Luogo da scoprire · Porto, Villa e lungomare
Fortino e chiesa di Sant’Antonio Abate
La chiesa medievale sul molo, il cantiere navale e le difese del porto, fino ai restauri e alle celebrazioni novecentesche.
- Periodo storico
- XII Secolo
- Dove
- Via Statuti Marittimi
Scheda pratica
- Orari
- Esterno e terrazza sul mare sempre accessibili; l’interno apre solo in occasione di eventi
- Biglietto
- Gratuito
- Come arrivare
- All’estremità della Villa comunale, 10 minuti a piedi dalla Cattedrale
- Ultima verifica
- ottobre 2026
Orari, tariffe e regole cambiano: i dati vengono da fonti pubbliche e vanno confermati prima della visita.
Il Fortino di Sant’Antonio sorge sul molo omonimo, presso la Villa comunale, e ingloba la più antica chiesa di Sant’Antonio Abate, detta anche Sant’Antuono. Il luogo di culto medievale e l’opera difensiva costruita sopra e accanto a esso raccontano funzioni diverse dello stesso tratto del porto: devozione, cantieristica e difesa dell’imboccatura.
La chiesa medievale
La fondazione della chiesa, probabilmente del XII secolo, è legata nella tradizione al voto di un capitano scampato a una tempesta. Il marinaio avrebbe promesso di erigere il tempio nel punto in cui fosse riuscito a toccare terra. Il racconto esprime il legame devozionale con il mare; una testimonianza documentaria distinta è il diploma del 13 giugno 1269, che ricorda la ricostruzione del molo e della chiesa, entrambi in condizioni di rovina.
L’impianto è basilicale, con tre navate, abside centrale, quattro colonne e quattro paraste. Fra i quattro sostegni centrali, i due prossimi all’abside hanno sezione ottagonale, mentre gli altri due sono rettangolari. La cupola originaria crollò in un’epoca imprecisata e fu sostituita da una volta a botte: la struttura religiosa resta riconoscibile, ma non è giunta interamente immutata dal Medioevo.
Il cantiere navale e le difese del Cinquecento
Nel 1478 la chiesa era già sconsacrata e adibita a cantiere e deposito. Nello stesso anno il mercante Simone Caccetta fece costruire qui una nave di notevole stazza, ricordata come il Galleone, destinata a un equipaggio di 160 uomini. Il committente lega questa vicenda alla storia di Palazzo Caccetta. Il cantiere fu anche teatro della consegna della città da parte di Giovanni Vetturi a Fernando de Alarcon, vicario di Carlo V, il 20 febbraio 1530.
Nel 1541 furono realizzati lavori all’arco del molo di Sant’Antonio e al Fortino per difendere l’imboccatura del porto. Per finanziarli, su disposizione del viceré Pietro di Toledo, fu imposta una tassa. È in questa fase che la fortificazione inglobò la chiesa preesistente: il documento angioino del 1269 riguarda invece la ricostruzione del molo e del luogo di culto.
Il recupero fra il 1982 e il 1990
Secoli di manutenzione insufficiente e usi come deposito avevano compromesso le murature. Il Comune avviò nel 1982 un intervento in due lotti: il primo, fino al 1986, su progetto di Marcello Petrignani e dell’ingegnere Rino Tafuri; il secondo, dal 1988 al 1990, su progetto di Gaetano Camarchia. Al consolidamento collaborò l’ingegnere Franco Calzuola.
Una nuova struttura metallica indipendente dalle volte sostenne la copertura, riducendo il carico sulle strutture in pietra. Furono inoltre recuperati la rampa dalla Villa comunale, l’arco che la sostiene e gli spazi esterni con gradinate e pavimentazioni. Il degrado precedente a quei lavori appartiene a una fase precisa della storia del complesso, non ne descrive automaticamente le condizioni odierne. La relazione sul restauro del Fortino e della chiesa documenta separatamente tecniche, progettisti e interventi di cantiere.
Le celebrazioni del 1988 e del 1990
Nel 1988 la ritrovata fruizione della chiesa fu accompagnata da celebrazioni religiose. Il costruttore Nicola Innino fece realizzare a proprie spese una statua del santo e la donò alla confraternita. La statua fu portata in processione fra luminarie, fuochi d’artificio e falò di Sant’Antuono; monsignor Carata la benedisse durante la messa e indicò monsignor Antonio Pasquadibisceglie come rettore della chiesa.
Nel 1990 monsignor Cassati vi celebrò a sua volta una messa, esprimendo nell’omelia apprezzamento per l’architettura dell’edificio. Questi episodi si inseriscono nel recupero novecentesco e non costituiscono un calendario di celebrazioni attuali. Successivamente l’ex chiesa ha assunto una destinazione a ristorante, mediante concessione comunale in uso: la memoria religiosa del luogo non equivale a un’indicazione di apertura al culto.
Il Fortino nel paesaggio del porto
Il rapporto fra molo, fortificazione e Villa comunale si comprende mettendo in relazione i livelli dell’area, dalla rampa agli affacci sul mare. Sul lato opposto del bacino, il settore di Santa Lucia e della Cattedrale completa la lettura del porto. La passeggiata esterna e l’accesso agli ambienti interni sono aspetti distinti: la descrizione del complesso non comporta una visita interna liberamente disponibile.
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