Documento e ricerca · Ottocento e Novecento
25 aprile, anche Trani diede il suo contributo umano
Franco Di Pinto ricorda Domenico Di Terlizzi, ucciso a Farigliano nel 1944, attraverso la memoria familiare e i documenti successivi.
Domenico Di Terlizzi, sottufficiale di Cavalleria in Piemonte, fu catturato dalle truppe naziste e barbaramente trucidato nella piazzetta del paese davanti alla sua abitazione e sotto lo sguardo atterrito della moglie. Il ricordo fu scritto per il 25 aprile 2009, 64° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo.
Infatti, le cerimonie ufficiali di questa giornata, descritte nel 2009 e organizzate dal Comune, avevano inizio proprio in Via Domenico Di Terlizzi, sita tra Corso Imbriani, Piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa e le vicine scuole "Petronelli" e "Bovio", davanti alla sua casa natìa dove anni orsono fu fatta installare una lapide commemorativa in marmo. Nel rito ricordato dall’autore, il Sindaco, accompagnato dai familiari e dalle altre Autorità Civili e Militari, depone una corona d'alloro mentre viene suonato prima il "Silenzio", poi l'Inno di Mameli.
Dalla cavalleria alla Resistenza
Anche la Città di Trani offrì il suo tributo di vite umane per affermare quegli ideali che è bene ricordare soprattutto alle nuove generazioni perché si rendano conto di quanti sacrifici sia costata questa nostra libertà e perché imparino a saperla apprezzare e difendere. Domenico Di Terlizzi di Angelantonio (entrambi i genitori sono deceduti n. d. r.) era nato a Trani il 22 settembre 1920 e nel 1943 prestava servizio come Sottufficiale di cavalleria in Piemonte. Dopo l'armistizio dell'8 settembre, si era trasferito nella cittadina di Farigliano, in provincia di Cuneo, in Piemonte, dove qualche tempo prima era già stato con il gruppo di Cavalleria.
Qui aveva sposato una ragazza del luogo e, come tanti altri soldati italiani, si era rifiutato di arrendersi ai tedeschi, passando a far parte della formazioni partigiane che operavano sulle montagne piemontesi. Ricercato dalla Gestapo, fu catturato dalle truppe naziste una sera in cui era sceso a Farigliano per essere vicino alla moglie, la signora Rina Conterno, che era in attesa di un bambino.
La mattina dopo, il 4 settembre 1944, a ventitré anni, pochi giorni prima del ventiquattresimo compleanno, fu barbaramente trucidato nella piazzetta del paese, proprio davanti alla sua abitazione e sotto lo sguardo atterrito e sgomento della moglie.
Il riconoscimento e le comunicazioni alla famiglia
Sei anni dopo, nel maggio 1950, il Comandante Militare Territoriale di Napoli determinerà la concessione della croce al merito di guerra al Sergente di Cavalleria deceduto Di Terlizzi Domenico nato a Trani il 22.9.1920, e soltanto nel maggio 1953 con lettera raccomandata inviata al Comando Stazione Carabinieri di Trani ed al Sindaco di Trani si comunicava che il "Partigiano Di Terlizzi Domenico di Angelantonio è deceduto il 4.9.1944 in territorio nazionale per eventi di guerra" e si aggiungeva che si trattava di una "comunicazione ritardata per accertamenti" perché il Di Terlizzi era stato precedentemente dato tra i "dispersi di guerra", per cui soltanto in questa missiva giunta a Trani il 9 giugno 1953 si esprimono "le più sentite condoglianze da parte del sig. Ministro". L'immagine qui riprodotta, gelosamente custodita, e le fotocopie della documentazione ci sono state cortesemente fornite dal nipote Di Terlizzi Carmelo, ufficiale di Marina allora in servizio.
La città di Trani intitolò alla sua memoria la strada dove si trova la casa natìa su cui fu apposta una lapide commemorativa perché - come vi si legge - "il suo eroismo sia sempre di monito e di esempio ai giovani, futuri custodi delle Istituzioni Democratiche della Libertà". Nelle commemorazioni descritte dall’autore, ogni 25 aprile mattina qui convenivano le Autorità Civili e Militari per rendere omaggio a questo tranese, martire della libertà, che ha contribuito a scrivere un'altra grande pagina di Storia di questa città.