Storia e documenti · Ottocento e Novecento
Quel 27 aprile del 1943
Il bombardamento notturno, i soccorsi alla popolazione e le lapidi cittadine spiegano la Medaglia d’argento al merito civile conferita nel 1998.
Da un contributo di Franco Di Pinto.
Il 27 aprile 1943 è una data della memoria civile di Trani. Nella notte fra il lunedì dell’Angelo e il martedì un’incursione aerea alleata colpì il porto e le casermette di via Corato. Le ricostruzioni cittadine ricordano 35 morti, fra civili e militari, e l’immediato intervento della popolazione in soccorso dei superstiti.
La notte del bombardamento
Di Pinto descrive un attacco durato circa un’ora e quattro bombe: due cadute nelle acque del porto, una sul fabbricato di via Statuti Marittimi fra via Zanardelli e piazza Teatro, e una nella zona delle casermette. Nel primo edificio morirono 21 persone e altre 26 rimasero ferite; nella zona militare le vittime furono 14 giovani fra i 19 e i 31 anni.
Un’altra ricostruzione colloca l’arrivo degli aerei verso le due di notte, senza un precedente segnale d’allarme, e non ne identifica con certezza la nazionalità britannica o statunitense. Ricorda anche i danni agli edifici vicini e al Teatro comunale. Il numero complessivo degli ordigni differisce nei racconti, mentre ricorrono i due luoghi colpiti e il bilancio umano.
I solenni funerali si svolsero nella chiesa di Santa Chiara, che allora fungeva da Cattedrale. I cronisti descrissero la scena:
Tutte le bare tappezzavano il pavimento della chiesa ed i fedeli erano presi da una disperazione indescrivibile.
I primi soccorsi
La ricostruzione del bombardamento ricorda i barnabiti padre Luigi Brancato, padre Agostino Rizzi e padre Francesco Trocchi, accorsi quando il pericolo non era ancora cessato. Emma Viti, infermiera volontaria della Croce Rossa, intervenne con il giovane figlio Tiberio e contribuì a coordinare il trasporto dei feriti.
Alle perdite si aggiungeva la condizione delle famiglie rimaste senza casa. Parte della popolazione cercò riparo nelle campagne o presso parenti di altre città; per alcuni sinistrati furono messi a disposizione ambienti della casa della GIL. La memoria del soccorso comprende quindi l’aiuto nelle ore dell’attacco e la ricerca successiva di ricoveri e risorse.
Il riconoscimento del 1998
Il presidente Oscar Luigi Scalfaro accolse la richiesta dell’amministrazione guidata da Giancarlo Tamborrino e conferì a Trani la Medaglia d’argento al merito civile con decreto dell’8 maggio 1998. L’onorificenza, associata al gonfalone e agli atti dell’amministrazione, riconosce la solidarietà collettiva:
Durante l’ultimo conflitto mondiale, a seguito di un bombardamento aereo che aveva provocato numerose vittime e danni, la popolazione interveniva prontamente in soccorso dei superstiti e si adoperava poi, con impavido spirito di sacrificio e pochi mezzi a disposizione, nella instancabile opera di sgombero delle macerie e di ricostruzione. Splendido esempio di umana solidarietà ed alto spirito di abnegazione.
27 aprile 1943.
I luoghi della commemorazione
Di Pinto ricorda i nomi delle vittime nel volume di Raffaello Piracci Accadde a Trani nel ’43 e sulla lapide collocata a destra dell’ingresso monumentale del cimitero. L’elenco nominativo delle vittime permette di incontrare anche le età e i legami familiari riportati.
Nel 1999 Tamborrino fece apporre la motivazione della medaglia al pianoterra di palazzo Palmieri, allora sede del Consiglio comunale. Nell’aprile 2004 il sindaco Pinuccio Tarantini, su proposta della Commissione comunale per la toponomastica, fece collocare un’altra lapide sul palazzo di via Statuti Marittimi, accanto al civico 62 e all’angolo con piazza Teatro.
Le lapidi ricordano aspetti complementari: le persone uccise, il luogo della distruzione e la risposta della città. Il conferimento del 1998 riguarda questo bombardamento e i soccorsi, e va distinto dai fatti degli ostaggi del settembre 1943.