Luogo da scoprire · Puglia e Basilicata: città d’arte e mete
Bari
Dalla città vecchia al lungomare e ai teatri, un percorso fra culto nicolaiano, architetture medievali e stratificazioni archeologiche.
Con il suo ampio lungomare, tra architetture del Novecento, come il Teatro Kursaal Santa Lucia e il Palazzo della Provincia, la città di Bari si lascia accarezzare dal vento, affacciata sul mare, tra pescherecci e lunghe strisce di sabbia e roccia. Conventi, chiese, botteghe artigianali si susseguono nel borgo antico, mentre si affermano strutture monumentali come quella dell’Albergo delle Nazioni. E di notte si accendono le luci di chiacchiere ed allegria nelle piazze che si espandono a ridosso delle mura antiche.
Le origini sono assai antiche, ancorandosi nei secoli passati, eppure riuscendo a penetrare fino ai nostri giorni, vive nelle memorie degli abitanti ed ancora celebrate nei tratti salienti. Respinto l’attacco proveniente da invasori greci, Bari fu conquistata dai Romani e resa Municipium, trasformandosi in un importante centro commerciale. Inizialmente terra di gastaldi longobardi ed emiri musulmani, con i Bizantini divenne capitale del thema di Longobardia. Il periodo più prospero fu quello che la città visse sotto i normanni, poiché divenne fulcro centrale grazie al porto, tra i principali per l’imbarco per le crociate. Il peggiore fu invece quello vissuto sotto il Malo, Guglielmo I, che distrusse interamente la città, salvando soltanto la Basilica di San Nicola. Successivamente, il ritrovato splendore lo si deve a Federico II e alla sua corte, grazie alla quale arte, architettura e cultura ebbero insieme uno slancio straordinario.
San Nicola
Non un semplice patrono della città, bensì una figura con cui si instaura un legame assai più profondo e sentito. Il 9 maggio 1087 una spedizione di sessantadue marinai baresi riportò a Bari le reliquie di san Nicola prelevate da Myra, nell’attuale Turchia. È proprio nella Basilica di San Nicola che vennero poste le reliquie del santo, precisamente sotto l’altare maggiore della cripta. I festeggiamenti tradizionali comprendono il corteo storico del 7 maggio e la processione in mare dell’8 maggio; il programma della singola edizione va verificato.
Basilica di San Nicola
Caratterizzata da una facciata movimentata da tre portali e limitata lateralmente da due torri, la Basilica di San Nicola presenta un rosone che domina su cinque bifore sottostanti e tre grandi finestroni. La porta dei leoni, sulla facciata a Nord, vede l’alternanza di motivi agricoli e liturgici ed appare riccamente ricamata. Archi e portali si susseguono sui fianchi della struttura, tutti caratterizzati da vive decorazioni. Per quanto riguarda l’interno, questo si suddivide in tre navate per mezzo di colonne di granito, mentre la navata centrale è coperta da un soffitto ligneo decorato in età barocca. L’abside centrale, posta sul fondo, mostra l’altare, sovrastato dal ciborio e la Cattedra di Elia, sostenuta da figure scolpite, fra le opere più significative della scultura romanica. È, invece, l’abside sinistra che conserva la preziosa tavola della Madonna e dei Santi, realizzata da Vivarini. Nella cripta si incontra la Colonna Miracolosa e la tomba di San Nicola. La Basilica di San Nicola si erge al centro della Cittadella Nicolaiana, oltre l’Arco del Pellegrino, e fu fondata nel 1087 dall’abate benedettino Elia. La zona oggi occupata dall’edificio era in origine sito del praetorium bizantino.
Bari vecchia
Oltre i rumori e le luci della notte, oltre i locali giovanili che si sparpagliano tra Piazza Ferrarese e Piazza Mercantile, Bari Vecchia, quasi una città a sé stante, si rivela soprattutto di giorno, nei suoi sapori ed odori tradizionali: dall’aroma del caffè mattutino all’intenso profumo del “ciambotto” all’ora di pranzo, la tipica zuppa di pesce che unisce varie specialità ittiche locali. Anziane signore potrebbero essere intente a lasciare fuori dalla propria porta telai di orecchiette fatte in casa per farle seccare all’aria aperta, altre indaffarate nella frittura di “popizze e sgagliozze”, ossia pettole e rettangoli di polenta fritte rispettivamente. A Bari Vecchia la tradizione si fonde con il presente e l’innovazione: vari sono i progetti che hanno l’obiettivo di attivare la città da questo punto di vista, come il Museo Archeologico di Santa Scolastica, MUSASS. Uno splendido reticolato di strade e palazzi si apre di fronte al borgo storico, la cosiddetta Bari Murattiana, poiché voluta proprio da Murat nel 1813. Oltre le mura antiche è possibile godere della meravigliosa vista sul mare e sul porto: è proprio il lungomare Nazario Sauro uno dei migliori tratti per dedicarsi al footing, in un’atmosfera al contempo rilassante e stimolante.
Museo Nicolaiano
Dedicato alla Basilica di San Nicola e alla storia della città, questo museo raccoglie argenti, dipinti, codici miniati, reliquiari, stemmi, epigrafi e pergamene fra le quali sono ricordati documenti del 939–1015: queste date non definiscono l’intera raccolta.
