Luogo da scoprire · Puglia Imperiale: città e borghi vicini
Barletta
Il castello, la cattedrale, la Disfida e De Nittis accompagnano il percorso cittadino, con un ricordo della festa patronale del 2016.
Barletta nella storia sveva
Barletta ebbe rilievo organizzativo e strategico nel governo di Federico II. Nel 1228 il castello ospitò la Dieta legata ai preparativi della sesta crociata. La città ebbe un ruolo anche durante il regno del figlio Manfredi, ma non per questo può essere definita senza precisazioni la capitale del suo regno.
Il castello e il Museo civico
Il castello conserva fasi normanne, sveve e successive trasformazioni. Gli interventi dell’età di Carlo V ne fecero una grande fortezza, circondata da un ampio fossato e dotata di sotterranei. La pianta quadrangolare è rafforzata da quattro bastioni pentagonali a punta di lancia; i corpi di fabbrica delimitano la corte centrale. La piazza d’armi e le strutture difensive aiutano a comprenderne le funzioni, senza ricorrere alla definizione assoluta di fortezza «inespugnabile».
Il legame con le rotte verso la Terra Santa richiama il passaggio di cavalieri e soldati in partenza e al ritorno dalle spedizioni. Nella decorazione di una bifora compare l’aquila che afferra una preda: emblema della potenza imperiale, è stata interpretata anche come immagine della vittoria della razionalità sull’istinto. Quest’ultima è una lettura simbolica, non una spiegazione documentata della volontà del committente.
Il Museo civico comprende la Galleria antica, con dipinti dal Quattrocento al Settecento, la Galleria dell’Ottocento e la collezione Cafiero. Fra gli artisti barlettani figurano Raffaele Girondi, Giuseppe Gabbiani e Vincenzo De Stefano; armi, ceramiche e argenti dei secoli XIX e XX ampliano il percorso oltre la pittura. Nel lapidarium è conservato il busto in pietra tradizionalmente identificato con Federico II. La precedente collocazione nell’ex cappella appartiene alla storia degli allestimenti.
La cattedrale di Santa Maria Maggiore
A breve distanza dal castello sorge la cattedrale, nella quale si incontrano forme romaniche e gotiche. La costruzione poggia su edifici di culto precedenti, fra cui una basilica paleocristiana del VI secolo d.C., non avanti Cristo. L’area archeologica sottostante conserva tombe e tracce delle fasi paleocristiana e altomedievale: il termine generico «catacombe» non descrive da solo questa stratificazione. L’accesso al percorso sotterraneo va verificato separatamente da quello alla chiesa.
La Cantina della Disfida
In via Cialdini, nel fondaco di un palazzo di origine trecentesca, la Cantina della Disfida è conosciuta anche come Osteria di Veleno. Si tratta del luogo tradizionalmente associato al banchetto durante il quale un’offesa francese ai soldati italiani avrebbe provocato la sfida, non della segnalazione di un ristorante oggi in attività. Il 13 febbraio 1503 tredici italiani guidati da Ettore Fieramosca affrontarono tredici francesi e ne uscirono vincitori. Il percorso permette di distinguere l’episodio storico dalla memoria costruita intorno ai suoi luoghi.
La Pinacoteca De Nittis
Palazzo della Marra, con i suoi balconi e la loggia interna, ospita la Pinacoteca Giuseppe De Nittis. Il pittore nacque a Barletta e lavorò fra Parigi e Londra, confrontandosi con la pittura moderna e l’ambiente impressionista. La raccolta, indicata in circa duecento opere, è centrata sul suo lavoro. Alle opere permanenti possono affiancarsi mostre temporanee, il cui calendario va consultato senza presumere appuntamenti annuali fissi.
Il Colosso e il Teatro Curci
Corso Vittorio Emanuele conduce al Colosso detto di Eraclio, davanti alla basilica del Santo Sepolcro. La statua bronzea, alta circa cinque metri, raffigura un imperatore la cui identità è discussa: Teodosio II è una delle identificazioni proposte, mentre il nome popolare non costituisce una prova. Poco più avanti il Teatro Curci completa il percorso con la sua architettura neoclassica. Dalle fortificazioni medievali alla pittura dell’Ottocento, queste tappe raccontano periodi diversi senza ridurre la città alla sola stagione sveva.
La festa patronale nel luglio 2016
Santa Maria dello Sterpeto e san Ruggero Vescovo sono i santi patroni ricordati nella descrizione datata 10 luglio 2016. La festa, collocata intorno alla seconda settimana di luglio, era presentata come un appuntamento di tre giorni, vissuto in famiglia e nelle strade illuminate sfarzosamente fino a tarda sera. Come in molti centri di tradizione cristiana, la celebrazione dei patroni era occasione di aggregazione e di riconoscimento dell’identità cittadina.
Il lungo corteo processionale riuniva devoti, confraternite, ordini religiosi, clero e canonici, insieme all’Arcivescovo, al Sindaco, alle autorità civili e ai membri del Comitato “Feste patronali”. Dopo il tramonto si snodava per circa due ore tra due fitte ali di popolo. Durata e modalità appartengono a quel ricordo del 2016, non al programma di un’edizione attuale.
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