Guida · Chiese
Chiesa di Ognissanti
Fra via Ognissanti e il porto, portico scolpito e absidi romaniche raccontano una chiesa legata ai pellegrini e alla discussa memoria templare.
- Periodo storico
- XII Secolo
- Dove
- Via Ognissanti
Scheda pratica
- Orari
- Luogo di culto: aperta per le celebrazioni e negli orari parrocchiali, variabili; verificare sul posto
- Biglietto
- Ingresso libero
- Come arrivare
- Sul porto, via Ognissanti, 3 minuti dalla Cattedrale
- Ultima verifica
- ottobre 2026
Orari, tariffe e regole cambiano: i dati vengono da fonti pubbliche e vanno confermati prima della visita.
La chiesa di Ognissanti presenta due volti: l’ingresso raccolto su via Ognissanti e le absidi rivolte verso il porto. La costruzione appartiene al romanico del XII secolo, con una cronologia che alcuni studi estendono verso l’inizio del XIII. Le proporzioni ridotte permettono di riconoscere, su scala diversa, soluzioni presenti nelle grandi cattedrali pugliesi.
Dal portico alle tre navate
Davanti alla facciata si trova un portico sostenuto da colonne con capitelli e delimitato da una cancellata. È uno spazio intermedio fra strada e chiesa: osservandolo si colgono la profondità degli archi e il passaggio dalla luce esterna all’ombra. Dei tre portali, quello maggiore concentra la decorazione più ricca, con una fascia scolpita e l’Annunciazione nella lunetta.
La pianta è rettangolare, suddivisa in tre navate e priva di transetto. La navata centrale presenta travi a vista, mentre quelle laterali sono coperte da volte a crociera. Questa differenza di copertura aiuta a leggere la gerarchia degli spazi senza confondere il semplice impianto basilicale con quello di una chiesa a croce latina.
All’interno è ricordata la tavola della Madonna col Bambino, identificata con la Madre del Perpetuo Soccorso. L’attribuzione ad Andrea Rizo da Candia resta da chiarire: la datazione al XVI secolo riportata dal Catalogo generale dei beni culturali non concorda con l’attività quattrocentesca del pittore. Non è quindi prudente presentare insieme data e autore come dati acquisiti. Il soggetto collega la pittura conservata nella chiesa alla tradizione iconografica bizantina.
Il prospetto verso il mare
Le tre absidi semicircolari rendono riconoscibile Ognissanti dal lato del porto. Quella centrale è segnata da un finestrone con mensole zoomorfe e da arcatelle cieche. Conviene confrontare questo prospetto con quello della Cattedrale: la somiglianza riguarda il linguaggio romanico e la composizione delle absidi, pur nella diversa scala dei due edifici.
Templari, ospitalità e tradizione
La memoria locale associa la chiesa all’ospitale dei Templari e ne tramanda il possesso sino alla soppressione dell’ordine nel 1312. L’attribuzione resta però discussa: la presenza dei Templari a Trani non dimostra automaticamente che ogni fase del complesso appartenesse a loro. La lapide dell’abate e medico Costantino è una testimonianza da distinguere dalle successive interpretazioni sulla sua appartenenza all’ordine.
Un altro racconto vuole che Boemondo d’Altavilla e i cavalieri normanni della prima crociata abbiano prestato qui giuramento. È una tradizione che non può essere riferita senza riserve all’edificio oggi visibile, poiché la partenza della prima crociata precede la datazione generalmente assegnata alla chiesa.
Le memorie successive
Ognissanti conobbe patronati familiari e ospitò confraternite; nei primi anni dell’Ottocento assunse anche il nome di chiesa del Purgatorio. La sua storia continuò quindi molto oltre il Medioevo. Dal lato del porto la passeggiata può proseguire verso Santa Teresa e piazza Trieste, confrontando l’abside romanica con un prospetto settecentesco aperto sullo stesso paesaggio urbano.
Rielaborazione del testo di Mario Lorusso.
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