Documento e ricerca · Ottocento e Novecento
Prima, durante e dopo quel 18 settembre 1943 a Trani
Il volume curato da Francesco Pagano e Saverio Cortellino ricostruisce i fatti del settembre 1943 attraverso ricerche, testimonianze e identificazioni successive.
Da un contributo di Franco Di Pinto.
Prima, durante e dopo quel 18 settembre 1943 a Trani, a cura di Francesco Pagano e Saverio Cortellino, ricostruisce i giorni dell’occupazione tedesca e la minaccia di fucilazione contro i cittadini rastrellati. Il sottotitolo precisa l’ampiezza del lavoro: Fatti, ricerche e testimonianze sugli eventi bellici che coinvolsero la nostra città durante il secondo conflitto mondiale.
Prima del rastrellamento
Il racconto segue l’incertezza che accompagnava il ritiro dei reparti tedeschi e l’avanzata delle truppe alleate provenienti da Bari. Fra le retroguardie germaniche e le avanguardie avversarie si verificavano scaramucce e scontri a fuoco. In questo contesto viene collocato lo scontro lungo via Barletta, presso il cimitero, nel quale morirono militari tedeschi.
I reparti giunti da Barletta attribuirono l’azione ai tranesi e rastrellarono civili in città. La formula della «cinquantina» usata in molti racconti va precisata con il dato nominativo: gli ostaggi ricordati sono 54, mentre cinquanta era il numero richiesto dall’ordine di rappresaglia.
La mediazione e il comandante
Di Pinto mette in evidenza il tentativo di Giuseppe Pappolla, affiancato dall’arcivescovo Francesco Petronelli e dal vicario generale Raffaele Perrone, di ottenere il rilascio. Altre testimonianze completano il quadro con Antonio Bassi, che parlava tedesco, e Isabella Terrafino, che sollecitò l’intervento dell’Arcivescovado.
Uno dei nuclei della ricerca riguarda l’identità dell’ufficiale tedesco. Dopo oltre sessant’anni di ipotesi, il lavoro di Francesco Pagano e il diario di Heino Niehaus, presente quel giorno, contribuirono a identificarlo in Friedrich Kurtz. Nella presentazione del libro è chiamato capitano e la mancata esecuzione è interpretata come una disobbedienza agli ordini, per la quale non avrebbe subito conseguenze.
La ricostruzione merita di essere letta accanto alle altre interpretazioni del diario di Niehaus: alcune insistono sulle decisioni del comando tedesco, sulla mobilitazione cittadina e sull’avanzata alleata. Anche il grado di Kurtz oscilla fra capitano e tenente nelle testimonianze pubblicate. L’identificazione del nome è dunque un progresso della ricerca, non la conclusione automatica di ogni discussione.
Il libro e la memoria cittadina
Il volume fu pubblicato nel 2009 da Regione Puglia, CRSEC Trani e Bisceglie. La presentazione dell’epoca lo segnalava come non reperibile in commercio: l’indicazione descrive quella circostanza editoriale e non garantisce né esclude una disponibilità attuale.
Il suo interesse sta nel collegare ciò che precedette il rastrellamento, le iniziative assunte durante la crisi e il lungo lavoro successivo sui testimoni. Di Pinto attribuisce al gesto di Kurtz un valore di speranza per il futuro: è la conclusione morale dell’autore, da tenere distinta dall’accertamento dei fatti. Il profilo dell’ufficiale segue più da vicino la storia della sua identificazione.