Storia e documenti · Puglia Imperiale: città e borghi vicini
Canosa di Puglia
Il ponte sull’Ofanto, l’archeologia e la cattedrale di San Sabino raccontano Canosa attraverso strade romane, comunità cristiane e memorie normanne.
Canosa di Puglia si legge per strati: la città antica, la rete delle strade e delle campagne, i grandi cantieri cristiani e il Medioevo normanno e svevo. Ridurla a una tappa di Federico II farebbe perdere proprio la profondità storica che rende riconoscibile questo centro dell’area ofantina.
La via Traiana e il territorio agricolo
Alleata di Roma e nodo strategico delle comunicazioni, Canosa era attraversata dalla via Traiana. Sul percorso si incontra il ponte sull’Ofanto, caratterizzato da cinque arcate a tutto sesto. La struttura attuale va letta nella sua lunga storia di utilizzo e manutenzione, senza supporre che ogni parte visibile sia rimasta intatta dall’antichità.
L’importanza della strada non riguarda soltanto gli eserciti: vie di collegamento e attraversamenti fluviali sostenevano gli scambi e l’organizzazione del territorio. Le testimonianze archeologiche delle campagne indicano insediamenti di epoche diverse, dall’età repubblicana a quella tardoantica, collegati anche alla produzione di vino, olio e cereali. Non si tratta di un’unica città sotterranea né di una successione continua e uniforme di abitati.
La storia canosina precede però l’età romana. Il Museo archeologico nazionale consente di collocare i reperti nel contesto delle comunità locali, evitando di leggere tombe, oggetti e monumenti come curiosità isolate. Gli ipogei e gli altri siti distribuiti nel territorio richiedono una pianificazione specifica: non tutti coincidono con gli spazi del museo o con un solo ingresso.
San Sabino e una cattedrale trasformata nel tempo
San Sabino fu vescovo di Canosa nel VI secolo, non nel V. La sua attività appartiene a una fase di intensa costruzione di edifici cristiani, ma non autorizza ad assegnare automaticamente alla sua epoca tutto ciò che oggi si vede nella cattedrale a lui dedicata.
L’edificio conserva una complessa stratificazione. Il nucleo medievale, le coperture a cupola e l’organizzazione di transetto, abside e campate hanno alimentato confronti con l’architettura orientale e bizantina. Questi rapporti formali vanno distinti dalla datazione delle singole parti: indicare soltanto il 1080 come anno di nascita dell’intera chiesa semplifica una vicenda ancora discussa.
Fra gli interventi successivi si ricordano quelli legati al terremoto del 1689 e le trasformazioni ottocentesche della facciata e del piedicroce, cioè il corpo longitudinale destinato all’assemblea. Il visitatore può così riconoscere che prospetto esterno e nucleo interno non appartengono necessariamente alla stessa fase.
Il mausoleo di Boemondo e la memoria sveva
All’esterno del braccio destro del transetto si trova il mausoleo di Boemondo d’Altavilla, principe di Antiochia e protagonista della prima crociata, morto nel 1111. Il monumento introduce un capitolo normanno della città distinto sia da quello romano sia dalla successiva presenza sveva.
Al 1229 risale il passaggio di Federico II ricordato dalla storia locale, al ritorno dalla crociata, in una città di lunga tradizione. Per proseguire sul tema antico si può collegare la visita a Canne della Battaglia; per quello religioso, la Settimana Santa canosina mostra un’altra dimensione della relazione fra città, comunità e luoghi di culto.