Storia e documenti · Puglia Imperiale: città e borghi vicini

Torri e fortificazioni in Puglia e in Terra di Bari

Torri di avvistamento, segnali d’allarme e controllo del mare: il sistema costiero e l’Ufficio della Paranza fra Barletta, Trani e Giovinazzo.

Torre quadrata e cortina muraria del Castello Svevo con il mare sullo sfondo, sotto un cielo grigio

La rete delle torri costiere

Le torri costiere dislocate in Puglia alla fine del XVI secolo erano centocinquanta su di un totale di trecentosessanta situate tra la costa tirrenica, la costa ionica di Calabria e Basilicata, e la costa Adriatica di Abruzzo e Molise. Le Torri si distinguevano in Torre Vedetta, poste a guardia di casali e borghi, e Torri Costiere, con funzioni di controllo nei confronti di chi entrava nel territorio dal mare. Queste ultime, oltre che anticorsare, avevano anche funzioni sanitarie e di anticontrabbando. Ve ne sono di antichissime risalenti all’epoca longobarda ed altre più recenti attribuibili al periodo aragonese.

Le incursioni provenivano anche dalla costa dalmata, nell'attuale Croazia, uno dei centri più pericolosi fu quello di Almissa (Omis), debellato dalle galee tranesi al cui comando era il veneziano Contarini detto Cacciadiavoli, che ben presto riuscì a ripulire la costa sino a Montesantangelo, mentre altri covi erano lungo il fiume Narenta, e poi Gerbe, Durazzo e lungo le coste della Sicilia e dell’Albania. Già nell’838 gruppi di saraceni sbarcati a Brindisi avevano saccheggiato ed incendiato la città; nel 997 sarà assalita Taranto, e ancora Taranto distrutta ed incendiata dall’Emiro di Sicilia nel 976. Secondo l'attribuzione tradizionale, nel 1220 Federico II aveva fatto costruire la torre di Leverano, nell'entroterra della costa di Porto Cesareo, la Torre del Cavallo sul promontorio a sud-est di Brindisi venne costruita nel 1301, la Torre di San Cataldo nel 1485.

Il sistema vicereale e le tipologie edilizie

Fra il 1560 ed il 1563 venne varato un piano organico per la costruzione delle Torri marittime per conto e sotto la direzione dello Stato, con un’imposta su ciascun fuoco. L’obbligo di tale imposta, dapprima riferita ai comuni costieri, venne estesa anche ai comuni entro le dodici miglia dal mare. Generalmente le torri hanno base quadrata troncopiramidali, sono alte dai dieci ai venti metri e costruite in pietra locale (chianche o lastre squadrate), con tre o più caditoie in controscarpa per lato.

Altre tipologie erano: le torri tronco piramidali a base quadrata con tre file di caditoie a filo di scarpa; Torri tronco piramidali senza caditoie; torri a pianta circolare con pianta variabile dai dieci ai sedici metri; Torri ottagonali “a cappello di prete”. Le Torri sono per lo più a due o tre piani ai quali si accede mediante botole e scale retrattili e molte presentano caditoie per la difesa piombante, con lancio di pietre dall'alto.

Inoltre dovevano essere completamente isolate dalle strade e di difficile accesso per gli invasori. La loro funzione era essenzialmente di avvistamento, ma quelle più importanti erano dotate di bocche di fuoco leggere come falconetti, colubrine, piccoli cannoni, spingarde. L’allarme veniva dato di giorno con il fumo e di notte con il fuoco. Praticamente sulla Torre veniva posta un’antenna alla quale si issava un covone di fieno e, in caso di allarme, il covone veniva abbassato ed incendiato e, se l’allarme avveniva di giorno, il fuoco veniva coperto di fogliame verde per produrre fumo. Il territorio compreso tra due o più torri costiere diede luogo all’Ufficio della Paranza che aveva funzioni di controllo doganale e sanitario. Tale denominazione derivava dall’uso, che si aveva anticamente, dell’azione di sorveglianza esercitata da una paranza che incrociava davanti a due o più torri costiere.

L'Ufficio della Paranza di Trani

Anche Trani aveva l'Ufficio della Paranza che comprendeva la porzione di mare compresa tra Torre di Pietra, posta a ridosso delle saline di Barletta, e Santo Spirito, con giurisdizione sulla marineria di Barletta, Trani, Bisceglie, Molfetta, Giovinazzo e Santo Spirito.

L’Ufficio esercitava attività di profilassi sanitaria nei confronti del naviglio proveniente dai Porti esteri, attività di controllo doganale delle merci in arrivo e partenza ai fini dell’esazione dei relativi dazi doganali ed infine quello del controllo armato del tratto di costa per evitare probabili incursioni di corsari e pirati; esso aveva un responsabile con il grado di capitano e si avvaleva di cavallari, scelti tra la marineria locale.

Da un documento del 1741 sappiamo che gli addetti ricevevano una paga di trentacinque carlini per ogni turno di sentinella. Oltre a questi compiti il personale veniva addetto al trasporto delle derrate dalla nave ad uno dei tanti fondachi disposti lungo l’area portuale con un compenso di sette ducati. Il salario veniva fissato annualmente dalla Regia Camera, mentre l’assunzione avveniva sotto la responsabilità del Capo Paranza, che rivestiva la qualità di un Ufficiale del Regno. L’ufficio di Trani era localizzato nei pressi della Chiesa di Ognissanti, appena fuori quel tratto di strada chiamato Angiporto Ognissanto, che si affacciava sulla Strada del Cambio, in prossimità della Porta Antica e di Strada La Giudea.

