Tradizioni e cultura · Riti e tradizioni di Puglia
La Settimana Santa a Canosa di Puglia
L’Addolorata, la Desolata e la Passione Vivente a Canosa di Puglia: gesti, luoghi e voci delle celebrazioni che precedono la Pasqua.
A Canosa di Puglia due processioni mariane segnano il cammino verso la Pasqua: l’Addolorata esprime la ricerca del Figlio, la Desolata il dolore dopo la sua morte. Sono riti diversi, da riconoscere anche attraverso i gesti dei partecipanti: il bussare alle chiese nella memoria della prima, il canto delle donne nella seconda.
L’Addolorata e il significato del bussare
Nel dialetto canosino l’Addolorata è ricordata come la Madonna “du tupp-tuzz’le”, cioè del bussare. Il nome rimanda alla Vergine che, cercando Gesù, si fermava alle porte delle chiese prima di raggiungere la Cattedrale di San Sabino. Il passaggio da una chiesa all’altra traduce così la ricerca in un cammino dentro la città.
La processione appartiene ai riti che preparano la Pasqua; per assistervi occorre consultare il calendario canosino dell’anno. Fra i suoi luoghi di riferimento figurano San Sabino e la chiesa della Passione, entrambe a Canosa: conoscerne i nomi aiuta a leggere le indicazioni degli organizzatori e a distinguere partenza, soste e arrivo.
La Desolata del Sabato Santo
La mattina del Sabato Santo è tradizionalmente dedicata alla Desolata, legata alla comunità dei Santi Francesco e Biagio. Il corteo comprende bambini vestiti da angeli, con oggetti e frasi che richiamano la Passione di Cristo; segue il simulacro della Vergine, accompagnato da un numeroso coro femminile in abito nero e con il volto velato. Alcune partecipanti conservano la pratica di camminare scalze.
Il coro non è un semplice accompagnamento musicale: dà voce collettiva al lutto rappresentato dalla statua. Per chi assiste, ascoltare senza sovrapporre conversazioni o avvicinarsi alle coriste per una fotografia permette di cogliere meglio questo elemento del rito.
La Passione Vivente e i suoi scenari
Accanto alle processioni si svolgono rappresentazioni della Passione Vivente, che affidano il racconto evangelico a interpreti e scene. L’area dell’antica basilica di San Pietro è stata uno degli scenari della manifestazione. Per l’edizione del 2026, invece, il Comune ha indicato il centro storico, con il passaggio per Salita Calvario e la crocifissione entro le mura del Castello, nell’iniziativa organizzata dalla Pro Loco Canosa con parrocchie e amministrazione.
Luogo e data della rappresentazione vanno quindi controllati separatamente da quelli delle processioni. Nel confronto con i riti di Andria e le celebrazioni di Barletta, Canosa conserva una fisionomia precisa: la ricerca mariana, la Desolata e la voce corale delle donne.