Teatro Petruzzelli
Cuore pulsante della città, il Teatro Petruzzelli è uno dei principali luoghi dello spettacolo cittadino. Sorge sul Corso Cavour, e si attornia delle principali e più eleganti strade della città, oltre che da maestosi palazzi. Inaugurato nel 1903, il teatro fu devastato dall’incendio del 1991 e riaperto nel 2009 dopo la ricostruzione. Raffaele Armenise realizzò l’apparato pittorico originario, non i restauri successivi all’incendio; le decorazioni dorate appartengono alla storia dell’immagine del teatro. Ha accolto personalità di rilievo internazionale quali Rudolf Nureyev, Carla Fracci, Ray Charles, Frank Sinatra e Luciano Pavarotti.
Castello Svevo
Fu il nonno di Federico II di Svevia, il re normanno Ruggero II, a volere la costruzione di questo castello. Distrutto parzialmente nel 1156 da parte di baresi stanchi delle costanti lotte contro i normanni, fu ristrutturato nel 1233 da parte dell’imperatore di Svevia, ed arricchito di nuove linee e geometrie, ed alleggerito grazie alle finestre nelle torri. Il vestibolo si impreziosisce con una volta a crociera e capitelli tra loro assai variegati, come quelli con le firme di chi li ha scolpiti, quelli con rappresentazioni islamiche, o quelli con gli elmi dei legionari romani. La presenza sveva tra le mura del castello si percepisce dall’archivolto del portale, nel quale appare un’aquila che stringe vittoriosa tra gli artigli la sua preda, simbolo federiciano per eccellenza, presente in varie sue costruzioni. Fu proprio in questo castello che la tradizione vuole sia avvenuto l’incontro di Federico di Svevia e il frate Francesco d’Assisi, incontro che avrebbe provato all’imperatore la reale e sentita religiosità del santo. Il suo percorso di trasformazione in una vera e propria residenza raggiunge il culmine con Isabella d’Aragona e la figlia Bona Sforza, futura regina di Polonia, nel XVI secolo: il castello divenne capace di accogliere la corte, ospitando letterati, artisti, musicisti o filosofi; il cortile si carica di bellezza con una scalinata a doppia ala, ancora oggi esistente. La Gipsoteca raccoglie calchi di particolari scultorei dei monumenti pugliesi. Il percorso descritto in passato prevedeva tre sale presso la scalinata e documentazione fotografica, fra cui una lastra relativa al palazzo federiciano di Foggia. Calchi e fotografie, anche novecenteschi, documentano i monumenti medievali; articolazione e disponibilità delle sale dipendono dall’allestimento. Il fossato che lo circonda fa ben comprendere l’originaria funzione militare e difensiva del castello.
Cattedrale di San Sabino
Si edifica sui ruderi di un’antecedente chiesa bizantina e costituisce uno dei più importanti emblemi di romanico pugliese. Il prospetto principale si impreziosisce solo di un rosone abbastanza grande, caratterizzato da figure grottesche ed esseri fantastici, quindi da una serie di monofore ed una bifora. Sul fianco laterale si sviluppano, invece, una galleria d’archi ed una trulla, ossia un edificio a pianta circolare che per molto tempo fu considerato l’antico battistero e che dal XVII sec. fu adibito a sagrestia. Assai semplici gli interni, spogli e suddivisi in tre navate contrassegnate da colonne, con un ambone e finti matronei sopra le arcate. La firma del ciborio a baldacchino del ‘200 sull’altare maggiore è di Alfano da Termoli. Tale altare maggiore fu consacrato nel 1233 in presenza di Federico II di Svevia e di un suo grande amico, l’arcivescovo di Palermo Bernardo Costa. Nella cripta barocca si custodiscono le reliquie di San Sabino e la tavola della Vergine dell’Odegitria: il racconto devozionale ne attribuisce l’origine a san Luca e l’arrivo in città a monaci sorpresi da una tempesta nell’VIII secolo. Nelle versioni del racconto ricorrono il 733, papa Gregorio II e la volontà dei baresi, sostenuti dal clero, di trattenere l’immagine: sono elementi leggendari, non una sequenza storica coerente. L’icona oggi custodita, secondo l’Arcidiocesi, risale al Cinquecento.
Palazzo Simi
Alle spalle della Cattedrale di San Sabino sorge Palazzo Simi, sede del Centro Operativo per l’Archeologia di Bari. Il sottosuolo conserva testimonianze di età romana imperiale; il palazzo sovrastante presenta invece una facciata rinascimentale, come anche la maestosa scalinata di pietra bianca all’interno. Nel suo interrato presenta resti di una chiesa bizantina dedicata a San Gregorio de Falconibus, per cui risulta una tappa molto importante all’interno del percorso della Bari sotterranea. Per quanto concerne le sale superiori, queste ospitano mostre archeologiche temporanee.
Museo Diocesano
Conosciuto perché conserva gli Exultet, preziosissime pergamene miniate dei secoli X e XI, il Museo Diocesano si trova al primo piano dello storico palazzo vescovile. Molto importanti al suo interno sono le sale dei reperti lapidei, la pinacoteca, che custodisce l’Adorazione dei Magi, di Giaquinto, la sala del tesoro, con il reliquiario di San Donato ed il busto di San Sabino, di Andrea Finelli, e la sala dei paramenti sacri.
Bari sotterranea
Partendo dal Castello Svevo, con la visita di quanto rimane di un antico insediamento bizantino di dimensioni notevoli, si prosegue per il Succorpo della Cattedrale di San Sabino, con la sua antica basilica paleocristiana altomedievale, arricchita dal celebre mosaico del VI sec. d. C., quindi si giunge all’area archeologica di Palazzo Simi con i resti monumentali di due chiese sovrapposte di età bizantina e romanica. È questo il percorso archeologico della Bari sotterranea, da organizzare verificando separatamente accessi e disponibilità dei singoli siti, senza presumere una durata fissa.
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