Luogo da scoprire · Puglia Imperiale: città e borghi vicini
Bisceglie
Dolmen dell’età del Bronzo, fortificazioni e chiese romaniche compongono un itinerario fra la campagna biscegliese e il centro affacciato sul porto.
Bisceglie unisce due paesaggi che meritano visite distinte: il centro storico raccolto sopra il porto e la campagna dei monumenti megalitici. La definizione di «città dei dolmen» richiama testimonianze dell’età del Bronzo, molto più antiche della città medievale e delle sue fortificazioni.
I dolmen e il paesaggio preistorico
Tra le scoperte e le segnalazioni dei primi del Novecento figurano cinque nomi: la Chianca, Albarosa, Frisari, Giano e Santa Croce. Non bisogna però immaginarli come cinque monumenti tutti integri e visitabili nelle stesse condizioni: le loro vicende conservative sono diverse e il dolmen di Giano risulta distrutto nel 1975.
La Chianca, scoperta nel 1909, permette di riconoscere il rapporto fra una camera funeraria coperta da una grande lastra e il corridoio di accesso. Il termine dolmen indica dunque una struttura sepolcrale, non una torre, un’abitazione o un generico altare. Nell’osservarla, la disposizione delle pietre è più istruttiva delle sole dimensioni: racconta un uso collettivo dello spazio funerario e un paesaggio umano anteriore alle mura cittadine.
Per raggiungere i siti rurali conviene verificare l’itinerario specifico e le condizioni di accesso, senza presumere che ogni nome storico corrisponda a un’area attrezzata. Non è necessario inserire tutte le tappe nella stessa passeggiata urbana.
La città fortificata
Una delle interpretazioni del nome Bisceglie lo collega al latino vigiliae e alla funzione di guardia. È un’ipotesi etimologica, non una certezza che autorizzi a datare l’intera città al momento della costruzione delle torri. Lo sviluppo medievale passa attraverso Normanni, Svevi e Angioini; in seguito Aragonesi e Spagnoli intervengono sugli apparati difensivi. Le mura quattrocentesche appartengono a questa storia di ampliamenti e adattamenti.
Il castello, a impianto quadrangolare, non nasce tutto con Federico II: conserva un nucleo normanno, associato alla Torre Maestra, e successive trasformazioni sveve e angioine. Il collegamento storico con la torre prevedeva un ponte levatoio, da non presentare come un dispositivo oggi necessariamente funzionante. La cappella di San Giovanni, di origine medievale e riferita al XII secolo, fu incorporata nel complesso: la sua presenza aiuta a leggere la successione delle fabbriche.
Chiese e torri, senza confondere costa e campagna
Nel centro, la cattedrale romanica e la chiesa di Sant’Adoeno offrono un’altra chiave di lettura dell’età normanna. Il nome Adoeno rimanda al santo venerato in Normandia; la chiesa conserva così anche la memoria culturale dei gruppi che contribuirono alla formazione della città medievale.
Al sistema territoriale delle torri appartengono i nomi di Zappino, Gavetino e Sant’Antonio. Il controllo del territorio riguardava la costa, le campagne, i casali e le vie di collegamento.
Una visita equilibrata può dedicare un primo percorso a porto, castello e chiese, riservando un secondo momento ai dolmen. Per confrontare architetture e funzioni, il castello biscegliese può essere accostato al Castello Svevo di Trani; le chiese rientrano invece nel più ampio itinerario del romanico pugliese.
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