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La visita a Trani di Carlo e Diana
Il 2 maggio del 1985 il Principe Carlo d'Inghilterra e la Principessa Diana visitarono Trani.
Il 2 maggio del 1985 il Principe Carlo d'Inghilterra e la Principessa Diana visitarono Trani. Un ricordo sempre vivo nella mente di chi c'era, raccontato con grande enfasi dalle cronache del tempo in un articolo a firma di Raffaello Piracci pubblicato da “Il Tranesiere”, storico periodico interamente dedicato ai fatti della città di Trani.
La cronaca di Raffaello Piracci
Alle ore 10,10 esatte, secondo il rigido programma, lady Diana, seguita dal principe Carlo, sbarca a Trani al molo S. Lucia, sul cui muraglione frangivento c’è uno striscione che reca scritto a lettere cubitali ”benvenuti a Trani”. All’accoglienza di etichetta del Sindaco Avv. Nicola Baldassarre, del Comandante del Dipartimento Marittimo Amm. Benini, del prefetto Basso e del Console inglese a Napoli Church, si unisce quella più intensa della folla che si assiepa dietro le transenne tra un frenetico sventolio di bandierine inglesi ed italiane. I principi non tardano a corrispondere a tanto entusiasmo accostandosi alla gente e stringendo il maggior numero possibile di mani fra le tante che si protendono.
Questo primo incontro con la folla è però limitato a pochi minuti, perché subito, a bordo della Maserati che è già in attesa, i Principi di Galles si dirigono alla vicina Cattedrale, sempre tra due ali di popolo che li acclama. Quando scendono dalla vettura in Piazza Duomo, trovano altra gente che protende mani e bandierine da dietro le transenne ed alle cui effusioni non possono ancora corrispondere, impegnati a ricevere il saluto dell’arcivescovo Carata, dell’Arcidiacono Ciraselli col capitolo, dal Priore dell’ Arciconfraternita del SS. mo Franco Broquier d’Amely e dall’ Isp. On. ai Monumenti dott. Ronchi, incaricato di far da guida nella visita all’insigne monumento con l’aiuto di una interprete.
Durante la visita i Principi di Galles hanno mostrato un interesse da competenti e Carlo ha voluto osservare da vicino la formella della porta di Barisano che raffigura San Giorgio, protettore dell’Inghilterra. L’attenzione del principe è stata colta al volo dal custode Ernesto Gusmai, che è sgusciato dal gruppo per precipitarsi a prendere dal suo stanzino una fedele riproduzione in gesso della formella di San Giorgio fra le tante che egli magistralmente appronta, e donarla a Carlo. Il futuro re d’Inghilterra ha ringraziato con una stretta di mano, che il bravo Ernesto, confuso come il sarto del Manzoni, si è chinato a baciare con un gesto non proprio protocollare, ma accettato da Carlo, non certo con lo stesso cenno di diniego con cui ha rifiutato l’autografo ad un sacerdote forestiero che si era licenziosamente infiltrato tra i membri del clero tranese.
L’autografo invece Carlo ed anche Diana l’hanno apposto sul registro riservato ai visitatori illustri della Cattedrale, accanto a quello di Guglielmo II di Germania. Terminata la visita in Cattedrale ed accomiatatisi da quelli che li avevano accolti, Carlo e Diana si sono offerti di nuovo al contatto diretto con la gente trattenuta dalle transenne per alcuni minuti, prima di risalire sulla maserati diretti a Molfetta. Hanno percorso Via Statuti Marittimi, P. Tiepolo, P. Plebiscito, Corso Cavour, P. della Repubblica, Corso V. Emanuele, Corso Imbriani, Via Istria ed il cavalcaferrovia verso la statale 378. Dapertutto hanno trovato fitte ali di popolo acclamante, gente di ogni età e condizione, studenti liberi e scolaresche con insegnanti. Si può dire che siano stati veramente pochi quelli che hanno rinunciato all’incontro. Così come sono andate le cose, con la provvida complicità di una giornata stupenda, Trani si è fatta onore e pare si possa dire che la visita regale, più che con meraviglia, sia stata accolta con dignitosa soddisfazione.