i cui nomi fanno riferimento a fatti storici. Sul lato ovest vi è lo splendido portale ad arco ogivale voluto da Federico II e decorato con un simbolo imperiale, ovvero un’aquila che tiene tra gli artigli una preda. Due sale del piano terra ospitano una Gipsoteca molto amata da archeologi e storici perché raccoglie i calchi in gesso degli elementi scultorei degli edifici pugliesi tra l’XI e XVII secolo. Nella collezione, ad esempio, vi è la sfinge del timpano della Basilica di San Nicola.

Fortino di Sant’Antonio Abate (Lungomare Imperatore Augusto)

Costruita per scopi difensivi, questa torre di pietra si trova di fronte all’omonimo molo. Dopo esser stato distrutto, il fortino, che ha forma trapezoidale, è stato ricostruito per volontà di Isabella d’Aragona tra il 1501 e il 1524. Offre una visuale davvero caratteristica; infatti, da questo punto, un punto sopraelevato della città vecchia, il visitatore può abbracciare con lo sguardo le mura medievali e il tratto di costa che bagna Bari. All’interno sono custoditi una statua e un quadro con il volto del santo. Il fortino è stato utilizzato per mostre e incontri; apertura e iniziative dipendono dalla programmazione.

Chiesa di San Gregorio (Piazzetta LXII Marinai, 32)

Questa chiesa è stata costruita alla fine del X secolo e, probabilmente per la sua dimensione, è stata l’unica della Corte del Catapano a non essere stata abbattuta per costruire la Basilica. La chiesa venne utilizzata come luogo di sepoltura dai membri della confraternita di San Gregorio, patrono dell’Armenia. Originariamente la facciata principale aveva tre porte, due delle quali furono murate nel ‘600. Nella parte superiore vi è un finestrone circondato da piccole mensole. La parte interna della chiesa è costituita da tre navate, da numerosi capitelli decorati che appartengono a periodi diversi, dal crocefisso di legno del 1700 e dall’icona di San Nicola.

Chiesa di Santa Chiara (Str. Santa Chiara)

Nonostante la facciata in tufo faccia presagire un interno spoglio, la chiesa nasconde stucchi, altare e pavimento di marmo, numerosi quadri e tele del XVIII secolo. L’unica navata si conclude con l’altare maggiore. La chiesa ha subito alcuni restauri nel 1539, 1730 e 1763 e nel 1861 fu addirittura trasformata in una caserma. Nell’area di Santa Chiara è documentato un servizio di mensa caritativa; le condizioni di accesso alla chiesa vanno verificate con la parrocchia.

Lungomare

Uno degli scorci più caratteristici è il lungomare, lungo ben 15km. Inaugurato nel 1927, è ricco di architetture fasciste come i palazzi dell’INPS e della Pinacoteca. Il Teatro Margherita, edificato tra il 1912 ed il 1914, segna l’inizio della zona di Bari vecchia. Il lungomare viene scelto da baresi e turisti per passeggiare, soprattutto nelle serate miti, ammirare il mare seduti sulle panchine, le barche nei porticcioli e godersi l’aria rinfrescante. Soprattutto di sera, con le luci dei locali e delle case della città vecchia, è davvero un posto magico.

Sapori e indirizzi nel borgo

Le descrizioni che seguono conservano un repertorio di esercizi e specialità legato alla città vecchia. Per organizzare la visita, verificare direttamente con i gestori indirizzi, menu e disponibilità dei tavoli.

Panificio Fiore (Str. Palazzo di Città, 38)

Questo storico panificio di Bari vecchia, vicino alla basilica di San Nicola, è ricordato per la tradizionale focaccia barese. Si tratta di una focacceria take away all’interno della quale si ha la sensazione che il tempo si sia davvero fermato. Oltre alla focaccia, condita con pomodori e olive, è possibile acquistare taralli, calzoni, tante varietà di pane e panini e altre prelibatezze pugliesi.

Focacceria Santa Rita (Str. dei Dottula, 8)

Questo panificio è ricordato fra gli indirizzi della focaccia barese; gli orari devono essere verificati. Infatti, è sempre l’ora giusta per gustarsi un pezzetto di focaccia calda all’uscita dell’Università o del lavoro, da consumarsi fuori dal piccolo forno o a casa. Oltre alla classica focaccia barese, è possibile acquistare calzoni, rustici, dolci tradizionali e panini.

Martinucci Laboratory (Piazza Mercantile, 80)

Situato in piazza Mercantile, nel cuore di Bari vecchia, Martinucci nasce essenzialmente come gelateria, con un’offerta anche di caffetteria. La sua offerta è davvero molto ampia: dai gelati alla caffetteria, dai dolci a svariati tipi di torte, senza dimenticare i pasticciotti leccesi. Colazione e aperitivo sono gli usi descritti; affollamento e disponibilità cambiano secondo il momento.

Re Vittorio (Corso Vittorio Emanuele, 89)

Il bar è situato su corso Vittorio Emanuele, poco prima di addentrarsi nei vicoli di Bari vecchia. La collocazione si presta a una sosta fra corso Vittorio Emanuele e l’ingresso nella città vecchia. Oltre alla cornetteria, alle torte e ai gelati, spesso è possibile anche pranzare con primi piatti, secondi e contorni.

La Uascezze (Vico Corsioli, 2)

Tra i tanti ristoranti che si trovano tra i vicoletti di Bari vecchia ce ne sono alcuni davvero caratteristici. La Uascezze è uno di questi. Il nome è un termine dialettale barese che veniva utilizzato in passato quando si versava involontariamente il vino sulla tavola e si diceva “Uascezze” come una sorta di “Allegria”. Circondato dalle mura di tufo, questo ristorante offre ai clienti diverse specialità, dal capocollo di Martina Franca (città in provincia di Taranto) ai taglieri di salumi e formaggi, ma anche le tradizionali fave e cicorie e la parmigiana di melanzane.

Osteria Le Arpie (vico Arco del Carmine, 2)

Camminando tra i vicoli di Bari vecchia si supera l’arco del Carmine e si giunge in questa osteria. È possibile pranzare o cenare sia nei locali interni che sotto il suggestivo arco di pietra. La cucina è quella tipica del territorio cittadino e regionale con i primi e secondi sia di mare che di terra, ottimi quindi per scoprire la cucina barese. Viene proposta anche un’accurata carta di vini e di birre.

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