Il luogo era strategico in quanto posto nel cuore dell’area commerciale ed in diretto collegamento con l’antica Strada Costiera attraverso la quale si snodavano i traffici verso gli altri paesi.

Attualmente la Strada, dopo una serie di denominazioni quali Strada San Andrea, Carraia per Barletta, Consolare, ha assunto il nome di Via Mario Pagano. Lungo questa importante arteria si trovavano alcuni Ordini Mendicanti che esercitavano il diritto di decima, come il Monastero dei Francescani, o quello dei monaci di San Basilio.

Segnalazioni e fortificazioni della Terra di Bari

Le torri costiere di guardia hanno origine per la maggior parte nel XVI secolo ed erano poste a breve distanza dalle città costiere fortificate della Terra di Bari a difesa delle incursioni dei pirati. Data la breve distanza che intercedeva tra i vari posti di guardia, in caso di pericolo, i torrari davano l’allarme oltre che con la solita accensione dei fuochi, con le buccine, col suono delle campane, o dopo l’introduzione delle artiglierie, con lo sparo di cannoncini di cui le torri erano dotate; di solito sul terrazzo era issata una antenna alla sommità della quale era sospeso un covone di fieno: quando questo veniva abbassato, voleva dire che un vascello sospetto era in vista ed occorreva cercare rifugio.

In Terra di Bari il sistema di fortificazioni prevedeva una serie di torri costiere, chiese fortificate, castelli, murazioni, torri di campagna, masserie fortificate e, in particolare nella nostra fascia costiera, si avevano le seguenti torri con funzione di avvistamento e anche di difesa:

Barletta

  • Torre della Salina,
  • Torre di Pietra,
  • Torre dell’Ofanto, o Fiumara,
  • Torrione del Paraticchio,
  • Torre del Campanile cittadino,
  • Torre delle Paludi (verso Trani).
  • Torrione vecchio sopra la marina, abbattuto per far posto al Castello
  • Castello, con importanti interventi svevi e successive trasformazioni.
  • Mura cittadine.

Modalità di controllo

  • Quattro cavallari ispezionano la spiaggia da Casal Trinità sino a Santa Maria a Mare, o Trono della Scesciola
  • Quattro cavallari ispezionano la zona da Pantaniello al Paraticchio
  • Guardie sorvegliano dalle Torri

Memorie delle battaglie nel Mediterraneo

  • Santa Maria della Vittoria o San Pasquale, eretta un decennio dopo la vittoria dei cristiani sui turchi a Lepanto (1571)- Vi è una grande tela detta La Vergine della Vittoria del Fracanzano.
  • Santa Maria della Croce, successivamente distrutta, ove il duca Ferdinando Caracciolo, governatore di terra di Bari e di Otranto, pose le bandiere prese ai Turchi dopo la vittoria di Lepanto.

Trani

  • Torre Barbinelli
  • Torre Campanaria Chiesa Madre
  • Torre dell’Orologio
  • Torre di Santa Lucia
  • Torre di Sant’Antuono
  • Fortino di Sant’Antuono
  • Bastione della Vittoria Grande
  • Torre Alexii Grifoni
  • Torre di difesa cittadina (Via Marsala)
  • Torre di difesa cittadina (Via E. Fusco)
  • Torre di difesa cittadina Sciesciula (Santa Chiara)
  • Torre di difesa cittadina (Portanova)
  • Torre di difesa cittadina (tratto meridionale delle mura)
  • Torre Portuale (Monastero di Sant’Agnese e Clemente)
  • Torre Portuale (Vico Rampa La Conca)
  • Torre Santa Maria di Colonna
  • Torre del Monaco (fuori Città)
  • Torre del Gelso (fuori Città)
  • Torre Bianca e Negra (fuori Città- macello)
  • Torre dei Cavalli (fuori Città, verso Bisceglie)
  • Torri Normanne
  • Castello Svevo
  • Mura cittadine
  • Bastioni

Bisceglie

  • Torre Lama Paterna. Torre della Guardia
  • Torre Lanotte
  • Torrione dell’Abisso o di Schinosa
  • Bastione di Sant’Angelo
  • Bastione di San Martino
  • Torre Maestra
  • Torri Normanne
  • Castello
  • Mura
  • Torre Campanaria Chiesa Madre
  • Torre Campanaria San Matteo

Torri dell'entroterra

  • Torre Zappino
  • Torre Navarrino
  • Torre Melazzo
  • Torre dei Monaci
  • Torre Saggino
  • Torre Libruni
  • Torre Albarosa o Scorrano
  • Torre di Titta Berarducci
  • Torre di Navarea
  • Torre di Monsignore
  • Torre Villadiego

Molfetta

  • Torre Calderina
  • Torre della Cera
  • Torre Passari
  • Torre di San Giacomo
  • Torre Gavetone
  • Torre dei Briganti (1^ cala)
  • Torre Molinara

Torri dell'entroterra

  • Torre Cicolaria
  • Torre Cascione
  • Torre Mino
  • Torre Alfiere
  • Torre Villotta
  • Torre Gallo
  • Torre Falcone
  • Torre Sgammirra
  • Torre Cappavecchia
  • Torre Eremo
  • Torre Claps
  • Torre Chiusa

Giovinazzo

  • Torre del Tuono

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